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Grillo-Mastella…è scoppiato un amore? Leggendo il Blog del comico genovese e la risposta smielata del Ministro della Giustizia, pare proprio di si. Infatti, Grillo dal suo Blog, ha scritto che il principe di Ceppaloni è solo un capo espiatorio; che l’indulto non l’ha ideato lui ma Berlusconi; che apprezza la volontà di Mastella di scrivere un libro sulle caste in Italia, perché non c’è solo quella politica. Anzi si è spinto oltre, dicendo di voler anche scriverne la prefazione o addirittura tutto il libro insieme. Mastella si è detto disponibile.
Bè sicuramente è un’apertura che lascia un po’ esterrefatti, però in effetti Mastella è sicuramente solo la punta di un iceberg per quanto riguarda la legge sull’indulto, visto che lui è il Ministro della giustizia, ma in realtà quasi tutto il Parlamento lo volle. Inoltre, sono d’accordo con lui sul fatto che in Italia ci sono varie caste, oltre a quella politica, su cui magari ci scateniamo di più perché gestisce la cosa pubblica ed ha più potere. Ma ce ne sono altre che comunque hanno potere, come quella giornalistica, di un manipolo di imprenditori o quella ecclestiastica, che però sicuramente non rientrerà nell’elenco del democristiano doc dell’UDEUR.
Certo se le ammissioni di innocenza del Guardasigilli da parte di Grillo si limitano solo al brutto affare dell’indulto e delle caste in Italia, ne sono anche d’accordo, ma non si può negare il fatto che Mastella di errori e di giochi sporchi ne compie, come l’ultimo “caso De Magistris” o il fatto che tiene sempre sulle spine la coalizione di cui fa parte con il suo striminzito consenso al di sotto del 2%. E comunque, anche se su certe decisioni venisse spinto da un’ala diciamo meno pulita del centro-sinistra e del centro-destra, lui potrebbe anche tirarsi indietro almeno ogni tanto. Invece la sua investitura in quel ruolo mi sembra quasi fatta “ad hoc” per certi giochetti parlamentari bipartizan; visto che forse, per uno dei ministeri più importanti, andrebbe più adatto un tecnico (come ad esempio un ex PM con le palle come Di Pietro) o al limite un membro di uno dei principali partiti dell’Unione (DS o Margherita ad esempio), con la ratio forse non giusta, ma almeno logica, del “più consensi hai, più la poltrona su cui siederai è grande”.
Comunque guardo con interesse, ma ancora con distacco, l’apertura di Grillo a Mastella.











In questi giorni incalza la discussione sul V-Day di Beppe Grillo, tra i politici e le Tv che cercano di porre l’attenzione soprattutto sulla volgarità e gli insulti del comico, e l’utenza di internet che invece ne valorizza le gesta, lo appoggia e gli da pienamente ragione, come se si trattasse di una rivoluzione stile francese.
Ma dopo i fatti che si sono verificati negli ultimi giorni, ultimi di una lunga serie di abusi di potere e furbate, come si fa a dare ancora torto a Grillo? Gli esempi ci sono offerti dal Ministro della Giustizia Mastella e la sua ridicolaggine che non riesce a trovare un termine, e l’ex Ministro dei trasporti e della navigazione del primo Governo Prodi, oggi Presidente della Regione Liguria, nelle fila dei DS.
