Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Politicamente mi reputo un laico-riformista.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
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mercoledì, 30 aprile 2008

1^ MAGGIO

Da Wikipedia:  "Convenzionalmente, l'origine della festa viene fatta risalire ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate alla Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialista ed anarchico - suggerirono come data della festività il Primo maggio.
Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.
L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo in favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.
La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di Festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo (sospesa durante il ventennio fascista e ripresa con la nascita della Repubblica."


Il mio pensiero va a chi...
Non ha mai lavorato e cerca disperatamente di farlo;
Lo fa saltuariamente;
Lavora pur non avendo certezze per il futuro;
Ha perso il lavoro;
E' morto mentre lavorava...e ai suoi familiari;
Chi lavora pesantemente, non riuscendo a soddisfare le proprie reali esigenze e della propria famiglia;
A tutti coloro a cui il lavoro da soddisfazioni e serenità.


| Categoria: storia, attualità |

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martedì, 29 aprile 2008

SE QUESTO E' UN UOMO

Quando ho letto questa notizia sono rimasto letteralmente agghiacciato. Mi chiedo che gusto c'è nell'andarsi a vedere al Cinema film horror, quando nella vita reale c'è gente capace di commettere certe oscenità.
In una cittadina austriaca, di quelle isolate e fredde, è stato scoperto il caso di un 73enne, Joseph Fritzl, che per ben 24 anni ha nascosto ed abusato della figlia (Elisabeth Fritzl, di 42 anni), concependo con lei ben 7 figli: tre di 19, 18 e 5 anni, sono stati rinchiusi nel sotterraneo con la donna fin dalla loro nascita e non hanno mai visto la luce del sole; altri tre bambini sono stati adottati e cresciuti da Fritzl e da sua moglie Rosemarie. Uno invece, essendo morto appena nato, è stato bruciato.
Josef Fritzl è un vecchietto stimato da tutti nella piccola cittadina austriaca di Amstetten: è un ex ingegnere, ripara con abilità elettrodomestici, diverte gli avventori del bar con le sue battute. Ma dietro questo apparentemente simpatico pensionato, si nasconde un folle psicopatico, che aveva detto a tutti che sua figlia era una poco di buono ed era scappata di casa per seguire una setta, lasciandogli i suoi 3 figli. Che in realtà però aveva concepito con lui, sotto l'effetto di droghe.
Quanti reati e diavolerie ci sono dietro questa notizia: l'abuso continuato di un padre sulla figlia; il sequestro di una persona per 24 anni e di altre tre anime innocenti per un ventennio; il concepimento di figli mediante incesto, compromettendo probabilmente la vita di questi innocenti esseri umani, essendo l'incesto causa di gravi disturbi genetici; bruciare come se fosse legna al fuoco il corpo di un neonato morto; la totale parvenza di normalità dopo tante brutalità...chi più ne ha, più ne metta...
L'Austria viene così colpita da un'altra notizia shock, dopo quella di Natasha Kampusch, l'adolescente scappata due anni fa al suo carnefice dopo otto anni di prigionia e abusi.
La domanda è: dove può arrivare ancora la mente umana? Certo alla follia non c'è mai limite e la storia ci ha dato altre notizie del genere. E finquando ci si sorprenderà, ci sarà un minimo di speranza. La preoccupazione sarà quando dinanzi a certe follie, non ci si soprenderà più...


