Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Politicamente mi reputo un laico-riformista.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
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mercoledì, 31 ottobre 2007

NIENTE COMMISSIONE SUL G8 DI GENOVA, ALMENO PER ORA

Il Governo si divide ancora. A turno i partiti centristi o quelli della sinistra radicale, creano grattacapi a Prodi e co. Anche se, sul fatto che il PD non dia mai problemi, non è detto che ci sia molto da andare fieri, visto che hanno ben 18 Ministeri su 25 ed il futuro leader della coalizione (Veltroni); insomma la pancia piena e tutti gli interessi affinchè la coalizione regga, anche se malaticcia.
Venendo all'argomento del post, la Commissione parlamentare sui fatti di Genova durante il G8, non ci sarà, in quanto ieri in commissione "Affari costituzionali", la proposta è stata bocciata visto che i no e i si sulla sua istituzione si sono equivalsi (22 si e 22 no, pareggio equivale a bocciatura). Decisivo il NO dell’ Italia dei valori e dell’UDEUR, che hanno quindi votato con la CDL. Protesta la sinistra radicale che voleva maggiore chiarezza sugli abusi delle forze dell'ordine, mentre per i sostenitori bipartizan del no, era ingiusto indagare sulle forze dell'ordine che hanno solo fatto il loro dovere dinanzi a chi ha messo quel giorno e quella notte a ferro e fuoco la città ligure. Ma la costituzione di una Commissione è nel programma di Governo (articolo 77) e forse come altri punti, è scritto solo in linea generale da definire. Come se fosse facile farlo una volta andati al Governo, con 11 partiti da mettere d'accordo...
Io sono favorevole all'istituzione di una Commissione, perché se è vero che alcune frange di manifestanti hanno esagerato spaccando vetri e assalendo la polizia (su tutti i black block e parte dei NO GLOBAL), è anche vero che la polizia in alcuni casi ha esagerato, come nel caso del raid in quella scuola di notte.
Un'inchiesta avrebbe tolto ogni dubbio su eventuali responsabilità, invece così resteranno solo una scia di polemiche e di proteste, mettendo in serio rischio anche future manifestazioni.


| Categoria: politica, giustizia |

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martedì, 30 ottobre 2007

(IN)GIUSTIZIA E (IN)SICUREZZA

Clementina Forleo, magistrato che sta indagando sul caso "Unipol- Banca Antonveneta" (dove i vari Fassino, D'Alema, Latorre, tra i nomi coinvolti più importanti emersi dalle intercettazioni telefoniche, non sarebbero stati solo dei tifosi di Consorte, cioè il nuovo eroe dell'alta finanza bensì dei suoi collaboratori), ha rifiutato la scorta, in quanto afferma che le minacce non arrivano dalla piazza, bensì dalle istituzioni; quindi una presa in giro, oltre ad un nuovo costo per lo Stato. Quello Stato che così vorrebbe difendere la Forleo da se stesso.
Ecco cosa succede in Italia ai Magistrati che cominciano ad indagare sui poteri forti. La storia si ripete, ieri per Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, oggi per la Forleo e De Magistris, passando per il Pool di Mani pulite. Se gli va bene vengono minacciati o indagati, se gli va male vengono sventrati.
E sempre in tema di giustizia e sicurezza, il Consiglio dei Ministri ha approvato con 3 astenuti (3 dei 4 che l'altra volta fecero rinviare la decisione finale), cioè Ferrero, Mussi e Pecoraro Scanio, su alcuni punti, il "pacchetto sicurezza". Si tratta però solo di 5 disegni di legge e non di decreti legge, cioè provvedimenti che devono passare all'esame delle Camere e non sono provvedimenti immediati, nonostante l'urgenza di cui tale settore necessita. Riguardano falso in bilancio, sicurezza urbana, certezza della pena, criminalita' organizzata e Banca dati del dna.
Il mio scetticismo deriva dal fatto che i provvedimenti non sono nemmeno così radicali e per di più devono ancora essere discussi.
La nota positiva resta comunque la reintroduzione del reato di falso in bilancio, vergognosamente omesso (ma bisognava aspettarselo) dal precedente Governo di centro-destra.