Mastella ha trasferito in modo cautelare d'ufficio il Pm di Catanzaro Luigi de Magistris e del procuratore capo Mariano Lombardi. L'istanza del ministro riguarderebbe anche il pm di Potenza Vincenzo Montemurro. Comunque, il tribunale delle toghe esaminerà le richieste di Mastella l'8 ottobre prossimo. De Magistris, insieme al procuratore Lombardi sta portando aventi un'importante inchiesta su rapporti tra politici, forze dell'ordine, massoneria che vede coinvolto anche il premier Romano Prodi. Si ipotizza l'esistenza di un comitato d'affari che si sarebbe appropriato di denaro pubblico proveniente da fondi Ue per centinaia di milioni di euro. Nel giro dei contatti telefonici, rientrerebbe anche lo stesso Mastella; e ciò aumenta i sospetti sul carattere strumentale delle scelte del Guardasigilli.![]()
Forse meno grave, ma comunque imbarazzanti, sono le dichiarazioni dello stesso Mastella, di fronte agli ennesimi dati negativi riguardanti l’indulto e cioè il fatto che ad un anno di distanza, in carcere ci sia di nuovo un sovraffollamento, in quanto diversi detenuti che hanno goduto dell’indulto, sono in realtà rientrati in gattabuia, quindi sono risultati recidivi. Mastella così, se all’indomani dell’approvazione dell’indulto si pavoneggiava di aver firmato un atto umano e che aveva tenuto conto delle richieste di Papa Woytila, oggi scarica le responsabilità verso tutto il Parlamento che lo ha voluto, anzi dice che il sovraffollamento è anche colpa della Bossi-Fini, che avrebbe solo aumentato gli immigrati criminali qui in Italia…Insomma cerca di arrampicarsi sugli specchi; cosa che gli riesce difficile sia per le dimensioni fisiche non certo esili, sia per la mancanza di concrete argomentazioni.
Imbarazzante anche l’episodio di Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria, diessino, che ha percorso contromano un tratto dello svincolo autostradale della A10 del casello Genova-Aeroporto. Accortosi dell’errore si è rimesso sulla direzione giusta, onde evitare di imboccare l’autostrada contromano ed ha atteso l’arrivo della polizia, cui ha mostrato il tesserino da parlamentare, in quanto non aveva patente e carta d’identità con sé. Sul posto non è stato multato, poi in questi giorni contro di lui sono stati presi i provvedimenti previsti dal codice della strada.
Ora, sbagliare al volante è umano; però il caso Burlando va sottolineato perché egli è un ex Ministro dei trasporti, ed ha imboccato contromano lo svincolo autostradale e guidava senza patente. Ma soprattutto perché la multa non gli è stata fatta sul posto, ma solo a seguito di una continua protesta popolare arrivatagli sul suo Blog, perché la voce si è sparsa. Del resto Burlando ha sfiorato l’auto di un’altra persona che veniva dalla direzione giusta.
Un Ministro della Giustizia che fa rimuovere un Magistrato che forse in un’inchiesta di mazzette sarebbe risalito anche a lui. Un ex Ministro dei Trasporti beccato senza patente e che guida contromano l’imbocco di un autostrada…E c’è chi mette ancora in dubbio la lotta di Grillo contro la mancata credibilità della politica…![]()










Da tempo si sta parlando della questione morale dei costi della politica.; una questione che il Parlamento non può continuare a rinviare, facendo lo gnorri…
Un primo passo però, andrebbe fatto proprio dal Governo in carica, che ha un numero di membri al suo interno altissima, considerando che vi sono 26 Ministri e una marea di sottosegretari, che a loro volta hanno segretari e collaboratori, di cui diversi pagati da noi contribuenti.
In effetti, il Governo Prodi dovrebbe fare un primo passo proprio in questo senso, magari con un rimpasto, riducendo il numero dei Ministeri e dei facenti parte, anche se, essendo composto da 11 partiti, molto probabilmente il tutto è causato proprio dall’esigenza di aggiungere “un posto a tavola”. Il tutto a discapito sia dei bilanci dello Stato, sia della collegialità nelle decisioni e di qui la lentezza nel formulare ed approvare le leggi in Parlamento.