| Categoria: attualità |

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lunedì, 28 aprile 2008

LA DIFFERENZA TRA DESTRA E SINISTRA

La differenza tra destra e sinistra, fortemente accentuatasi negli ultimi decenni, è che la prima fa ciò che vuole "l'uomo qualunque", il popolo, l'uomo della strada; ossia percepisce quali sono i malumori e le sensazioni delle persone e cerca di proporre personaggi e soluzioni "a pelle", con modalità "di pancia". La sinistra invece, fa le sue scelte attraverso l'intellighenzia dei suoi partiti, con decisioni prese a tavolino dalle segreterie, senza tener conto di quali sono gli umori generali; ma cosa ancor più grave, anche di quelli del suo elettorato.
Caso emblematico di ciò è la vittoria storica del centro-destra a Roma, dopo 14 anni di dominio del centro-sinistra (ossia da quando è stata istituita l'elezione diretta del Sindaco). Alemanno ha sconfitto Rutelli con ben 7 punti di distacco (53% a 46%). Il centro-sinistra, dopo anni in cui da più parti pervenivano critiche per la gestione di alcuni problemi da parte della giunta, soprattutto la sicurezza e i trasporti, ha riproposto addirittura Rutelli, già sindaco dal '93 al 2001; non curandosi di fatto delle critiche. Almeno avesse proposto qualche volto nuovo del Partito democratico, come Franceschini ad esempio. Rutelli è stato candidato a Sindaco in una sorta di riciclaggio di vecchi personaggi, senza alcuna curanza del vento da destra che sta spazzando da tutta Italia, e del logoramento del centro-sinistra nella Capitale da qualche anno.
Stesso caso, se pur di ridottissime dimensioni rispetto a quello romano, perviene dal mio Comune di residenza con 100 mila abitanti, Casoria, dove dopo 14 anni di dominio del centro-sinistra, a vincere dopo il ballottaggio è il sindaco di centro-destra, Ferrara con ben 15 punti di distacco da Casillo (57% a 43%). Anche in questo caso, dopo 2 anni di commissariamento, è stato proposto come candidato del centro-sinistra un personaggio che se ben da 14 anni domina la scena casoriana, essendo stato prima deputato, poi senatore e poi Sottosegretario nel Governo Prodi, non ha mai fatto qualcosa di concreto per il nostro Comune. E così gli elettori casoriani hanno punito la coalizione in modo sonoro e netto. Tuttavia, essendo il consiglio comunale di centro-sinistra (molti hanno votato in modo disgiunto, per cui ci troviamo un sindaco di centro-destra ma con soli 13 consiglieri, mentre 16 sono del centro-sinistra ed uno della sinistra critica), molto probabilmente dovremo riandare al voto. Ma se non altro, un segnale di rottura (in tutti i sensi) c'è stato.
Il suggerimento che do alle forze di sinistra, vecchie e nuove, è di ascoltare di più le sensazioni del popolo, i suoi desideri, le sue aspirazioni...e non prendere decisioni a freddo. Perchè gli elettori non sono pecore che seguono il gregge a prescindere.


| Categoria: politica, napoli |

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domenica, 27 aprile 2008

IL PROBLEMA DELLA CASA

Tra le varie crepe sociali che ha il nostro bel Paese (che nonostante le varie disfunzioni politico-economiche è ancora ritenuta la settima potenza industriale del Mondo), vi è ancora l’annoso problema della casa.
Proprio sabato 26 aprile sono stati sfollati dalla Basilica del Carmine di Napoli, i 400 senza tetto di Melito, riproponendo nei fatti un vecchio slogan anni ’50 e anni ’60 “meno chiese più case”, ancora drammaticamente in auge. I senza tetto erano stati sfollati un mesetto prima dagli edifici in via Giulio Cesare a Melito, poiché tali fabbricati, furono tirati su negli anni '90 in difformità col permesso di costruire, che prevedeva la realizzazione di opifici industriali e non di abitazioni (già sequestrati nel 2002). Negli anni gli occupanti hanno allacciato abusivamente rete elettrica e condotta idrica, ma non c´è mai stata una fogna (le cantine sono diventate una cloaca).
Comincia l’odissea dei 400, che prima si spostarono ad Arzano, dove passarono la notte per strada. Poi si spostarono nel centro sociale "Udo" in via Foria, dove passarono la seconda notte. Venerdì raggiunsero la Basilica del Carmine, dove prima assisterono alla messa delle 19, e alla benedizione finale si alzano tutti in piedi annunciando che passeranno la notte lì. Scoppia così l’emergenza, con le forze dell’ordine che però non hanno mai applicato la forza, e lo stesso Arcivescovo di Napoli, Crescenzo Sepe, ha sempre cercato di mediare tra la voglia di aiutare le persone e la necessità di riprendere le normali attività ecclesiastiche nella Chiesa, nei fatti così dissacrata. Gli sfollati saranno comunque denunciati per occupazione abusiva di suolo pubblico, oltre che per ostacolo alle attività ecclesiastiche. Mentre non si sa ancora dove saranno trasferiti.
Questo caso, che cito perché fisicamente a me più vicino, essendo della provincia di Napoli, non è che uno dei tanti esistenti in tutta Italia. Il problema della casa va affrontato con incisività, visto che molti sono coloro che non possono permettersi un alloggio in affitto, essendo i fitti troppo alti, che si vanno a sommare così ad un costo della vita generale molto alto; per non parlare dell’impossibilità, che colpisce molte coppie, di accendere un mutuo. Oltre poi alla domanda sempre crescente, proveniente dagli immigrati, anche loro necessitanti di un tetto. Per non parlare infine, di tutti coloro che in Italia vivono in case nei fatti inagibili, poiché costruite con l’amianto e materiali nocivi alla salute; oppure in zone un tempo adibite a discariche o zone industriali (alta è l’incidenza tra questi dei casi di tumore).
Il Governo entrante deve così intraprendere una seria politica di edilizia pubblica, oggi in Italia pari solo al 6% sul totale dei fabbricati (in Germania è del 30%, anche se qui incide fortemente la politica dell’edilizia pubblica della comunista ex Germania est). Forse il motto di oggi, più che “meno chiese più case”, dovrebbe essere “meno centri commerciali più case”, visto che tante aree vaste fuori città sono destinate sovente a nuovi, grandi, freddi ed ennesimi centri commerciali.



