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Marco Follini scegliendo di passare al Partito democratico ha dimostrato di essere un politico e un democristiano; due caratteristiche che vanno di pari passo, perché significa avere fiuto per gli affari (politici si intende), sapere dove tira il vento.
Sapendo che il centro-destra da opposizione si sarebbe spaccato, e che l’UDC non aveva molta voce in capitolo nella coalizione (attaccata e vista di cattivo occhio da tutti gli altri 3 alleati), ha deciso di formare prima un partitino “L’Italia di mezzo”, dando così 2 voti all’Unione in Senato (ossigeno per una maggioranza così striminzita come quella che ha), risultandone di fatto il salvatore, e poi di confluire nel PD, prima nel comitato promotore e poi con un ruolo, cioè il responsabile delle Politiche dell'informazione. In pochi mesi è così passato da burattino di Berlusconi a uno dei principali responsabili del primo o comunque secondo grande partito d’Italia.
Cosa che invece non è riuscita a Casini o Buttiglione, soprattutto il primo, che ha cercato e sta cercando, di avere un ruolo di prim’ ordine nel centro-destra, ma che, insieme a Fini, forse solo ora si sta accorgendo di essere un burattino del Cavaliere. Vedremo come andrà a finire.
Intanto Follini il salto l’ha fatto e visto il futuro che ha davanti, non mi sembra tanto nel vuoto…












Uno dei problemi di questo Paese, uno dei tanti che frena, rallenta se non addirittura fa andare peggio l’economia nazionale, è sicuramente il sistema bancario.
Le Banche, infatti, chiamate da tanti “gli strozzini legali”, proprio perché ti fanno indebitare in modo legale, con tanto di contratto, stanno mandando in rovina centinaia di migliaia di cittadini, che sono già stati denominati in modo cinico “i nuovi poveri”, proprio perché erano persone con una vita normale (soprattutto impiegati statali o operai), ma che per un mutuo o una finanziaria, si sono trovati la casa pignorata, un trauma psicologico e una famiglia sfasciata (fattore anche della seconda).
Già perché la moglie lascia il marito perché lo ritiene causa principale dei problemi economici, in quanto ha sbagliato a chiedere il prestito…come se magari lui non ci avesse provato a chiederlo ad amici o familiari; oppure non si è recato da loro perché ci sono istituti istituiti proprio per i prestiti. Oppure i figli che vedono i genitori quasi con disprezzo perché non possono comprargli abiti, scarpe, giochi, cellulari griffati, che tutti i così detti ragazzi “normali” hanno.
Ma oltre a fare sfracelli tra il così detto ceto medio e medio-basso, il sistema bancario danneggia anche le aziende medio-piccole, soprattutto quelle a conduzione familiare, con pochi dipendenti, quelle che hanno poche garanzie immobiliari e dei cui debiti risponde direttamente il piccolo imprenditore.
Causa di questo vampirismo legalizzato delle banche, oltre alle postille quasi illeggibili messe a fondo pagina, sono, soprattutto i famigerati “tassi variabili”, che i consulenti bancari (chiamati anche “family banker”, un nome apparentemente autorevole e incoraggiante), offrono ai clienti dicendogli che la borsa sta andando bene o comunque migliorerà, ed invece puntualmente e stranamente, dopo poco tempo dalla firma del contratto, si alzano e ti danneggiano. I tassi italiani, tra l’altro, sono più alti della media europea di un punto circa (6 virgola qualcosa Europa, 7 virgola qualcosa Italia). Non è un caso che la figura dei consulenti bancari è aumentata negli ultimi anni in modo mostruoso, quasi come avvoltoi pronti a farti firmare un contratto per avere la loro percentuale. Del resto, il lavoro si sta basando sempre più sulla rappresentanza commerciale.
Le Banche si difendono dicendo che colpa di un sistema creditizio così instabile è stato il crollo dei mutui avutosi in America questa estate; e per chi ne sa qualcosina di economia, sa bene che la borsa ogni tanto ha bisogno di “terremoti” (in America non se ne avevano dal famigerato 11 settembre 2001) e che causa principale di quel crollo è stato proprio il dare prestiti senza richiedere particolari garanzie a chi li richiedeva, politica giustificata dal voler rimettere in moto il sistema creditizio dopo il suddetto “11 settembre”.
Ma aggiungo anche che questa politica di “vacche magre” e “sanguisughista” (termine inesistente, da me inventato), è anche dovuto al fatto che, come in altri settori negli anni ‘80, anche quello creditizio è stato troppo gonfiato, con interessi sui risparmi che fruttavano un bel po’ di soldi anche ai piccoli risparmiatori…Tanto i soldi circolavano, visto il riciclo “banche-politica-alta finanza” e quando questo è terminato, alcune banche sono fallite e altre sono state incorporate da qualche gigante, visti i bilanci in rosso che si sono ritrovati quando la favola è finita.