Il link di seguito è quello che riporta al sito del Governo, dove vi è riportata tutta la squadra di quest’ultimo, così da rendersi conto, semmai ce ne fosse bisogno, dell’eccessivo numero dei membri che lo compongono: http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministri_gov.html
Facendo un breve commento a questo listone, balza agli occhi il numero di Vicepresidenti del Consiglio, addirittura 2, in una sorta di “Una poltrona per due” (stranamente i due personaggi più importanti di DS e Margherita); vien da ridere poi nel leggere che i Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio sono addirittura 4! Quindi, in sintesi, Prodi ha addirittura 6 vice…Se a questi aggiungiamo il futuro leader del Partito Democratico, che in sostanza diventa un vice di Prodi, cioè Veltroni, allora il numero sale a 7…
Un'altra lista interminabile è quella del Ministero dell’Economia, sdoppiato in due Ministeri: “Economia e finanze” e “Sviluppo economico”, costituiti da una sfilza di viceministri: 8 il primo, 4 il secondo…
Tanti anche al Ministero per gli affari esteri (una volta il Ministero degli Esteri), con ben 8 viceministri. Tanti anche al Ministero della Giustizia e agli Interni, ben 5 a testa.![]()
A parte qualche eccezione, tutti i Ministeri hanno minimo 2 Viceministri e molti ne hanno 3.
Poi ci sono alcuni Ministeri che potrebbero tranquillamente essere accorpati, come il sopradetto Ministero dell’Economia, quello dell’Istruzione e dell’Università, quelli riguardanti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quello delle Pari opportunità e della famiglia...
Insomma, ai già tanti Ministeri, costituiti da una complessa macchina burocratica, e quindi costano ingenti somme al Bilancio statale, si aggiunge il fatto che vi sono più di 100 viceministri, con i loro superstipendi e i loro staff da mantenere.
Il governo Prodi parla di lotta agli sprechi…allora cominci esso stesso a ridursi il numero dei membri che lo costituiscono…
Il V-Day non è passato inosservato, nonostante la censura di Rai e Mediaset (scandalosa la prima, scontata la seconda). Del resto, sono state raccolte 300 mila firme, quindi era difficile costruire una diga per placare un fiume in piena, quale appunto Grillo e company.
La politica così cerca di correre ai ripari…Il centro-sinistra è spaccato (e ti pareva), tra chi ne boccia l’iniziativa, come il futuro Partito Democratico, l’UDEUR e la Rosa nel pugno, partiti che sono lontani dalla piazza e dalle iniziative della società civile (un tempo i Radicali e i sinistroidi lo erano); chi invece la vede di buon occhio, come la “sinistra radicale” e l’Italia dei valori, con i Ministri Pecoraio Scanio e Di Pietro che hanno anche sottoscritto la proposta. Il centro-destra invece ne boccia la forma e la sostanza, ma bisognava aspettarselo. Del resto, se l’80% della politica italiana boccia la proposta, è proprio perché troppo radicata alle poltrone (quindi contro il limite delle 2 legislature, anche se per questa proposta qualche dubbio ce l'ho anche io), perché in parlamento ci sono 25 condannati in via definitiva (quindi contro l’incandidabilità dei pregiudicati), e perché devono schierare nelle liste dei partiti personaggi che devono per forza entrare in Parlamento (di qui la contrarietà all’elezione diretta dei candidati).
Ma ora la politica comincia ad avere paura, sia a destra che a sinistra. Perché Grillo ha espresso l’intenzione di poter creare delle liste civiche a partite dalle 300 mila firme raccolte per la proposta di legge elettorale. Lui non vuole scendere in politica, ma almeno farsi coordinatore di tanti cittadini stanchi dell’ormai insostenibile sistema politico italiano. Con tali numeri, qualche ente locale e qualche seggio in Parlamento potrebbero strapparlo alla politica “convenzionale”; e se “il vaccino” va in circolo, ben presto si potrebbero ottenere più consensi elettorali, fino ad avere una consistente voce in capitolo anche nello stesso Parlamento.
La storia mi ha insegnato che i rivoluzionari di oggi sono i dittatori di domani. Basti vedere la rivoluzione francese, quella russa, il fascismo, il nazismo, il maoismo, la rivolta di Castro, ecc ecc…Ma almeno nei primi anni gli effetti positivi si sono avuti, poi purtroppo “il potere rende l’uomo ladro”. Con questo voglio dire che anche se un domani, i futuri leader di possibili liste civiche potrebbero anche loro creare reti clientelari e burocratizzate, almeno metteranno fine o ridurranno per un po’ il degrado che impervia nella politica italiana oggi; un degrado che, dopo Tangentopoli di ormai 15 anni fa, ci eravamo illusi di esserci lasciati alle spalle.