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venerdì, 25 aprile 2008

A 22 ANNI DA CERNOBYL IN ITALIA SI RIPARLA DI NUCLEARE

Il 26 aprile ricorre l’anniversario del disastro nucleare di Cernobyl (Ucraina settentrionale), dove appunto il 26 aprile del 1986, esplose  il reattore numero 4 della centrale nucleare. Le cause sono molto probabilmente da attribuire alla cattiva costruzione dell’impianto, di cui molti sapevano ed hanno taciuto. Anzi, anche dopo il disastro l’allora regime sovietico che viveva le ultime fasi della propria vita, cercò di tenere l’opinione pubblica internazionale all’oscuro di tutto; cosa che però non fu possibile, date le disastrose conseguenze che esso ebbe sull’ambiente e le persone.
Gli effetti furono chiaramente drammatici: un incremento fino a 10 volte mediamente maggiore di casi di tumore alla tiroide nelle zone vicine al luogo del disastro (ovviamente tutta l’Ucraina, la confinante Bielorussia e la Russia). Imprecise sono invece le stime su gli effetti che il disastro ha avuto ad ampio raggio, sulle zone circostanti; se gli istituti superiori di sanità di Russia, Bielorussia e Ucraina, non hanno evidenziato alcuna variazione di rilievo, rispetto al periodo precedente al disastro, del tasso di incidenza di leucemie e tumori solidi; così come i dati forniti dall’ONU. Mentre Greenpeace afferma che tali dati siano fortemente sottostimati. Vi è invece omogeneità di vedute sugli effetti molto negativi che il disastro ha avuto sulla vita sociale delle persone, visto che ben 300 mila persone residenti nelle vicinanze del disastro, hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e spezzare così le loro abitudini e cambiare forzatamente la propria vita.
Come sono stati disastrosi gli effetti su flora e fauna site nel raggio di 30 Km dal disastro; anche se da una decina di anni dall’evento, quelle zone sono diventate vere oasi ecologiche, in quanto sono ricresciuti determinati esemplari naturali e sono riapparsi alcuni animali tipici della zona. Complice anche l’abbandono dell’uomo da ogni attività in quelle aree.
Ad un anno e mezzo da quel drammatico evento, in Italia sulla scia dei dati che man mano venivano resi pubblici sugli effetti del disastro, l’8 e 9 novembre furono proposti 3 quesiti referendari, che in sostanza proponevano l’abolizione in Italia dell’approvvigionamento energetico dal nucleare. E gli italiani scelsero nettamente per il “SI”.
Tuttavia da qualche anno, a fronte di un rincaro costante delle bollette sul consumo energetico, dovuto all’aumento del prezzo del petrolio e del gas, che di fatto colpisce l’utenza finale (cioè noi cittadini), si sta riparlando in Italia di reintrodurre di nuovo la produzione di energia nucleare. Premesso che non sono tra coloro che dicono “NO” a priori, ma credo che il ritorno al nucleare debba essere una sorta di soluzione finale ai problemi energetici del nostro Paese, mentre gli investimenti che esso richiede, potrebbero essere destinati ad un maggior investimento verso le energie “rinnovabili”, quelle cioè dateci dalla natura e sfruttabili mediante tecnologie anche per uso privato, che col tempo sono ammortizzate dal futuro risparmio. Del resto, per le caratteristiche geomorfologiche che si ritrova il nostro Paese, abbondiamo di energia solare, eolica, termica, idrica…
Il diniego verso il nucleare, mi nasce sia per motivi “naturali”, in quanto l’Italia è un Paese morfologicamente esposto a terremoti su quasi tutto il territorio, quindi ciò metterebbe a repentaglio eventuali strutture in caso di scosse sismiche; sia per motivi “politici” in quanto visto come vanno spesso i lavori nel nostro Paese, non è da escludere che il sistema “delle mazzette” sia messo in atto anche per la costruzione di opere così delicate e che quindi si spenda poco e male appannaggio delle tasche dei responsabili della loro costruzione (viene fatto senza scrupoli per ospedali e scuole, quindi figuriamoci per una centrale nucleare); sia per motivi “tecnici” in quanto non si è ancora trovato un metodo rapido e sicuro per smaltire le scorie, che in Italia a distanza di più di vent’anni ci sono ancora.
Insomma, il ritorno al nucleare va scongiurato con un concreto investimento nelle “energie rinnovabili”, che richiedono tecnologie a basso impatto ambientale. Sicuramente più basso di quella nucleare. Vi è un sito a cui vi rimando per sapere di più sulle energie rinnovabili:
www.fonti-rinnovabili.it/tecnologie.htm


