Qui racconterò le mie verità , le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)
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Fatalmente come accadde all’andata, anche nella stessa giornata di ritorno è morto un ragazzo, per una stupida partita di calcio.
Oltre alla casualità della stessa giornata calcistica (la 12^ andata e la 31^ ritorno) nella quale sono accaduti i due tragici episodi, ci si mette anche la stessa dinamica con i quali sono accaduti.
Nella giornata d’andata, a morire fu Gabriele Sandri, 28 anni, tifoso della Lazio: durante una rissa tra tifosi della Lazio e della Juventus, nell'autogrill di Badia al Pin,o lungo l'autostrada A1, un poliziotto per sedare la rissa sparò uno, forse due colpi di pistola ad altezza uomo, ed uccise Sandri.
Giusto nella gara di ritorno della stessa giornata, è stato travolto e ucciso intorno alle 12 sulla Piacenza-Torino, nell'area di servizio Crocetta Nord a Felizzano, in provincia di Alessandria, Matteo Bagnaresi, un ragazzo di 28 anni (anche lui!) tifoso del Parma, investito da un pullman di tifosi bianconeri, vuoto, che stava facendo manovra. Non ancora chiara la dinamica. E’certo che si stava svolgendo una rissa tra tifosi juventini e quelli parmensi, e bisogna chiarire se l’autista stava facendo manovra per riprendere con sé i tifosi juventini e portarseli via; oppure voleva mettersi in mezzo come divisore tra le due fazioni; o semplicemente faceva manovra.
Fatto sta che è morto un altro ragazzo a seguito di una rissa in un autogrill, causata dalla passione violenta e smisurata per la propria squadra; ed in generale si è consumata un’altra vittima per uno sport. E riprenderanno i soliti salotti televisivi sulle possibili soluzioni, per lo più alquanto demagogiche; i soliti discorsi buonisti; il solito voler abolire il calcio da parte di chi magari (anzi sicuramente) manco lo segue.![]()
Io mi limiterò solo a ribadire qui il mio pensiero, e cioè che il problema è semplicemente sociologico: l’Italia manca di cultura sportiva, anzi in generale, cosa ancor più grave, proprio di senso civico, di basilari norme del saper vivere. Non credo che basti solo l’inasprimento delle pene per chi commette certi atti, ma serve proprio una formazione che parta dalle famiglie (quella primaria cioè), poi prosegua nella scuola, dall’asilo fino alle superiori; così da preparare i giovani ad una cultura tollerante, visto che la società di oggi li trasforma in paranoici annoiati, che avendo tutto dalla vita o non avendo niente, aspettano la domenica per fargliela pagare a qualcuno. Anche se gli ultimi casi eclatanti di morti per il calcio sono avvenuti per cause accidentali, resta il fatto che la dinamica che ha innescato il tragico epilogo è iniziata proprio per una rissa tra due diverse tifoserie.






Oggi è stato l’ultimo giorno utile per diramare sondaggi sulle elezioni politiche di aprile.
Gli ultimi dati proiettati dalle società più rinomate, danno il Popolo delle libertà avanti sul Partito democratico mediamente del 6% (il primo intorno al 41% e il secondo intorno al 35%); gli indecisi sono come spesso accade negli ultimi anni intorno al 30%, e pare che secondo le usuali tendenze degli anni precedenti, un 18-20% di questi decideranno infine di astenersi, e la restante parte sceglierà proporzionalmente come il resto dei decisi; in pratica, questi non cambieranno l’esito finale del voto. Anche se i partiti puntano molto a questa categoria di elettorato, dichiarandoli sempre dalla propria parte (ovviamente!).
Stando a tali sondaggi, sicuramente la prima valutazione che va fatta è che, anche se il gap tra i due principali partiti è abbastanza alto, il PD ha recuperato terreno, forse grazie proprio alla scelta di andare quasi da soli (alleandosi solo con l’Italia dei valori), che ha portato così qualche voto degli elettori moderati, o di elettori di altri partiti sempre rientranti nel centro-sinistra che voteranno PD in nome di un voto utile per sconfiggere il Cavaliere (se sommiamo i singoli voti di DS, Margherita e IDV delle elezioni 2006, non arrivano al 30%).
