Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Politicamente mi reputo un laico-riformista.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
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lunedì, 30 giugno 2008

LA SPAGNA VINCE GLI EUROPEI

La nazionale di calcio spagnola ha vinto i campionati Europei di calcio.
Una vittoria meritata, avendo la squadra superato senza problemi il girone davanti alla sorprendente Russia, la Svezia che oltre ad Ibrahimovic aveva poco altro, e la Grecia, che ha dimostrato ancora una volta, quanto sia stato un caso la vittoria di questa competizione 4 anni fa. Ai quarti, ahinoi, ha eliminato la nostra nazionale (anche se solo ai rigori); alle semifinali ha ritrovato e battuto la Russia, spegnendo facilmente il bel gioco espresso fino a quel momento da quella squadra; in finale ha battuto la Germania. Squadra che io invece vedevo come vincitrice finale.
Ai risultati le "furie rosse" iberiche hanno anche abbinato un bel gioco, fluido e spettacolare, ma soprattutto (e questa è la vera novità), anche concreto. A differenza di ciò che hanno fatto vedere negli ultimi anni. E il ct Aragones, a ben 70 anni, si appresta a vivere una nuova avventura: allenerà il Galatasaray.
Ritornando alla nostra nazionale, fa ancora più strano vedere rimosso Donadoni, visto che ha perso contro i campioni solo ai rigori; a differenza di tutte le altre avversarie degli iberici, che non sono riuscite a contrapporsi. E poi addirittura c'è stato il ritorno di Lippi...Vabbè.
Bando alle polemiche, complimenti agli spagnoli.



| Categoria: calcio |

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domenica, 29 giugno 2008

STESSA STORIA, STESSO POSTO, STESSO BAR

Il copione è il solito. Di Pietro attacca le leggi ad personam di Berlusconi; il Presidente della Repubblica invita tutti alla calma e al dialogo.
Stavolta l’ex PM ci è andato giù duro, giudicando il Cavaliere un “magnaccia” che si preoccupa di piazzare le veline in Rai. Si riferisce ovviamente alle intercettazioni telefoniche, il quale utilizzo il Premier vuole limitare; in particolare, ancora quelle riguardanti Berlusconi e Saccà.
E’ vero, forse Di Pietro questa volta è stato troppo duro nelle parole. Ma in fondo non fa altro che usare le stesse “armi” del suo rivale politico, che ha il vantaggio però, non da poco, di essere Capo di una maggioranza con 100 deputati e 30 senatori in più. Insomma, può approvare facilmente ciò che vuole. Mentre l’ex PM, a parte proporre qualche emendamento e disegno di legge, non può fare molto altro, dall’alto dei suoi meno di 50 parlamentari. Non è nemmeno aiutato più di tanto dal Partito democratico, spesso troppo ambiguo in tema di giustizia; perché in fondo, qualche “gatto e volpe” nel proprio schieramento, ce l’ha pure lui.
E il Presidente della Repubblica cosa fa? Tra un incontro e l’altro con altri capi di Stato di altri Paesi, ora qui in Italia (magari proprio a Napoli, ovviamente laddove la malapolitica non ha lasciato tracce di monnezza), ora nei loro Paesi d’origine, invita tutti alla calma e al dialogo; non accorgendosi, o per meglio dire, facendo finta di non accorgersi, di quale anomalia sta vivendo il nostro Paese da 15 anni a questa parte.
Ma in fondo, la Costituzione gli riconosce sempre meno poteri. Solo quello di correggere decreti da rispedire al mittente. E allora perché non instaurare anche qui una Repubblica Presidenziale alla francese? E magari le sue funzioni “formali” diplomatiche le lasciamo al Presidente del Senato, o al Ministro degli esteri? Almeno non dovremo sorbirci un settantenne o un ottantenne che dice cose banali ed ovvie; oltre a doverci sorbarcare le sue spese di viaggio e di professionale mondanità in generale.
Chi mi legge spesso, mi troverà noioso perché sono cose che dico sempre. E me ne scuso. Ma ogni qualvolta si verificano questi episodi, si riapre una ferita “politica”.