| Categoria: esteri, storia, attualità |

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giovedì, 24 aprile 2008

CARI GRILLINI, DOMANI ANDATE AL MARE

Forse quello che scrivo è un pò impopolare, ma le mie parole sono soprattutto dettate dall'esito elettorale troppo recente che non da spazio a nuove ed immediate illusioni.
Domani 25 aprile, si festeggia la giornata della liberazione (per chi volesse sapere come la penso, invito a leggere il post che scrissi un anno fa: lucascialo.splinder.com/post/11925507 ), e Grillo ha organizzato in tale giorno un nuovo V-day, questa volta dedicato alla libera informazione, con stand presenti in 400 piazze italiane.
I punti che la petizione tocca sono i seguenti: 1)abolizione dell'ordine dei giornalisti, 2)abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria, 3)abolizione della legge Gasparri. Tutti punti su cui mi trovo anche d'accordo in quanto il primo va a ledere quella che è una vera e propria casta, resa ormai fuori luogo visto che internet ha abbattuto tutti i vincoli spazio-temporali dell'informazione; il secondo vuole eliminare ciò che rende i giornali e i giornalisti schiavi dei partiti; il terzo vuole colpire una legge che ha palesemente favorito Berlusconi.
Tuttavia, tale manifestazione è un pò sfigata, perchè sarà svolta proprio all'indomani di un risultato elettorale che ha palesemente visti schierati gli elettori italiani verso un certo tipo di politica, quella cioè pro berlusconi o che indirettamente lo spalleggia, ossia Popolo della libertà (con Lega e Movimento per le autonomie), Partito democratico e Unione di Centro, che messi insieme fanno quasi il 90% dei consensi elettorali.
Insomma, se è vero che tale manifestazione è stata organizzata già molto prima che si venisse a sapere l'esito elettorale, credo che parta già sconfitta. Come del resto ha perso la prima manifestazione fatta a settembre, visti poi gli esiti elettorali.
Caro Grillo, tu mi stai anche simpatico e sono d'accordo con le cose che dici, essendo tra l'altro ineccepibili. E sono ormai trent'anni che sbraiti e cerchi di muovere le coscienze, facendolo prima in Tv, poi a teatro e ora su internet; ma come vedi gli italiani scelgono ancora un "certo tipo" di politica. Anzichè mettere una firma sui fogli che gli proponi, dovevano votare di più per l'Italia dei valori, la Sinistra arcobaleno e La destra, se proprio la pensano come te o quasi...E se l'hanno fatto tutti, come vedi, hanno scarso peso parlamentare.