Purtroppo dalle istituzioni che dovrebbero difenderci non possiamo aspettarci molto, visto che la CE è un sistema che si basa proprio sull’appoggio incondizionato a Banche e multinazionali, mentre i Governi nazionali sono impotenti dinanzi a ciò che fanno le banche, anche perché i principali politici e partiti, poggiano il loro potere soprattutto sulle persone che contano (in Italia, Prodi è stato uno dei fondatori della CE così come l’abbiamo oggi, mentre Berlusconi è il più potente imprenditore italiano, quindi figuriamoci un po’…). E ciò lo dimostra anche il fatto che spesso le cause indette contro una Banca particolarmente sanguisuga, vengono sistematicamente perse, con il risultato che devi anche pagare le spese al tuo avvocato e il risarcimento per i danni provocati all’immagine della Banca stessa.
Forse dovremmo tornare ai tempi quando le case si costruivano con le proprie mani e i risparmi si conservavano sotto al mattone o nelle fessure dei materassi…![]()

La società civile è nauseata dalla politica e si vede sempre meno rappresentata. E appena ne ha la minima occasione, rende palese tale disagio verso le istituzioni.
Un ultimo esempio si è avuto durante un corteo organizzato ieri dalle donne a Roma, contro la violenza sulle donne appunto, partito da Via Esedra dopo le 14 e terminato a Piazza Navona intorno alle 18. Sono state contestate durante il corteo, le deputate di Forza Italia Stefania Prestigiacomo (proprio ex Ministro delle pari opportunità del precedente Governo) e Mara Carfagna, entrambi strattonate e attaccate verbalmente. Poi sul palco a Piazza Navona, sono state contestate 3 Ministre: delle Pari opportunità Barbara Pollastrini, quella dello Sport, Giovanna Melandri e della Salute, Livia Turco. Tutte colpevoli, per le manifestanti, di non fare i reali interessi delle donne, ma di essere solo attaccate alle poltrone.
Do piena ragione alle manifestanti, perché è davvero squallido che i politici si infilino nei cortei dei cittadini, per far credere che loro stanno con la società civile, peggio ancora quando sono Ministri e quindi doppiamente responsabili delle lacune legislative in certe materie. Del resto, la Prestigiacomo e la Carfagna sono rappresentanti di un Governo durato 5 anni e terminato un anno e mezzo fa (facciamo 2, contando i tempi del “semestre bianco”), mentre le altre 3 Ministre potevano risparmiarsela la loro presenza sul palco, poiché al Governo ci sono loro. Almeno davano voce alle rappresentanti delle associazioni femministe. Anche se l’attuale Governo ci ha abituato a ministri di lotta che scendono in piazza e che manifestano contro il Governo di cui fanno loro stessi parte…![]()
Vorrei però affiancare alla mia solidarietà verso le manifestanti, anche l’invito alle donne stesse di prendere le distanze, magari non guardandola e non facendola guardare alle proprie figlie, verso quel tipo di TV spazzatura, che mostra donne oggetto alla mercé degli uomini (tipo Uomini e donne o Bulli e pupe per capirci), e di inserire nelle loro contestazioni (ben più serie per carità) contro la violenza fisica, anche quella culturale proveniente dalla TV che mostra tante veline, letterine, schedine, e chi più ine ha, più ne metta. Perché così si mostrano alle adolescenti in fase di crescita e di maturazione caratteriale, un tipo di donna esaltata solo per l’aspetto fisico e magari sottomessa ai gusti maschili. Quella che le attuali cinquantenni hanno combattuto negli anni ’60, ma che oggi guardano in Tv, tanto per capirci.
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Dopo l’approvazione della Finanziaria in Senato, qualcosa nella politica italiana è cambiata. Soprattutto per ciò che si sta muovendo nel centro-destra.
Berlusconi, che non sa stare fermo dinanzi ad una sconfitta ed una figuraccia, subito ha deciso di proclamare la nascita di un nuovo partito, che più che altro è un cambio di nome del suo partito, dando però molto probabilmente più rilevanza ai circoli della libertà della Brambilla (di qui il nome del nuovo partito “Partito del popolo della libertà”). In questo modo Berlusconi sperava che gli alleati avrebbero subito accettato il suo programma e confluito in questo nuovo partito, perdendo la propria identità. Ma si è sbagliato, o almeno è ciò che traspare dalle prime affermazioni. Anche se credo che le acque si calmeranno e tutti ritorneranno alla corte del Cavaliere.