 


| Categoria: politica, giustizia |

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venerdì, 27 giugno 2008

PECORE NERE RIENTRATE NEL GREGGE

La giustizia italiana è lenta. Troppo. Tanto lenta da lasciar marcire in carcere persone in attesa di processo, o all’incontrario, farle uscire dal carcere benché pericolosissime e con numerosi presunti omicidi alle spalle.
Sono stati scarcerati di fatto, Armando Libergolis, allevatore trentatreenne di Manfredonia, accusato di cinque omicidi e traffico di droga; Giovanni Cirella, sul cui capo pende l’accusa di un omicidio e di associazione mafiosa; Vincenzo Padula accusato “solo” di spaccio.
Tra un mese sarà scarcerato anche Franco Libergolis, fratello del già libero Armando, e Gennaro Giovanditto, accusato di ben 13 omicidi. E sapete perchè si è arrivati a ciò? Solo perchè chi di dovere non ha scritto in tempo le motivazioni della possibile condanna.
Tali pecorelle smarrite, ora libere, sono tutte protagoniste della “Faida del Gargano”, che ha come protagoniste due famiglie di Monte Sant’Angelo, i Primosa e gli Alfieri, ed ha prodotto nel corso di una trentina d’anni, 35 omicidi. Il tutto in un paese di 16mila anime. La faida iniziò quando trent’anni fa venne ucciso Lorenzo Ricucci, a causa di un litigio per un appezzamento di terreno. Ricucci, vicino alla famiglia Primosa, è il primo morto: ne seguiranno altre decine, in quella che venne chiamata anche la “Faida dei pastori”.
Mentre il sistema giudiziario italiano regala queste perle, la politica cosa fa? Due anni fa, approvò l’indulto: un modo studiato “ad hoc” per scarcerare qualche “mariuolo” (per dirla alla Craxi) amico di qualche potente; oltre a far uscire di carcere tanti delinquenti, di cui più di uno su 10 è rientrato quasi subito. Oggi invece congela i processi per reati la cui pena prevista è inferiore ai 10 anni commessi entro il 30 giugno 2006, e tra questi ne beneficerebbe, guarda caso, proprio il Presidente del Consiglio. Oppure vuole limitare l’utilizzo dello strumento delle intercettazioni, che ha stanato vari reati; guarda caso ancora una volta riguardanti anche il nostro Premier.
Insomma, se proprio la burocrazia giurisdizionale è così lenta, almeno per tenere civilmente in “stand-by” chi attende un giudizio, si potrebbe utilizzare il braccialetto “elettronico”, per controllare via satellite i movimenti dell’indagato. Ovviamente fatto di un materiale difficilmente distruttibile. Oltre poi alla costruzione di nuove carceri, e alla riforma del codice penale, per modificare le pene di reati sovrapuniti ed altri sottopuniti.


| Categoria: politica, giustizia, attualità |

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giovedì, 26 giugno 2008

MEGLIO PARLARE D'ALTRO...