| Categoria: politica, giustizia, attualità |

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lunedì, 29 ottobre 2007

NAPOLI SENZA NOTTE BIANCA

Quest'anno la "Notte bianca" a Napoli non si farà...e meno male direi. Almeno ci risparmieremo l'euforia senza ragione della coppia Bassolino-Jervolino
Era in programma il 3 e la notte del 4 novembre, ma forse mancano i fondi. Eppure ricordo che Bassolino e la Jervolino ne hanno parlato orgogliosi nei 2 anni in cui si è svolta, decantandone il grande successo.
Nei fatti però, tutto questo successo non c'è stato. Non dal punto di vista della partecipazione, visto che le persone accorse sono state circa 2 milioni, in entrambe le occasioni; ma dal punto di vista della gestione dell'evento, visto che Napoli urbanisticamente non può permettersi un afflusso così alto, soprattutto nelle zone del centro storico, dove, soprattutto nel primo anno, si sono svolti gli eventi più interessanti (Baglioni a P. Plebiscito e Grillo a P. Dante, ma per accedervi dovevi passare per i vicoletti...). L'anno scorso gli eventi sono stati più distribuiti, così da evitare calche umane scandalose.
Per quanto mi riguarda, vivendo in provincia, il primo anno non riuscii proprio ad accedere al centro, mentre l'anno scorso non ci provai affatto. Ma come me tanti rinunziarono a parteciparvi.
La mancanza di una "Notte bianca" a Napoli è un ennesimo segnale di debolezza dell'amministrazione che ormai governa la città da 15 anni, soprattutto in virtù del fatto che quest'anno si è tenuta, oltre che già in diverse importanti metropoli di tutta Italia, anche in tutte le province campane. Mancava all'appello solo la nostra, la più importante.
Certo, quest'anno (a settembre) la città ha riscoperto una festa antica come quella di Piedigrotta, dove sfilano carri, c'è musica, banchetti...insomma uno dei volti più belli di Napoli, quello del folclore. Ma la "Notte bianca" era un banco di prova importante per le capacità organizzative dell'amministrazione Jervolino. Ed essendo tale, ovviamente, è stato eluso.


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domenica, 28 ottobre 2007

POVERO DIAVOLO, CHE PENA MI FA (FORSE)...

Lo avevo previsto e quando lo dicevo ai suoi tifosi, mi veniva da loro risposto: "Siamo i campioni d'Europa, questo dice tutto...".
Mi riferisco al Milan e al fatto che, dopo la campagna acquisti pre-campionato, avevo detto che la squadra non aveva provveduto ad acquistare quei rinforzi di cui necessitava.

Oggi, perdendo in casa con la Roma, i rossoneri si piazzano a 11 punti dall'Inter e a 3 punti dalla zona retrocessione. Certo, siamo solo alla 9^ di campionato e la squadra può tranquillamente riprendersi come credo farà. Anche la Champions va abbastanza bene. Però i problemi che avevo previsto ad inizio campionato per i rossoneri, si sono tutti verificati.
Partendo dal reparto difensivo, la squadra andava ringiovanita, visto che la media età si aggira intorno ai 30 anni, dove si conta ancora su giocatori ormai alla frutta come Cafu, Maldini, Serginho e Favalli; giocatori dalle dubbie condizioni fisiche quali Nesta e Kaladze; giocatori di medio livello come Simic e Bonera. Forse gli unici a salvarsi sono i due terzini, Oddo e Jankulovski, anche se il primo è lontano dalle prestazioni laziali e mondiali, e il secondo è fuori ruolo, visto che è più propenso ad attaccare che difendere. Per non parlare di Dida, che ormai son 3 anni che fa papere, ma è sempre al suo posto.
A centrocampo si è puntato ancora sui soliti Pirlo e Gattuso, che essendo esseri umani, dopo anni ad altissimo livello, danno segni di stanchezza. Le vere sicurezze restano Ambrosini, ormai dominatore del centrocampo e tornato ai livelli dello scudetto con Zaccheroni; Seedorf e Kakà, che quando sono in forma e in palla devastano ogni tipo di difesa.
In attacco ci sono i problemi più grossi, con un Gilardino che in due anni non ha mai dimostrato di essere da Milan; Ronaldo che neanche Milan lab è riuscito a riabilitare; Inzaghi dal quale non si possono sempre chiedere gol decisivi.
Insomma, come avevo previsto servivano almeno 1 portiere, 2 centrali di difesa, 1 centrocampista e 2 attaccanti, tutti di un certo livello...Perchè il Milan sarà anche Campione d'Europa, ma gli anni passano anche per i campioni e poi il gioco di Ancelotti, sempre uguale da ormai 4 anni, risulta ormai vecchio e studiato, nel campionato italiano soprattutto.