Quest’ultimo, di contro, ha voluto le elezioni anticipate, forte della disfatta repentina del secondo Governo Prodi, e quindi sicuro di vincerle. Ma l’addio di Casini alla coalizione, e la scelta del duo Santanchè-Storace di correre da soli, togliendo qualche voto ad Alleanza nazionale (quindi al PdL), ha ridotto di diversi punti percentuali i voti del centro-destra (la casa delle libertà alle elezioni politiche del 2006 ebbe poco più del 47% dei voti, quindi il calo è evidente).
Insomma, il vantaggio auspicato dal Cavaliere quando volle con insistenza le elezioni anticipate non si verificherà, e il risultato finale, pur se molto probabilmente sarà a lui favorevole, vedrà ancora una volta un Governo che si regge su pochi voti, e quindi, salvo successive alleanze con Casini o Storace per formare la squadra di Governo, ci sarà di nuovo la necessità di andare alle urne. E saremo di nuovo punto e a capo, mentre il nostro Paese solo a capo…linea.
Parlando di sondaggi, colgo anche l'occasione per pubblicizzare quello che ho lanciato su questo Blog e troverete sulla vostra sinistra. Sarà aperto fino al venerdì prima delle elezioni.














Da qualche anno a questa parte (e bisogna essere solo ciechi per non accorgersi quanto costa alle casse statali mantenerla), è opinione diffusa nei nostri politici l’idea di privatizzare Alitalia. Del resto, il bilancio disastroso che si ritrova, l’arretratezza a livello tecnologico rispetto ad altri giganti internazionali, un sistema organizzativo che non è stato nemmeno sfiorato dalla flessibilità con la quale vengono gestite le altre compagnie, cosa che le rende molto competitive, spingono verso tale direzione.
Naturalmente però in Italia tutti gli argomenti vengono sfruttati ai fini elettorali, e quindi anche quello relativo alla cessione di Alitalia. Il Governo Berlusconi aveva lanciato la necessità di privatizzarla, ed era stata proprio la Lega tra le più pressanti in tal senso, in nome di una battaglia contro l’assistenzialismo e il clientelismo che l’avevano rovinata. Col Governo Prodi, tale necessità è stata ancora avvertita, anzi ci si è mossi per cederla in modo concreto a qualche società seria. E ci si era anche meravigliati che l’unica offerta decente fosse pervenuta da Air France, mentre da parte di imprenditori italiani non ne era pervenuta nessuna degna di nota. Ma per lo stato in cui si ritrova Alitalia, dovremmo anche ringraziare il cielo! E quando la cessione di Alitalia ad Air France sembrava cosa fatta, ecco che squillano le trombe delle elezioni, e tutti sembrano restii a cedere la compagnia di bandiera ad una proprietà straniera. Tutti vogliono farla rimanere in Italia, sia per tutelare l’aeroporto di Malpensa, sia per un amor di patria ritrovato…
Ecco quindi che rispunta l’idea di Air One, o addirittura di una fantomatica cordata lombarda, in cui figurerebbe anche Banca Intesa e perfino i figli di Berlusconi! E che addirittura quest’ultimo avrebbe chiamato Prodi per programmare un “prestito ponte” da parte del Governo per consentirne l’acquisizione…
Insomma, il mio timore è che si finisca con la solita soluzione all’Italiana, cioè con Alitalia che passa nelle mani di qualche proprietario italiano, che continuerà nell’opera di mandarla in malora, continuando a ricevere fondi pubblici, utilizzando la compagnia per clientelismi e lottizzazioni. Il tutto perché nessun politico vuole rischiare di prendere posizione a meno di un mese dalle elezioni, perché magari si rischia di perdere popolarità e consensi, soprattutto nella partita elettorale che si gioca in Lombardia. Caso emblematico la Lega (come già ebbi modo di constatare in un altro post), che al Governo fu tra le più agguerrite per una sua cessione ed ora demagogicamente ne teme la realizzazione…





Ad aprile, oltre alle elezioni politiche, ci saranno anche quelle amministrative (election day), dove andranno al voto per la scelta del sindaco anche i cittadini di diversi Comuni campani commissariati, alcuni dei quali per “infiltrazioni camorristiche”. Tra questi, anche il mio Comune di residenza: Casoria.