Si lo so, forse ho il dovere di parlare dell’approvazione in Parlamento della norma “salva-Premier” o della cacciata di Donadoni, con il ritorno di Lippi. Ma non mi va di farlo, rischiando di venire meno al ruolo di questo Blog, ossia quello di comunicarvi il mio punto di vista su un avvenimento che mi ha colpito particolarmente. Non mi va perché rischierei di annoiarvi con cose che in realtà ho già più volte scritto, soprattutto sull’attuale Governo, ma in parte anche sulla Nazionale.
Con la maggioranza che si ritrova, figuriamoci se Berlusconi non ne approfitterà per trovare, o per meglio dire continuare a trovare (visto che questo è il suo terzo Governo), tramite il mezzo del potere politico, il modo per proteggersi dai Magistrati politicizzati, che vogliono scovare i modi poco leciti che ha usato per arrivare lì dov’è. In fondo, in un mese d’insediamento, ci ha già provato con le intercettazioni, la “salva Rete4” e la “Salva Premier” appunto.
Oppure sulla cacciata di Donadoni, che da grande galantuomo qual è, ha rifiutato pure la congrua buonuscita di 500 milioni di euro. Certo, c’era una clausola nel contratto, per la quale se non fosse arrivato in finale, doveva mettersi da parte. Ma non dimentichiamo che, nonostante le varie defezioni e le rinunce alla nazionale di alcuni senatori, l’Italia è uscita per mano della Spagna (tra l’altro finalista) solo tramite rigori. E poi chi ritorna? Lippi; che forse è stato alla finestra in attesa di qualche proposta di qualche club che poi non è mai arrivata (si parlava di Milan, Napoli, Sampdoria, estero); ma soprattutto di uno che non ha mai risposto delle proprie responsabilità nello scandalo Juve e GEA. Ora capite perché ho poca voglia di parlare di queste cose?
Vorrei scrivere invece due righe sulla morte di Claudio Capone, attore ma soprattutto doppiatore, che ha dato la voce, tra gli altri, a Luke Skywalker nella saga di 'Guerre Stellari', Stephen Fry nel film 'Wild'', Francesco Giuseppe nella trilogia di 'Sissi' e Don Johnson nel telefilm 'Miami Vice'. Ma era noto ai più per aver doppiato il personaggio di Ridge nella Soap “Beautiful”, e la voce fuori campo di Superquark.
Capone è morto improvvisamente, lunedì sera, mentre era in Scozia per lavoro. Aveva solo 55 anni.
Se ne va così un pezzo della mia infanzia, visto che le donne di casa seguono Beautiful da quasi vent’anni ormai, e mio padre non si è mai perso una puntata di Superquark. Insomma, la voce di Capone rimbomberà dentro di me per un po’ di anni. Addio.


| Categoria: politica, calcio, giustizia, mass-media |

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martedì, 24 giugno 2008

L'ITALIA DA L'ADDIO ALL'EUROPEO

Perdendo ai rigori con la Spagna, la nazionale di calcio italiana è stata eliminata dagli europei. Forse in questa nazionale solo in pochi ci credevano, avendo ancora la pancia piena per la recente vittoria ai Mondiali del 2006. Donadoni non è mai stato amato veramente, perché molti avevano ancora in testa Lippi. A me Lippi non è mai stato simpatico, soprattutto quando dichiarò, qualche anno dopo la sua disastrosa esperienza all’Inter, che in quegli anni stava pensando ancora alla Juve. Bene, chissà se pensava alla “vecchia signora” anche quando in banca ritirava i miliardi che gli stavamo pagando, nonostante il suo lavoro poco proficuo, vabbè.
Eppure Donadoni trasmette decisione e serietà, anche se credo sia stato scelto come CT “di transizione”, tra un Mondiale vinto e il successivo; si sa che tutti avevano ancora in testa gli eroi di Berlino e nessun allenatore di carisma ci avrebbe messo la faccia. Ammesso che di liberi ce ne erano. A me non pare. Adesso si parla insistentemente di un Lippi II, anche se Roberto, persona seria, dice di non volersene andare. Non vuole essere di certo usato.
Tornando alla nazionale, contro la Spagna ha pesato l’assenza di Pirlo. Un giocatore sempre importante, ma su cui Donadoni ha forse concentrato eccessivamente l’impostazione del gioco, tant’è che senza di lui il gioco è consistito soprattutto in lanci lunghi dei difensori per la testa di Toni, sovente anticipato. Aquilani che lo doveva sostituire non ha avuto personalità, dall’alto della sua scarsa esperienza internazionale dovuta alla giovane età. Per il resto, la squadra ha sfruttato poco le fasce, pensando più a coprire che a offendere; e lo stesso Cassano è stato meno vivace del solito. Toni, poi, è stato anche domenica sera lontano parente del bomber che conosciamo.
Al di là dei nostri demeriti, bisogna comunque dire che abbiamo incontrato una delle squadre favorite; una Spagna che, oltre ad avere le qualità tecniche sempre dimostrate in ogni competizione, questa volta è dotata anche di concretezza in attacco. A dire il vero, credevo che anche la Spagna, come avevo previsto per Olanda e Portogallo, si sarebbe sciolta dopo i gironi; invece ha resistito.
La squadra che avevo pronosticato come possibile vincente insieme all’Italia, ossia la Germania, continua il suo cammino. Le altre semifinaliste sono la sorprendente Russia, che abbina un gioco spumeggiante a concretezza in fase di realizzazione, e la Turchia, che pare stia sempre per essere eliminata, invece risorge sempre.