| Categoria: calcio |

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venerdì, 26 ottobre 2007

VINCE ANCORA L'ARROGANZA AMERICANA

La terza Corte d'Assise di Roma ha disposto oggi il non luogo a procedere per "difetto di giurisdizione" nel processo in contumacia al soldato Usa Mario Lozano, per l'uccisione del funzionario del Sismi Nicola Calipari, avvenuta nel marzo 2005 in Iraq, durante una sparatoria in cui si è trovata coinvolta anche la giornalista italiana Giuliana Sgrena, da poco liberata dal sequestro dei terroristi, proprio grazie a Calipari.
Così facendo, si è data ragione al marines americano, facendo passare il tutto come un terribile incidente. Amarezza naturalmente per la Sgrena che parla di un'altra vittoria dell'arroganza americana nei confronti dell'Italia. La vedova di Calipari, la senatrice dell'Ulivo Rosa Villecco, ha usato il termine più giusto quando ad un morto non viene neanche data la soddisfazione di una giusta ricostruzione della verità, cioè "lo hanno ucciso due volte"...
L'America l'ha passata liscia; come in altri casi di dubbie responsabilità anche più gravi di questo. Ricordiamo
ad esempio la strage di Ustica, che dopo 27 anni, grida ancora giustizia. Archiviata come un comunissimo incidente aereo, in realtà ci sono sospetti fondati che ad abbatterlo sia stato un missile americano stesso, durante un esercitazione; o ancora peggio, un tentativo di abbattere un aereo sul quale si pensava volasse il leader libico Gheddafi. Oppure gli attentati (o i tentativi di Golpe) che puntualmente avvenivano in Italia, soprattutto negli anni '70, ogni qualvolta si presentava la possiblità della nascita di un Governo di centro-sinistra; tutti etichettati come semplici rappresaglie di un manipolo di criminali da quattro soldi o fascisti nostalgici, quando in realtà dietro alcuni c'erano cospirazioni internazionali.

I dubbi restano anche perchè dalle ricostruzioni, la sparatoria messa in atto dai soldati americani contro la macchina dei 3 italiani, sembrerebbe più un agguato "ad hoc" per eliminare chi era nell'auto. Ma sfortunatamente per gli americani ha lasciarci le penne è stato solo un passeggero, anche se il più importante. E resta anche l'arroganza Made in USA, visto che il pentagono ha dichiarato che il processo non sarebbe dovuto proprio partire, e addirittura il marines processato (per di più di chiare origini italiane), ha affermato che è tutta colpa della Sgrena per quello che è successo. A questo punto, se la Sgrena sa qualcosa sugli americani tanto da essere vittima di un agguato da parte di questi, che parli. O lo faccia chi ha collaborato con Calipari, così da non far vincere, ancora una volta, i metodi "made in USA" di occultamento della verità.


