Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
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Mancano ormai poco più di 2 mesi alle elezioni presidenziali americane, e i due principali candidati scelgono i loro vice. Una scelta molto pesante, dato che i Presidenti solitamente scelgono dei personaggi che possano accattivare altre fette di elettorato o rimarcare la propria linea politica.
Il primo caso sembra quello di Barack Obama, leader democratico che ha scelto come proprio leader Joe Biden, uomo esperto di politica estera, essendo di fatto, presidente della Commissione per i rapporti internazionali, oltre che da 36 anni senatore dello Stato del Delaware. Tuttavia, i media non hanno perso tempo nel rimarcare la gaffe che Biden fece l’anno scorso commentando la candidatura di Obama, definendolo il primo afro-americano di successo capace di parlare in modo pulito e articolato. Un’offesa a tutti gli afro-americani insomma, che tra l’altro dovrebbero costituire un’importante fetta dell’elettorato di Barack.
La scelta di Biden come dicevo all’inizio, è mirata a convincere anche una parte dell’elettorato cattolico americano, di solito più orientato verso i Repubblicani (da sempre più conservatori su certi temi), essendo egli membro da metà anni ‘70 della Roman Catholic Church, nonché di convincere anche i cittadini più in là con gli anni, essendo un politico di vecchio corso (tentò l’approdo alla Casa Bianca già nel 1988), ed essendo Obama comunque giovane, e quindi magari soggetto a qualche pregiudizio (da sommare purtroppo a quello più grave sul colore della pelle).
Il secondo caso, quello cioè propenso a rimarcare la propria linea politica, è quello scelto dal leader John McCain, che ha scelto l’aggressiva Sarah Palin, 44 anni, governatrice dell'Alaska. Parlo di rimarcazione di certe idee politiche, poiché la Palin è antiabortista convinta (ha da poco avuto il quinto figlio, pur sapendo che era affetto da sindrome di Down), membro del National Rifle Association, a favore della pena di morte e contraria ai matrimoni gay. E’ inoltre sostenitrice dell’energia petrolifera, essendo tra l’altro Presidente dell’ ”Alaska Oil Gas Conservation Commission”. Insomma, tutti valori squisitamente repubblicani.
Inoltre, potrebbe ben ammiccare le elettrici femminili, essendo lei uno stereotipo della donna americana che tutte vorrebbero essere: madre di 5 figli ma anche donna in carriera, un passato da sportiva (correva la maratona), vincitrice di gare di bellezza locali (lo scorso anno ha posato per Vogue); mentre dall’altro lato vi è una Hillary Clinton uscita sconfitta dalle primarie e ormai forse sempre meno donna nuova della politica americana, essendo sulla scena da 15 anni, senza però raggiungere mai la vetta più alta (anche se qualcuno già immagina una sfida tra sole donne tra 4 anni, ossia tra loro due).
Assisteremo ad un’ultima fase della campagna elettorale molto accesa e sicuramente spettacolarizzati al massimo. Una campagna sicuramente più avvincente ed interessante delle ultime due, dove Bush ebbe gioco facile: con la brutta copia di Clinton prima, ossia Gore, e la sua stessa copia poi, ossia Kerry.
Sinceramente non credo che Obama possa cambiare il Mondo come invece fanno in tanti. L’America ha un sistema socio-economico manovrato dalle lobbies, che può essere cambiato solo nei decenni. Tuttavia, le future idee repubblicane sono state disvelate con la candidatura della Palin come Vice di McCain. E visto che esse sono molto lontane dalle mie, spero che vinca Obama. Per il solito discorso del meno peggio, che però tanto odio.

Con gli anticipi Udinese-Palermo di oggi pomeriggio e Sampdoria-Inter di stasera, torna il Campionato di Serie A. Un campionato che rischiava di non essere visto in chiaro, poiché l’accordo tra Rai e Lega è arrivato solo giovedì scorso, data la distanza tra la richiesta della Lega calcio e l’offerta delle emittenti televisive (una distanza di circa 50 milioni di euro). I diritti televisivi tornano così alla Rai, con il ritorno di storiche trasmissioni quali “90^ minuto”, “La Domenica Sportiva” e, per la radio, ''Tutto il calcio minuto per minuto''. Sarà trasmesso comunque Controcampo, in serata, come ai primi tempi. Una notizia che personalmente fa piacere, poiché ogni qualvolta vedevo Controcampo (anche se nell’ultimo anno pochissimo avendo attivato il Premium), notavo il distacco di professionalità tra la storica trasmissione della Rai, 90^ minuto, e quest’ultima, basata principalmente su un talk-show e spettacolarizzazione del dibattito, anziché su una disamina seria della giornata calcistica; anche se, il distacco si notò soprattutto nel primo anno nel quale i diritti andarono a Mediaset (3 anni fa), forse per una ancora scarsa preparazione della rete al tipo di programma (ricordo le prime puntate basate soprattutto sulle battute di Bonolis e della Gialappa’s).
Una nota negativa sento di doverla fare anche all’offerta Premium, quest’anno maggiorata di 50 euro (l’anno scorso pagai 129, quest’anno 179), con la scusante di aver aggiunto altri 4 canali nel pacchetto, da dover accettare comunque, anche se magari non saranno visti (del resto tali canali propongono spesso film già trasmessi in chiaro, o magari dal Cinema ma 4-5 anni fa, oppure film mediocri per la TV, oltre ad una marea di serial TV). E rispetto a Sky (che comunque si paga di più), offre una minore qualità audio-video delle partite, oltre ad un segnale non sempre impeccabile (anzi in diverse zone del Paese non arriva affatto).