La giunta comunale di Casoria (coalizione di centro-sinistra con sindaco il sig. De Rosa), è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche due anni fa, e molti cittadini, tra cui io, furono molto soddisfatti della cosa, speranzosi che una gestione dall’alto del Comune, potesse porre fine ai clientelismi locali vari e potesse far funzionare la pubblica amministrazione in modo più regolare. Invece, oltre al fatto che il Comune è stato sostanzialmente fermo a livello di concorsi, di lavori pubblici (molte strade sono rimaste dissestate ed interrotte, oltre a varie impalcature che rivestono i palazzi), è rimasto immerso nei rifiuti, ecc ecc., quando i cittadini hanno la possibilità di scegliere finalmente per una discontinuità col passato, ti ritrovi candidati sempre la stessa gente! In modo più accentuato nel centro-sinistra, cosa ancor più grave essendo la coalizione in carica, al momento dello scioglimento e del commissariamento.
Ecco a cosa andremo incontro noi cittadini casoriani:
1)La coalizione di centro-sinistra che rispetto alle elezioni politiche, si vede unita: Partito Democratico, Partito socialista, Sinistra arcobaleno e Italia dei valori (più un partito locale “Noi per Casoria Arpino”), ma il vero schifo viene leggendo chi è il candidato sindaco di tale coalizione: Tommaso Casillo, che di certo non rappresenta una novità, essendo ormai da una quindicina d’anni un volto fin troppo noto di Casoria e nonostante fosse diventato anche sottosegretario nel secondo Governo Prodi (al Ministero delle infrastrutture) e abbia sempre ricevuto molti voti in quel di Casoria, non ha mai mosso un dito per il nostro Comune. Ed ora ha anche il coraggio di candidarsi sindaco. Forse perché essendo del PSI, sa che rischia se si candida come parlamentare, non essendo il suo partito inserito in nessuna coalizione, quindi una poltrona vuole comunque garantirsela. Del resto, Casoria è uno dei Comuni (se non il Comune) più socialista d’Italia, tanto che Bossi nel ’93, leggendo i risultati elettorali nelle varie circoscrizioni disse che Casoria era l’unico Comune che votava ancora così tanto il partito socialista, e che doveva essere cancellato dalla cartina geografica.
Tale coalizione resta numericamente la favorita, ma non presenta certo una rottura col passato, bensì un ritorno al passato.
2)La coalizione di centro-destra mostra invece qualche novità, candidando un volto abbastanza nuovo, Stefano Ferrara del PdL, e con diversi personaggi riciclati del passato che non ci sono più o se non altro hanno lasciato il posto ai loro figli, per una sorta di successione (vedi ad esempio Polizzio o Tizziani). La coalizione è composta da : Popolo delle libertà, UDC, Nuovo Psi, Iniziativa Popolare – Noi Consumatori, Società aperta, PRI. L’impressione però anche qui è che i giovani ventenni e trentenni siano stati messi ai margini delle liste. Insomma sicuramente più novità del centro-sinistra, ma solito nonnismo locale.
3)Mantiene una certa coerenza anche a livello locale il partito di Storace-Santanchè, “La destra”, mantenendo la scissione dal centro-destra e chissà portando così via con sé qualche voto importante. Bisogna verificare poi se tale coerenza resterà anche dopo le elezioni e non si creeranno accordi a posteriori. Ma, d’altronde, è una possibilità aperta anche a livello nazionale, quindi figuriamoci nei sottobanchi locali. Il candidato sindaco è Antonio Lanzano.