Stando però a ciò che accade oggi, soprattutto in vista dell’approvazione del sistema elettorale “alla tedesca”, un sistema che premia i partiti più forti, che magari per avere la meglio cercano qualche alleanza, ma non un calderone di partiti molto diversi tra loro (come oggi sono le coalizioni), la partita viene giocata da Forza Italia e dal Partito democratico, numericamente i più forti, perché oscillano singolarmente, a mio avviso, tra il 25-30%. Saranno così questi due partiti a cercare accordi con i partiti che gli sono più vicini e congeniali.
Azzardando qualche previsione, Forza Italia (o come si chiamerà in futuro) potrebbe cercare un’alleanza solo con la fedelissima Lega oppure con AN e UDC, creando un blocco moderato su basi cristiane, cosa che numericamente gli converrebbe di più, visto che la prima gli porterebbe un 5% dei voti, i secondi un 17-18% (poi se riesce a riavere tutti e 3 i partiti come alleati, meglio per lei). Il Partito democratico potrebbe cercare accordi con i partiti moderati della coalizione e magari quello socialista, lasciando fuori la sinistra massimalista che è quella che gli ha recato più problemi. Inoltre, lasciando fuori quest’ultima potrebbe anche cercare l’alleanza dell’UDC, anche se apporterebbe molti meno voti della sinistra massimalista (meno della metà).
In realtà le combinazioni potrebbero essere anche altre, perché ad esempio la Lega è interessata soprattutto (e solo) a temi quali l’immigrazione e il federalismo fiscale, temi che affronterebbe anche con il centro-sinistra. Oppure AN e UDC, ultimamente allontanatisi un po’ dal Cavaliere, potrebbero allearsi, richiamando altri soggetti moderati, come Di Pietro o Mastella, e creare un altro partito moderato. La sinistra massimalista, dal canto suo, potrebbe creare un alleanza che porterebbe un 12-13% dei voti. Riassumendo, stando a questi primi movimenti, potremmo avere 4-5 blocchi politici che se la giocano, o meglio che si presentano, visto che il partito di Veltroni e quello di Berlusconi sono numericamente i più grandi. Una semplificazione di partiti che può anche andare bene, ma personalmente non saprei a chi dare il voto, mi sentirei smarrito.
Il sospetto però è che PD e Forza Italia non cerchino alleanze esasperate di cui poi si pentano, ma che una volta terminate le elezioni, indipendentemente da chi vincerà, i due principali partiti collaboreranno su varie riforme, o meglio applicheranno quelle riforme tiepide che non portano da nessuna parte, cioè riproporranno quella politica a metà strada che per 50 anni è stata della DC, e sappiamo dove ci ha portato…
Tutto è da vedere, e se passa la riforma del sistema elettorale in chiave tedesca, sicuramente vedremo un cambiamento di alleanze, forse anche sorprendenti. Ma dubito che sia scelto come modello per il sistema elettorale quello tedesco in modo completo, ma ci sarà un aggiustamento in chiave proporzionale, perché i partitini sono troppi e sono la maggioranza, e sarebbero penalizzati da un sistema del genere. Però se si votasse in Parlamento, passerebbe, perché è accettato dalle principali forze politiche che di fatto hanno i numeri per approvarlo.
Già storsi il naso quando seppi che i Savoia sarebbero rientrati in Italia dall’esilio post guerra mondiale, ma addirittura sapere che chiedono anche un cospicuo risarcimento per questo, mi fa quasi vomitare…
Infatti chiedono 260 milioni di euro allo Stato italiano come risarcimento per i danni morali subiti in 54 anni di esilio, da ripartire così: 170 milioni a Vittorio Emanuele e 90 a suo figlio Emanuele Filiberto. Ma non è tutto: oltre agli interessi sulle somme richieste, i Savoia vogliono anche la restituzione dei beni confiscati dallo Stato al momento della nascita della Repubblica Italiana.