| Categoria: politica, mass-media |

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martedì, 22 aprile 2008

LA NUOVA CULTURA ITALIANA

Come dice Nanni Moretti nel suo ultimo film da regista "Il Caimano", Berlusconi ha già vinto vent'anni fa con le reti private, che hanno cambiato la cultura italiana, il modo di pensare degli italiani, trasformandolo a sua immagine e somiglianza...Come dargli torto?!
Ecco per me quali sono le trasformazioni apportate:
- In politica: ha obbligato la sinistra ha farsi un restailing, ad adeguarsi ai tempi: omettendo vecchi simboli che il Cavaliere ha fatto credere agli italiani come il male assoluto; costringendo i leader dell'opposizione a diventare tutti ottimi attori televisivi come lui, vendendo sorrisi e speranze; anche i partiti di opposizione, anzichè convincere gli italiani proponendo un programma, si sono ritrovati a vendere un prodotto, una merce.
Di fatto però, la sinistra non è mai riuscita in questo fino in fondo, finendo come qualcuno che sottoponendosi ad un lifting, è rimasta sfregiata a vita.
- Nel sistema televisivo: introducendo le sue 3 reti commerciali,  la rete pubblica si è adeguata ai tempi, commercializzandosi a sua volta ed involgarendosi. Quindi, vi è stata una concorrenza al ribasso, e cioè anzichè diventare le reti commerciali qualitativamente migliori, sono diventate peggiori quelle pubbliche. Come se gli italiani, col passar del tempo, volessero vedere solo finti salotti da dibattito, reality, donne seminude...non avendo più un minimo di interesse storico-culturale.
- Nelle scuole e nelle università: un tempo luogo di scambio culturale e di opinioni, di possibilità di costruire un proprio punto di vista sulla realtà, tramite il confronto tra pari, con i docenti o con i libri accademici, oggi sono diventati luoghi dove sfoggiare il proprio io, fare i protagonisti, attraverso il look estetico alla moda o i beni materiali in possesso.
Entrando in una scuola o in un'università, si respira un'aria artificiale, costruita, tanto tra i docenti che tra gli studenti. E così, in quelli che un tempo erano il nido dei movimenti extraparlamentari, tanto di sinistra che di destra, perchè si cercava di costruire un Mondo diverso, nuovo, fatto proprio dai giovani, perchè il futuro era il loro, oggi non si ha più voglia neanche di scendere in piazza, manifestare, discutere. Avere l'ultimo modello di cellulare, avere un auto o lo scooter, è quello che più interessa. La cultura è roba vecchia, morta; spazio ai valori materiali.
- Nelle donne: i vari reality show, i programmi in cui la donna è vista solo come seducente ballerina, come corteggiatrice del belloccio di turno, stanno trasmettendo alle adolescenti di oggi e donne di domani, un prototipo di donna completamente superficiale e privo di ogni intelletto; che ha come unico obiettivo quotidiano quello di prepararsi esteticamente il meglio possibile.
Dove sono i movimenti femministi tanto agguerriti quando si tratta di prendere lo stesso stipendio degli uomini, avere maggiori diritti in caso di separazioni con prole, avere gli stessi seggi in Parlamento degli uomini?! Forse non se ne sono rese conto, ma stanno subendo in modo occulto un determinato tipo di modello culturale, che porterà le donne di domani ad inseguire l'uomo ricco e non una propria posizione economica indipendente, costruirsi una famiglia...
 
Naturalmente è vietato fare generalizzazioni. Non siamo tutti berlusconalizzati. Ma vi è un processo in atto, un virus che è entrato in circolazione, e ci sta cambiando. E le ultime elezioni, ne sono un plateale esempio.