| Categoria: esteri, storia, giustizia, attualità |

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giovedì, 25 ottobre 2007

IL PONTE SULLA COERENZA

Giornata nera per l’Unione al Senato, che è andata sotto per ben 4 volte al Senato. La bocciatura più grave ha riguardato il provvedimento relativo alla società “Ponte stretto di Messina”, in quanto l’Italia dei valori ha votato contro, mentre altri senatori si sono astenuti (tra i più agguerriti, anche per le altre votazioni, i “diniani”, che dopo la nascita del PD, si sono posti in un atteggiamento di dispetto nei confronti del Governo).
Le ragioni del voto contro dei senatori di IDV deriva dal fatto che, qualora il progetto fosse stato bocciato, come voleva fare il Governo, la società “Ponte stretto di Messina” che era stata assegnata dal centro-destra come quella che doveva avviare i lavori per la costruzione del ponte “sullo stretto”, aveva diritto ad un risarcimento di ben 500 milioni di euro, che sarebbero gravati sul bilancio statale, a discapito di altre opere da realizzare. Così facendo, Di Pietro e i suoi non si pone a favore del ponte, ma vuole evitare che quei soldi vengano spesi per un risarcimento, per investirli per quelle opere di cui la Sicilia necessita (autostrade e ferrovie), visto che alcune opere già sono state portate a termine (metropolitane a Palermo, Catania e Messina; collegamento tra Agrigento e Caltanissetta). Poi si troverà il modo di formulare una legge atta all’ostacolamento di quella opera a favore della mafia, quale il ponte sullo stretto appunto. Ma per ora, evitiamo di buttare via soldi.
L’Italia dei valori alza la voce e fa bene. Basta con il solito atteggiamento basato sul buon senso, sullo stare zitti pur di mandare avanti il Governo Prodi. Gli elettori di centro-sinistra lo hanno votato per vedere qualcosa di diverso da quello precedente di centro-destra, ma spesso, soprattutto in materia di Giustizia, non è stato così. Se poi anche il centro-sinistra deve favorire l’illegalità, rimuovendo i magistrati che vogliono indagare sui rapporti loschi dei politici, o favorire la mafia, approvando progetti o annullandoli pagando profumatamente delle società, bè allora meglio uscire anche da questa coalizione, come avvenne per le elezioni del 2001.


| Categoria: politica |

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mercoledì, 24 ottobre 2007

QUELLA SPORCA DOZZINA

Berlusconi parla con molta convinzione di una ravvicinata caduta del Governo Prodi, giustificata, oltre dagli evidenti (e ormai consuetudinari) scontri tra alcuni leader della maggioranza, anche dal fatto che alcuni senatori dell’Unione (sarebbero una dozzina), scontenti del PD, passerebbero con il centro-destra.
Berlusconi fa fede quindi al trasformismo dei democristiani, quello che hanno nel DNA, ancor di più col sistema politico vigente nella Seconda Repubblica, che permette di poter sguazzare in mezzo a tanti partitini da poter scegliere…
In effetti il PD ha provocato la perdita di più di 20 parlamentari (rispetto a quelli che DS e Margherita avevano prima della fusione), che si sono sparsi nella restante Unione. Ma qualcuno pronto a cedere alle lusinghe del Cavaliere e ha cambiare proprio schieramento ci sarà sicuramente. In nome del vecchio trasformismo Made in DC!



| Categoria: politica |

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martedì, 23 ottobre 2007

ANCHE I RICCHI BRUCIANO

Brucia la California del Governatore "Terminator" Schwarzenegger. Segno che la natura, a volte, colpisce anche i ricchi e famosi. Da domenica i venti forti alimentano le fiamme che hanno così già fatto danni a San Diego (dove è morta anche una persona), San Bernardino, Los Angeles e ora puntano verso Malibù, zona esclusiva dove risiedono molte star del cinema e vip vari. Tutti invitati a trasferirsi.
Le fiamme minacciano anche Orange, Riverside, Santa Barbara e Ventura.
Sono stati sospesi anche alcuni set cinematografici.
E' il secondo incendio di apocalittiche dimensioni a cui il senatore Schwarzy deve far fronte.
Alcuni vip intervistati hanno detto che bisogna far qualcosa contro gli sconvolgimenti climatici, forse con più convinzione, visto che hanno toccato con mano, di quando le alluvioni devastarono le casapecchie dei poveri in New Orleans. Come diciamo a Napoli "O sazio nun crer o riun", cioè chi ha la pancia piena non sa cosa prova chi ha fame...
Forse, ma non glielo auguriamo, se l'America "bene" assaggia anch'essa la collera naturale, si deciderà a muovere qualcosa...