Ritornando alla nostra nazionale, riporto qui di seguito i miei voti complessivi a tutti coloro che hanno giocato in queste 4 partite:

-         BUFFON: 6,5

-         BARZAGLI: 4,5

-         CHIELLINI: 8

-         GROSSO: 6,5

-         MATERAZZI: 4

-         PANUCCI: 6,5

-         ZAMBROTTA: 6

-         AMBROSINI: 5,5

-         AQUILANI: 4,5

-         CAMORANESI: 5,5

-         DE ROSSI: 7

-         GATTUSO: 6

-         PERROTTA: 5

-         PIRLO: 7

-         CASSANO: 6

-         DEL PIERO: 5,5

-         DI NATALE: 5

-         TONI: 4,5


| Categoria: calcio |

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lunedì, 23 giugno 2008

BERLUSCONI, PROVE DI PAPATO?

Domenica scorsa il Premier, a Porto Rotondo (nella sua cara Sardegna dove ama trascorrere le vacanze estive e i giorni mondani durante l’anno), nel corso della messa d’inaugurazione del campanile della chiesa di San Lorenzo, al momento del rito dell’eucarestia, ha chiesto al Vescovo Sanguinetti facente la funzione, quando cambieranno la regola per la quale i divorziati non possono ricevere l’ostia.
Tutta la platea sorride, compreso il Vescovo. Del resto Berlusconi si trova a suo agio, tra ricchi e pseudo-fedeli, quelli che magari lo stimano e lo votano, contro i cattivi e diabolici comunisti. Di fatto, dopo la messa, il Cavaliere si è lasciato andare al suo solito mini-show, fatto di battutine e promesse. Stavolta senza bandana, come quattro anni fa, ma con un panama bianco (almeno il colore lo ha confermato).
Che il Cavaliere stesse pensando alla scalata al soglio pontificio? O semplicemente ad una legge ad personam anche a livello religioso? Chissà…


| Categoria: politica, religione |

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domenica, 22 giugno 2008

TRACCE D'INCOMPETENZA

Come tutti sapete, soprattutto chi li sta svolgendo, da quasi una settimana sono partiti gli esami di maturità; che come ogni anno regalano ansie, timori e stress per gli studenti, una riduzione delle vacanze per i professori, ma anche qualche gaffe da parte di chi ha preparato le prove d’esame…
Esordio negativo già nella prima prova, quando il primo errore è stato rilevato nel quesito sui versi di Montale, che chiedeva considerazioni su una donna a cui l’autore avrebbe dedicato il brano, quando in realtà lo dedicò ad un uomo.
Nelle seconde prove scritte, un errore è stato commesso in quella riservata agli Istituti tecnici per il turismo: il testo dell'esame d'inglese si sarebbe dimostrato frutto di una traduzione affrettata e poco corretta. In qualche caso i commissari di inglese, quest'anno in prevalenza interni, che hanno letto la traccia si sono sentiti in dovere di integrare il testo con delle parole chiarificatrici aggiunte a penna.
Ma anche in quella di greco al liceo classico, dove nel testo “Luciano di Samosata” è stata riscontrata la mancanza di una parola determinante ai fini della traduzione e della comprensione generale del brano.
Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che non ha certo esordito bene, ha dichiarato che è necessario chiedere scusa agli studenti, già provati psicologicamente dalle prove. Ed è passata anche ai fatti, poiché nel giro di poche ore, ha silurato l'ispettrice Caterina Petruzzi, responsabile del team che elabora le prove d'esame. Al suo posto Gelmini ha nominato Luciano Favoni, nuovo Presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato. Si stanno pensando anche a delle sanzioni per i responsabili.

Ora agli studenti non resta che affrontare la terza prova e gli orali…Sperando di non incorrere ancora in qualche altra gaffe di chi di dovere…Perché la “notte prima degli esami” è già dura di per sé…
In bocca al lupo a tutti i diplomandi!


| Categoria: attualità |

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venerdì, 20 giugno 2008

PROCESSO SPARTACUS...DURO COLPO AI CASALESI

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato le 16 condanne all'ergastolo per i boss del clan camorristico campano dei Casalesi.