| Categoria: politica, storia, attualità, mass-media |

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domenica, 20 aprile 2008

LETTERA AL PRESIDENTE BERLUSCONI

Caro Onorevole Berlusconi,
premesso che non sono un suo elettore, ma voto per quello che lei ha definito senza mezzi termini "orribile", "giustizialista", "uno che non può essere laureato per come parla", cioè il partito di Di Pietro, volevo farle le mie più sincere congratulazioni per il risultato elettorale ottenuto; che non tarderei a definire "plebiscitario". Gli italiani l'hanno voluta per la terza volta come loro Presidente del Consiglio e a me non resta che augurarle buon lavoro e fare le riforme che sono ormai urgenti per il buon funzionamento del nostro Paese, ormai sempre più in basso nelle varie classifiche europee e mondiali, in vari settori socio-economici.
A tal proposito mi permetto, pur sapendo che uno stratega come lei attorniato da fior fior di tecnici non ne ha bisogno, di avanzarle qualche suggerimento, elecando quelle che per me sono le priorità che il futuro Governo deve affrontare:
1. Sanità: Investimenti maggiori nella sanità pubblica, sovente mortificata dalla scarsa professionalità di chi vi lavora e dall'antiquato stato dei suoi macchinari.
2. Lavoro: premiare attraverso la defiscalizzazione, le imprese che assumono a tempo indeterminato, e avviare una misura di ammortizzatori sociali, per rendere la vita dei precari, dei disoccupati e delle famiglie con redditi medio-bassi meno mortificante e più dignitosa.
3. Casa: avviare una serie politica di edilizia popolare, vista l'emergenza case che molte famiglie hanno, anche quelle con un reddito "decente"; in virtù, altresì, del sempre maggiore afflusso di immigrati nel nostro Paese.
4. Ricerca e formazione: aumentare attraverso un minore investimento in guerre oltre il confine italiano, in un settore carente quale la ricerca scientifica, premiando e sollecitando di più le "menti italiane", troppo spesso costrette alla fuga oltreoceano. Riforma delle università, responsabilizzandole di più, attraverso un investimento che non sia più a "pioggia", ma che sia razionalizzato mediante la reale efficienza degli atenei stessi, per ovviare così ai tanti sprechi con sedi "fantasma" o spese inutili. Miglioramento della scuola pubblica, garantendo maggiormente l'insegnamento del computer e dell'inglese fin dalla prima elementare.
5. Sicurezza: rivisitazione del codice penale, che spesso non prevede pene direttamente proporzionali al reato. Costruzioni di nuove carceri per scongiurare un ritorno a provvedimenti disastrosi quale l'indulto. Miglioramento dei centri di prima accoglienza per gli immigrati, così da farli fungere da veri collocamenti e centri di registrazione per chi viene in Italia da altri Paesi. Maggiore razionalizzazione delle forze armate, portando in strada più unità, anche sottraendole agli uffici burocratici là dove sono in sopranumero. Utilizzo dell'esercito là dove è radicalizzata la presenza di micro-criminalità o organizzazioni criminali di grande importanza.
6. Infrastrutture: miglioramento della rete stradale urbana ed extraurbana, nonchè ferroviaria, soprattutto là dove essa sia risalente al periodo ottocentesto. Entrata di privati in quegli Enti la cui gestione pubblica si è dimostrata fallimentare, sia locali che nazionali.
7. Energia e ambiente: maggiore investimento nelle energie rinnovabili, per scongiurare la necessità di un ritorno al nucleare vista la poca adattabilità del nostro territorio e per ovviare la dipendenza onerosa verso i Paesi esteri. Ciò consentirebbe anche di ovviare all'alto tasso di inquinamento che le risorse energetiche utilizzate oggi, comportano.
8. Pubblica amministrazione: ridurre drasticamente i costi della politica, sia a livello locale (come l'abolizione delle Provincie), sia attraverso la riduzione di parlamentari e l'eliminazione di vari costi appannaggio di questi ultimi. Creazione di fasce di reddito per i parlamentari, basati sui redditi percepiti già privatamente, che stabiliscono un reddito da parlamentare inversamente proporzionale al reddito percepito da altre attività (quindi da euro 0 fino allo stipendio pieno per chi vive di sola politica).
9. Mezzogiorno: sollecitare le imprese ad investire nel Sud, attraverso defiscalizzazioni per i nuovi assunti, reinvestimento degli utili, acquisto di macchinari, ecc...
10. Edilizia popolare: riprendere la politica dell'edilizia pubblica, oggi solo pari al 6% di quella totale. Per ovviare al grave problema della casa, oggi riguardante anche il ceto medio, oltre all'alta domanda proveniente dal crescente numero di immigrati.
11. Beni culturali e marittimi:
Musei, i siti archeologici, i palazzi monumentali, ecc, vanno dati in gestione ai privati, magari con fitti a scadenza quinquennale, così che tali sedi culturali siano curate ed efficienti, proprio perchè interessa ai privati stessi la loro funzionalità, appannaggio anche dei cittadini che così possono accedervi. Ciò garantirebbe altresì delle entrate sicure per lo Stato.
Naturalmente i contratti non devono essere irrisori come ad esempio quelli previsti per la compravendita delle spiagge, con durata anche secolare e ad una tassazione irrisoria. A tal fine, va rivista anche la politica di gestione delle spiagge e dei luoghi balneari in generale, sovente preda dell'urbanizzazione selvaggia e del cattivo sfruttamento di immense risorse marine naturali, soprattutto al Sud.