| Categoria: esteri, attualità |

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lunedì, 22 ottobre 2007

LA GIUSTIZIA E' UGUALE PER TUTTI...I GOVERNI

Se n'è parlato a lungo, suscitando già diverse polemiche, e alla fine è stato fatto…De Magistris è stato rimosso dall’incarico che lo vedeva indagare per la procura di Catanzaro sul caso “Why not”, riguardante l’utilizzo indebito di fondi pubblici e che vede iscritti nell’elenco degli indagati anche il Premier Prodi e il Ministro della Giustizia, Mastella, nomi a cui si sarebbe risalito mediante intercettazioni telefoniche.
Mastella ha addirittura detto che De Magistris avrebbe fatto il suo nome solo per una questione di notorietà…Una brutta piega che sta prendendo l’Italia del resto, quella cioè di far passare i magistrati come i cattivi della situazione, come quelli che indagano solo per smanie di protagonismo, qualora gli indagati sono persone importanti. Come ad esempio è successo con Woodcock, nello scandalo di Vallettopoli: Corona è diventato l’eroe e lui solo un Magistrato con smanie di protagonismo.
Il Ministro delle infrastrutture Di Pietro, da sempre vigile sulle malefatte del Guardasigilli di Ceppaloni, chiede un intervento di Prodi, in quanto, a suo dire, è indegno che un Ministro della Giustizia sia indagato per abuso d’Ufficio, e oltretutto chieda ed ottenga la rimozione del magistrato che lo inquisisce. In effetti non do torto a Di Pietro (lui da Ministro degli interni si dimise durante il primo Governo Prodi a seguito di un avviso di garanzia), anche se credo che fin quando le indagini non siano portate a termine, o quanto meno arrivino ad uno stadio avanzato, un parlamentare o una carica istituzionale, non deve subito dare le dimissioni…Altrimenti si rischia di avere davvero un uso della Giustizia strumentale alla politica. Quanto meno, però, Mastella non doveva chiedere il trasferimento di De Magistris, perché così non fa altro che gettare sospetti sulla sua colpevolezza.
Al di là di questo caso, l’attuale Governo sta seguendo la stessa linea del precedente in materia di Giustizia, malgrado, da opposizione lo abbia tanto criticato. E non ci sta facendo certo bella figura.
L’Italia è l’unico Stato democratico dove un leader di un partito che non arriva neanche al 2% dei consensi diventa addirittura Ministro della Giustizia (uno dei principali e delicati ministeri); oltretutto di un partito che vanta ben 9 parlamentari arrestati in passato. Come se Mastella fosse stato messo lì proprio per garantire anche l’opposizione di eventuali intrallazzi (vedi leggi sull’indulto, intercettazioni telefoniche, riforma della magistratura).
Urge una riforma elettorale che garantisca stabilita di Governo a chi vince le elezioni e la riduzione di tanti partitini (due priorità quindi, dare ad esempio il 60% dei seggi alla coalizione che vince, anche per un solo voto, e una soglia di sbarramento del 4% senza distinzioni di camere per i partiti che ve ne fanno parte, e dell'8% a chi si presenta da solo), così da evitare altri 3 anni di litigi tra le varie forza politiche di questo Governo e il dubbio se esso regga o no ad ogni votazione delicata, derivante dai pochi voti in più al Senato.



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domenica, 21 ottobre 2007

PAPA A NAPOLI...SOLITO DISCORSO, SOLITI PROBLEMI

Oggi Papa Nazinger ha tenuto la messa a Napoli, a Piazza del Plebiscito, e come il suo predecessore quando arrivò qui anni fa, ha parlato dei problemi di questa città, delle speranze...Tra migliaia di fedeli, c'erano anche alcune autorità: da quelle locali, al Premier Prodi, al Principe di Benevento Mastella...
I problemi sono ancora quelli dell'ultima visita di Woytila...se non peggiorati...
Ma ad accogliere il Papa non è stata una Napoli calda e soleggiata, come di solito è, anche nelle giornate autunnali; ma una Napoli piovosa, cupa, tristemente grigia, fredda...Forse perchè stavolta la città non ha voluto mentire a chi viene a visitarla. Ha voluto mostrare il suo vero volto, quello attuale, triste e cupo di chi ha tanti problemi, è rassegnato, dimenticato...
A Napoli questa mattina pioveva, come nel pomeriggio, quando il Papa è andato via...Perchè stavolta Napoli non ha saputo mentire, fingere di essere accogliente e raggiante, nonostante i problemi...Neanche al Papa.


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