Carcere a vita, dunque, per Francesco Schiavone, 55 anni detto Sandokan; Francesco Bidognetti, soprannominato Cicciotto 'e mezzanotte; per i boss latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine; ma anche a Giuseppe Caterino, Mario Caterino (latitante), Cipriano D'Alessandro, Giuseppe Diana (latitante condannato in primo grado a nove anni), Enrico Martinelli, Sebastiano Panaro, Giuseppe Russo, Francesco Schiavone, detto 'Cicciariello', Walter Schiavone, Luigi Venosa, Vincenzo Zagaria e Alfredo Zara. Pena ridotta per Giuseppe Russo che nel 2005 è stato condannato all'ergastolo e ora a 30 anni. Per altri 13 imputati condanne comprese tra i 2 e 30 anni di reclusione.
Si conclude con questa sentenza il “Processo Spartacus”, iniziato il 1^ luglio 1998 nella Corte D'Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e che ha preso forma in seguito alle indagini condotte dal 1993 dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il processo penale è poi terminato in primo grado il 15 settembre 2005 con 95 condanne e 21 assoluzioni. Altri dieci imputati sono deceduti prima della conclusione del dibattimento. Il 16 giugno 2008 si è svolta l'ultima udienza del processo d'appello.

Tra i presenti in tribunale vi era anche lo scrittore Roberto Saviano, che come è noto a tutti ormai, ha descritto le malefatte dei Casalesi nel suo libro “Gomorra”, commentando ovviamente con soddisfazione la sentenza, dicendo che si tratta (e direi si deve trattare) però solo dell’inizio.
I cittadini di Casal di Principe, intervistati da varie emittenti televisive, non si sono invece pronunciati sulla sentenza. Sentono ancora forte la presenza della camorra sul loro territorio e forse una svolta in quelle terre, come nel resto del napoletano e casertano, si avrà con altre sensibili vittorie dello Stato sull’”antistato”, o se vogliamo su questa sorta di “stato parallelo”.


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giovedì, 19 giugno 2008

ITALIAN SOLDIER

Ieri, oltre all’emendamento già battezzato “Salva Premier”, è stato approvato al Senato quello relativo all’utilizzo di militari nelle città con compiti di: perlustrazione, pattugliamento e servizi di vigilanza ai siti e agli obiettivi sensibili, con funzioni di agenti di pubblica sicurezza.
Gli uomini scelti saranno reclutati preferibilmente tra Carabinieri oggi impegnati in compiti militari, o tra volontari delle Forze Armate addestrati per i compiti da svolgere.
L’opposizione grida allo scandalo, parlando di un inutile militarizzazione delle strade; parlando addirittura di un clima tipico di quello delle dittature sudamericane. Ma non dimentichi che, quando era al Governo (mi riferisco ovviamente al Partito democratico e all’Italia dei valori), pensò anch’essa all’utilizzo di forze militari in funzione di una maggiore sicurezza delle città esposte ad un maggiore rischio criminalità. Scelta che trovò il veto della sinistra massimalista.
Io non sono contrario a priori all’utilizzo dell’esercito per funzioni di pubblica sicurezza nei centri urbani. Purché il tutto sia svolto in termini di “razionalizzazione” delle forze utilizzate: sia di quelle già preposte ad un tale compito, ossia carabinieri e poliziotti, cercando di massimizzare la loro presenza nelle strade, soprattutto quelle più a rischio; sia degli stessi militari, che se proprio devono essere utilizzati in caso di insufficienza delle prime, almeno devono essere piazzati in quelle aree davvero necessitanti per degrado ed abbandono. Del resto, ho sempre pensato che sia meglio utilizzarli per questioni di ordine locale nel nostro Paese, anziché per guerre unilaterali decise dall’America.
Altrimenti il tutto ha solo un ruolo di facciata. Un po’ come quando il secondo Governo Berlusconi, inserì il “poliziotto di quartiere”, che doveva essere una sorta di agente all’americana, come quello che si vede nei telefilm americani appunto, che bussa alla porta di casa per chiederti se è tutto ok; ma che in realtà, o almeno stando a quelli che ho visto io in giro per il centro di Napoli, non facevano altro che una semplice “vasca” avanti e indietro per le strade, tra l’altro nelle zone meno a rischio.
Insomma, se proprio devono essere impiegati i militari, che lo siano in territori davvero a rischio. Ad esempio a Napoli, in zone quali Scampia, Secondigliano, Forcella, S.Giovanni, Ponticelli…per sradicare davvero la criminalità. Ma dubito che ciò avvenga per varie ragioni, alcune delle quali preferisco non scrivere.