Consapevole che i punti vanno approfonditi e che altri vanno aggiunti, le rinnovo gli auguri di un buon Governo.
Dottor Scialò Luca.


| Categoria: politica |

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sabato, 19 aprile 2008

GLI AMICI RITROVATI

In questi giorni alcuni amici, che il procedere spietato della storia aveva diviso, si sono ritrovati. Mi riferisco al Papa e Bush da un lato, e Berlusconi e Putin dall'altro.
I primi due si erano visti qualche mese fa, in occasione dell'arrivo di Bush in una blindatissima Roma, ma erano ormai 4 anni, che un Papa non si recava negli States (ultima visita di Woytila nel giugno 2004). Un rapporto negli ultimi anni raffreddatosi dopo lo scandalo dei vescovi pedofili e la guerra in Iraq. Ma gli USA, come del resto in tanti altri campi, si mostra anche di fronte alla Religione cristiana con due estremi: da un lato una forte laicità delle istituzioni e la promozione delle libertà individuali; dall'altro un forte radicalismo di certi valori cristiani, ben incarnati negli ultimi anni dalla politica di Bush. Insomma, il Papa è stato accolto con tutti gli onori del caso e si è trovato a suo agio; perdendo però forse d'occhio quelle che sono le colpe degli USA, da un bel pò di tempo: guerre in nome della democrazia, che di fatto però violano sovente i diritti umani e la sovranità del popolo degli Stati nel quale si agisce; la cecità, di contro, verso altri conflitti etnici sparsi per il Mondo che stanno distruggendo intere culture ed etnie; la pratica della pena di morte; una Chiesa cattolica che in America sembra avere più la forma di una fede settaria, anzichè un'istituzione punto di riferimento per i fedeli.
Si ritrovano anche Berlusconi e Putin che il cattivo Prodi aveva diviso, anche se solo per un paio d'anni. Il Premier russo è arrivato in Sardegna, sicuro dell'appoggio del Cavaliere, soprattutto per quanto riguarda due temi di fondamentale importanza: il rapporto complicato sia con la Comunità europea, sia con gli USA. Nell'incontro è balzata anche fuori l'ipotesi di una possibile entrata nella trattativa per Alitalia, della compagnia russa "Aeroflot", cosa che se fosse stata fatta dal Governo Prodi, la sua parte politica avrebbe gridato all'invasione comunista nella nostra economia!
Ma nella prima uscita di politica estera di questa nuova legislatura, anche se ancora ufficiosa visto che Berlusconi deve ancora ottenere l'investitura del Parlamento, il Cavaliere recita la prima scenetta, fingendo di mitragliare una giornalista che aveva fatto a Putin una domanda sulla sua vita privata, mentre il Presidente russo annuiva al gesto. Del resto, durante la sua carica, egli ha davvero trattato così i giornalisti "scomodi", non certo fingendo con le mani.
Insomma ci risiamo...ma gli italiani hanno scelto, c'è poco da dire.


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venerdì, 18 aprile 2008

SINISTRA, ANNO ZERO

Con le ultime elezioni politiche la sinistra è stata estromessa dal Parlamento. Una bocciatura impietosa, proprio quando 60 anni fa un comunista, Umberto Terracini,firmava la Costituzione, sancendo di fatti la partecipazione attiva del PCI alla concretizzazione della Repubblica italiana.

Cosa è successo in 60 anni? Cosa ha portato la sinistra italiana a sparire dal Parlamento? Sicuramente, oltre agli eventi italiani che ne hanno disorientato l’identità (crollo dei regimi comunisti in primis), un evento che fa da punto di origine di questo lento ed inesorabile declino, è stato senza dubbio il sequestro di Moro da parte delle Brigate rosse (anche se vi sono ombre di responsabilità da parte dei servizi segreti americani), evento questo che tra qualche giorno compierà 30 anni. Da allora la possibilità di vedere il PCI al Governo, una missione che la politica diplomatica di Berlinguer stava facendo concretizzare (già nel ’76 il PCI dava un sostegno esterno alla DC), si è lentamente allontanata, perdendo di fatti gradualmente consensi.