Il Governo però, attraverso il segretario generale della presidenza del Consiglio, ha fatto sapere che non solo non ritiene di dover pagare nulla ai Savoia, ma pensa di chiedere a sua volta i danni all'ex famiglia reale per le responsabilità che ha avuto nella storia italiana. Bella risposta, ehehe…![]()
Non dico che lo Stato italiano debba rimandare i Savoia in esilio, perché sarebbe una cosa poco praticabile, ma almeno chiedergli di riportare in Italia i tanti milioni di euro che hanno in deposito nelle banche svizzere o nei vari paradisi fiscali. Perché se ci tengono ad essere cittadini italiani e vivere qui, almeno contribuiscano alle entrate finanziarie del nostro Paese. Anche se so che la mia è un’idea ingenua…
O almeno, se non vogliono farsi tassare i redditi dallo Stato italiano, pur essendo italiani, almeno non ci chiedano pure i danni morali. Perché voglio anche ammettere che il Re fu costretto politicamente a cedere al Fascismo, perché sarebbe stato fatto comunque fuori, ma non accetto atti come la firma dei decreti sulle leggi razziali. Perché in quel caso altro che danni morali, agli ebrei italiani dovrebbero dare pure le loro mutande…

Il popolo francese si sta opponendo con forza al programma di riforme che il suo Presidente, Sarkozy, vorrebbe attuare per ammodernare il Paese, soprattutto dal punto di vista della pubblica amministrazione. Da una settimana infatti, il sistema dei trasporti è fermo, in risposta alla volontà del Presidente di riformare il sistema pensionistico dei lavoratori di quel settore, a cui da oggi si sono sommate la protesta degli studenti universitari contro la privatizzazione delle Università e quella dei dipendenti statali contro il taglio del personale e il ritocco agli stipendi.
Oggi comunque il Presidente ha visto i sindacati per un primo incontro, ma ha già detto di non avere intenzione di fare un passo indietro.
Certo che i danni provocati dagli scioperi all’economia francese sono stati ingenti, visto che le entrate scaturite dai trasporti si sono drasticamente ridotte in questi giorni di sciopero, oltre a quelle scaturite dalle attività commerciali, che registrano perdite pari al 50-60%.
I dipendenti pubblici così scendono in piazza, opponendosi con l’unica arma a disposizione che gli rimane, cioè lo sciopero. Visto che la propria parte politica, in particolare la sinistra francese, da diversi anni è scarna di programmi e leader degni di rappresentarli. Del resto, la riforma dell’apparato statale è sempre la più difficile da attuare ed è quella che fa perdere più consensi a chi governa.

Dopo 11 album (di cui 8 d’inediti), anche Ligabue si decide di pubblicare un “Best of” della sua carriera, una raccolta di incisi rispetto alle precedenti composte da canzoni suonate dal vivo (“Tra palco e realtà” e “Giro d’Italia”). Anche in questo si è voluto distinguere, visto che altri cantanti pubblicano raccolte anche dopo solo i primi 3 album della carriera o rivisitando di continuo vecchi successi (eclatante il caso di artisti tipo Baglioni, Pezzali o i Nomadi).
Le particolarità di questa raccolta sono 2 (di qui il nome “Ligabue-Primo tempo/Secondo tempo”): la raccolta conterrà un CD con 16 canzoni dei primi 5 album (da Ligabue del 1990 a Buon compleanno Elvis del 1995) e 2 inediti, e un DVD con 16 video relativi alle canzoni di questi album, mentre a maggio uscirà il secondo CD e DVD con le canzoni e i video degli successivi (cioè da “Su e giù da un palco” del 1997 a Nome e Cognome del 2005). Infatti, il secondo particolare di questa raccolta è proprio il fatto che uscirà in due volte (novembre e maggio dell’anno prossimo), in una sorta di scomposizione della sua carriera in 2 tempi.
In questi giorni a Roma e a dicembre a Milano, Ligabue terrà dei concerti nei palasport, con alcune particolarità che non ha voluto anticipare, rimandando i fans al concerto stesso.
Le raccolte conterranno anche degli inediti, e in questo primo CD sono “Niente paura” e “Buona notte all’Italia”. La prima parla del tempo che passa, portando con sé delusioni ma anche successi, e la seconda che invece è dedicata all’Italia, tra problemi e speranze.
Da vecchio e instancabile fan mi riprometto di acquistarli entrambi, malgrado il prezzo di listino come al solito alto di 22 euro a cofanetto, anche se essendo un CD e un DVD, poteva andarci peggio. Mentre al concerto non ci andrò, perché necessitava di un’organizzazione e un esborso economico non del tutto trascurabile. Tuttavia, sono scattati, da buon fan, i primi rimorsi, che aumenteranno quando vedrò le immagini del concerto, vabbè…
Artista poliedrico, il Liga si è cimentato oltre che nella musica, anche nel Cinema e nella narrativa, oltre a sfornare concerti in tutta Italia. Tant’è che uno di questi, a Campovolo, resta il più numeroso come presenze tra pubblico e addetti ai lavori tenutosi in Europa, ben 170 mila.
Il suo miglior album per me resta “Buon compleanno Elvis!”, album che lo ha portato alla ribalta; ma come tanti altri cantautori, dopo il successo tende un po’ all’appiattimento e alla scarsa prova nel cambiare. Comunque non boccio nessun suo lavoro discografico, e anche cinematografico, mentre quelli narrativi non li ho esplorati, leggendo qualcosina di qua e di là, quindi non mi esprimo.