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mercoledì, 18 giugno 2008

CAPPUCCETTO ROSSO HA SCOPERTO CHE QUELLA NON E’ LA NONNA, MA IL LUPO CATTIVO

Passa al Senato l’emendamento definito “Salva Premier”, che congela per un anno i processi relativi ai reati commessi fino al 30 giugno 2002. Per il Governo questo provvedimento serve per alleviare le fatiche della Giustizia italiana, ingolfata di processi da seguire.
Ma con questo provvedimento si sospende tra gli altri, quello relativo al tragico evento del G8 di Genova (morte di Carlo Giuliani), ma anche quello sulle orribili violenze nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto; processi attesi da sette anni. Ma la beffa principale è che mancano solo 2 mesi al verdetto sui 45 poliziotti, medici e agenti di polizia penitenziaria accusati per le aggressioni nella caserma di Bolzaneto, ed una stagione per conoscere le responsabilità di 29 tra funzionari e agenti di polizia sotto processo per l'irruzione alla Diaz.
Ma soprattutto si sospende il “processo Mills”, dove il Premier è accusato di “corruzione in atti giudiziari”, ossia un presunto pagamento a David Mills per ottenere da lui una testimonianza favorevole in un processo.
Mills,
ritenuto il creatore del sistema di società off-shore del gruppo televisivo, ha deposto negli anni in tre inchieste: sulle tangenti alla Guardia di Finanza; nel procedimento su All Iberian; nel processo Sme.
L’opposizione sceglie la strada dell’”Aventino”, lasciando il Parlamento, eccetto UDC e Radicali che votano contro. Ma se IDV da sempre ha avuto sospetti sull’attuale Governo e sulle sue principali intenzioni, ossia di fare gli interessi “di pochi”, il Partito democratico solo oggi ritiene necessaria una rottura del dialogo con la maggioranza, avendo sperato in un bipolarismo fatto di dialogo e collaborazione tra i due principali partiti. Un po’ come quando, nella favola di Cappuccetto rosso, quest’ultima scopre che quella nel letto non è la nonna, ma il lupo cattivo. Il cacciatore che corre a salvarlo potrebbe essere Di Pietro. Peccato che con i seggi che ha in Parlamento, ha un numero di colpi  irrisori.
Cosa si aspettavano Veltroni e i suoi? Che davvero l’attuale Governo li avrebbe resi partecipi delle loro decisioni, con la maggioranza che si ritrovano? Hanno perso anche quel minimo freno che offriva una formazione di centro come l’UDC. E che fine hanno fatto le accuse dei membri di Alleanza Nazionale?! Quelli che negli ultimi mesi del 2007 avevano detto di aver approvato, quando erano maggioranza nel precedente Governo Berlusconi, leggi palesemente favorevoli a pochi. Ricordo benissimo i discorsi di Fini, o una memorabile litigata a “Porta a Porta” tra La Russa e Bonaiuti.
Siamo davvero messi male. Abbiamo una maggioranza che fa squadra intorno al suo Premier e alle sue vicende personali. Tutto facilitato dalla suddetta sparizione di An confluita in Forza Italia, e da una Lega, alla quale interessa solo il Federalismo. Oltre che da una netta maggioranza, costruita “ad hoc” mediante una riforma elettorale che ha dato un ruolo decisivo ai voti su base Regionale per l’assegnazione dei seggi in Senato, consapevoli che la Lega al Nord avrebbe sfondato o che in alcune regioni del sud, il Popolo delle Libertà avrebbe stravinto, come la mia Campania o in Sicilia.


| Categoria: politica, giustizia |

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