4)Si separa da Rifondazione un personaggio importante a Casoria per tale partito, cioè Vincenzo Russo, candidandosi con la “Sinistra critica” e anche in questo caso potrebbe sottrarre alla coalizione di centro-sinistra qualche voto utile. Anche se già avvenne nel 2003 che l’allora Rifondazione si staccasse dal centro-sinistra sempre con Russo, ma ciò nonostante la coalizione ottenne una buona vittoria.

Posto qui di seguito due video che ho caricato su Youtube, il primo riprende un marciapiede dissestato dalle radici degli alberi che vogliono uscire fuori, oltre al solito fiume di spazzatura che sta affogando la Campania. Il secondo riprende il selvaggio abusivismo edilizio che ha avuto come conseguenza la costruzione di palazzi uno sull'altro (mi scuserete la scarsa qualità dei video ma sono stati fatti con il cellulare)...





La candidatura al Senato dell’editorialista Giuseppe Ciarrapico nel Popolo delle libertà, ha suscitato diverse polemiche, non solo da parte degli avversari ma anche degli stessi alleati. Le critiche si basano sul fatto che Ciarrapico è rimasto legato alle sue vecchie idee fasciste (in passato era legato all’ala andreottiana della DC e l’MSI di Almirante), non rinnegandone gli ideali, i principi, la storia.
Se gli avversari gridano allo scandalo, Fini e Bossi hanno esternato le loro perplessità. E così Berlusconi giustifica questa scelta affermando che la candidatura di Ciarrapico è utile per vincere, in quanto Ciarrapico è un editore e quindi utile per avere una parte della stampa da parte del Cavaliere e i suoi.
In realtà Ciarrapico possiede piccoli giornali locali nel Lazio e nel Molise, oltre ad aver pubblicato in passato alcuni libri di orientamento fascista, oltre poi a possedere alcune cliniche private nel Lazio. Insomma un fascista rampante, all’Achille Lauro.
La cosa che però mi fa ridere, ma mica tanto, è che a scandalizzare molti sono le idee politiche di Ciarrapico, e non il fatto che su di lui pendono varie condanne penali (da Wikipedia): quattro anni e mezzo di reclusione, ridotti in cassazione a 3 anni, per gli sviluppi della vicenda «Casina Valadier» Il 18 marzo Regina Coeli il 21 marzo, il 24 aprile dello stesso anno gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. L'11 maggio viene revocato il mandato di custodia cautelare ma la libertà è breve perché Ciarrapico è di nuovo arrestato e trasferito a Milano, con l'accusa di finanziamento illecito ai partiti. Nel 2000, dopo sette anni, Ciarrapico viene condannato in via definitiva, tuttavia, in ragione della sua età, viene affidato ai servizi sociali. Nel 1996 è condannato anche nel processo relativo al crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in primo grado a 5 anni e mezzo di reclusione, ridotti in appello a 4 anni e mezzo. Successivamente gli sono stati condonati 4 anni, e condannato a scontare gli ultimi 6 mesi in "detenzione domiciliare" per motivi di salute. La condanna è stata confermata dalla Cassazione. Non ha mai risarcito i danni alle parti civili cambiando continuamente residenza.
A quella di Ciarrapico va aggiunta la candidatura di Sciascia, direttore finanziario del gruppo Mondadori, incaricato di creare i fondi per pagare le mazzette alla Guardia di Finanza. E qualcun altro altro…
Questo fa capire quanto sia nuovo il progetto di Berlusconi e co. Candida personaggi dal passato losco, che hanno commesso reati finanziari, mettendoli anche tra i primi posti delle liste dei candidati, così da assicurargli un seggio in Parlamento. Del resto, la scelta del simbolo e non del candidato nell’ultima riforma elettorale, è stata voluta proprio per garantire a diversi “furbetti del quartierino”, un posto al sole.
Altro che scandalizzarsi per le idee fasciste. Anzi io apprezzo chi resta fedele ai suoi ideali, rossi o neri che siano. Ogni riferimento a Fini è puramente…voluto!