L’ultimo tentativo di modernizzare la sinistra, tramite il progetto della Sinistra arcobaleno, non ha attratto l’elettorato, anzi ne ha fatto perdere molti consensi: se nel 2006 i partiti che ne fanno parte hanno avuto circa il 12% dei consensi, andando insieme sono arrivati a mala pena ad un terzo di questi:  il 3%; non superando nemmeno la soglia per la Camera. Dove è finito il restante 9%?! In parte, ma solo minima, è finita al PD al Senato per contrastare Berlusconi (anche in virtù del fatto che al Senato la soglia difficilmente sarebbe stata superata dalla SA); una parte all’Italia dei valori, tra coloro che volevano contrastare il Cavaliere senza però dare il proprio voto al PD o perché magari hanno visto le loro istanze meglio rappresentate da Di Pietro: una lotta a Berlusconi fatta non di ideologismo ma di fatti documentati; ma credo che il grosso dei voti, al Nord, sia finito alla Lega, che di fatti ha sfondato con un 9%. Ormai la sinistra massimalista al Nord non attecchisce più, in quanto la Lega oggi rappresenta il punto di riferimento nelle fabbriche sia per gli imprenditori che per gli operai.

Drammatico epilogo per il Partito socialista, che non ha raggiunto nemmeno l’1% dei consensi. L’elettorato credo abbia scelto il PD. Il Parlamento così perde una vera forza laica e riformista, l’unica rimasta dopo la scomparsa effettiva del Partito Radicale. Lo PSI non si è mai veramente ripreso dal dopo Tangentopoli, essendo una buona parte del partito (l’ala craxiana) confluita in Forza italia, una minima parte nei DS e i rimasti, a mala pena superavano il 2% alle elezioni. Un peccato è stata anche la fine del progetto della “Rosa nel pugno” che rappresentava un vero progetto laico e riformista; ma come succede sempre in Italia, ognuno vuole crearsi il proprio partitino e il proprio spazio. E la storia ha punito sia socialisti che radicali.

Quali sono le cause di questa clamorosa debacle? Sicuramente l’aver comunicato alle persone i soliti discorsi impregnati di idealismo, perbenismo e un pizzico di marxismo, ma che sono stati sorclassati dai messaggi “di pancia” della Lega o dal fumo negli occhi di Berlusconi.

Cosa deve fare ora la sinistra per riemergere? Bé visto che le ultime elezioni hanno agito per i partiti che la formano, come la “livella di Totò” (dove la morte mette sullo stesso ricco e povero), tutti si trovano a ripartire da 0, dai comunisti più restii a rinunciare alla falce e martello, a chi ha provato a rimuoverli, fino ai socialisti, a questi non resta che unirsi e formare un soggetto unico. Superando ormai antiquate divisioni, come tra comunisti e socialisti, o tra comunisti stessi, come tra Sinistra arcobaleno, e i partiti di Ferrando e la D’Angeli. Ma a quanto pare, almeno stando alle prime dichiarazioni a caldo, sembra proprio che si vada sempre verso la spaccatura. Infatti, il PdCI sembra voler uscire dalla SA per riprendere la falce e martello, almeno stando alle dichiarazioni di Diliberto e Rizzo, e pare che saranno seguiti da alcuni di Rifondazione; come se tutto si riducesse ad una questione di simboli per attirare i vecchietti nostalgici. I Verdi pure rivogliono il loro simbolo ecologista; grossa parte di Rifondazione comunista e Sinistra democratica vogliono invece continuare col progetto della Sinistra arcobaleno. I socialisti, infine, continuano a ritenere Veltroni e il poco spazio televisivo, causa della loro grave sconfitta.

Insomma, il Cavaliere ha ottenuto ciò che voleva: una frammentazione della sinistra italiana e quindi la sua sostanziale scomparsa, costringendola a modernizzarsi, a cercare ostinatamente di “adeguarsi ai tempi”, ma di fatto, non sapendolo fare, ha finito per perdersi definitivamente.

 


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