Lasciando stare la questione mediatica (che comunque per tale sport ha ormai un aspetto fondamentale), giungiamo finalmente a parlare dell’aspetto tecnico del Campionato, iniziando proprio dai campioni in carica, ossia l’Inter. Dopo tre anni di successi con Mancini, la società ha deciso di esonerarlo, forse per non smentire la propria vena nel cambiare sovente allenatore, ma forse e soprattutto perché, dopo la sparata del tecnico di Jesi dopo l’eliminazione della squadra in Champions in conferenza stampa e le varie litigate con alcuni giocatori durante la stagione, era giusto così. O se ne andava lui o se ne andavano 4-5 campioni. La scelta è caduta su Mourinho, che a livello caratteriale è molto simile a lui, ma ha dimostrato una maggiore capacità di gestire le squadre in Champions; e quindi forse la scelta su di lui è stata proprio orientata dalla volontà del club di vincere la coppa (che ormai manca da più di 40 anni), nonché da una maggiore capacità del tecnico di farsi rispettare nello spogliatoio (come già dimostrano questi primi giorni a Milano). Tra i nuovi acquisti, spiccano Mancini, che dopo qualche incomprensione con Totti e Spalletti era ormai deciso ad andarsene, e Muntari, centrocampista dalle grandi potenzialità, già dimostrate nella finale di Supercoppa, vinta dai nerazzurri contro la Roma. Per il resto, la squadra è rimasta pressoché la stessa.
La squadra che meglio vedo come anti-Inter è la Juventus, che dopo l’ottimo ritorno in A dello scorso campionato (dopo il terremoto di calciopoli), ha acquistato Amauri e ha deciso di tenere un talento autentico del calcio italiano, Giovinco. La squadra di Ranieri è già rodata, e sicuramente si appresta ad essere tra le favorite del campionato.
Tra le favorite non possono mancare Roma e Milan. La prima, dopo la cessione di Mancini, ha acquistato in attacco la giovane promessa francese Menez e dal Real Madrid Baptista, e sicuramente la squadra di Spalletti farà bella figura anche quest’anno, avendo un gioco tattico ormai entrato nel DNA della squadra, sperando sempre nella buona stagione del suo giocatore simbolo Totti, e nel veloce inserimento dei nuovi acquisti
La seconda, il Milan, entra tra i favoriti soprattutto per l’alta potenzialità del suo attacco, soprattutto per l’acquisto di Ronaldinho (del quale però bisognerà valutare la capacità di integrarsi nel nostro campionato) e il ritorno di Shevchenko, oltre ai già noti Kakà, Pato, Seedorf, e un giocatore che rischia però di passare una stagione in soffitta se non va in prestito in qualche altro club, ossia Borriello; e poi c’è sempre Ronaldo, che però salvo miracoli, resterà solo un grande nome da scrivere tra gli indisponibili. Buono anche l’acquisto di Flamini a centrocampo, mentre resta un’incognita la difesa, con Zambrotta che non proviene certo da una stagione felice con il Barça, e i soliti Nesta, Maldini e Kaladze, che non danno garanzie dal punto di vista atletico, oltre ai 3 portieri che invece non danno garanzie dal punto di vista tecnico.
Una squadra che sicuramente potrebbe inserirsi tra le grandi è la Fiorentina, che dopo la bella prestazione nello scorso campionato (piazzandosi al 4^ posto), quest’anno si è ulteriormente rinforzata con l’acquisto di Zauri, Vargas, Gilardino e Almiron. Mentre a ridosso delle grandi si attestano Sampdoria, Napoli, Lazio, Palermo, Udinese, Genoa e Atalanta.
Le restanti 8 daranno vita ad un’entusiasmante lotta per non retrocedere, essendo più o meno tutte sullo stesso piano. Tra queste, sono felice per il ritorno in A del Bologna e quello rapido del Chievo (le altre sono Siena, Cagliari, Catania, Reggina, Torino e Lecce).
Doveroso è però anche scrivere due parole per la squadra russa dello Zenit, che oltre ad aver vinto a sorpresa la Coppa Uefa, ieri ha battuto i campioni d’Europa del Manchester, aggiudicandosi la SuperCoppa europea. Notizie che, in un Mondo del calcio sempre più basato sul business e sulla falsità, fanno piacere.
A tutti i tifosi auguro che la propria squadra faccia un ottimo campionato…mentre io grido FORZA INTER!
Quest’estate Tim e Vodafone hanno annunciato che applicheranno dei cambiamenti dei vecchi piani tariffari entro l’autunno, ossia degli aumenti. Il tutto, avvisando i clienti solo tramite un sms che rimanda ad un numero da chiamare per avere maggior informazioni, anche con la possibilità di cambiare operatore con il rimborso del credito restante sul proprio numero, qualora la nuova tariffa non piaccia al cliente.
Le associazioni dei consumatori hanno protestato per il modo poco chiaro con il quale le due compagnie telefoniche hanno agito; in particolare Altroconsumo denuncia che gli aumenti andranno da 49 fino a 83 euro all'anno; Adusbef e Federconsumatori chiedono maggiore regolarità e trasparenza nelle operazioni, il Codacons è addirittura ricorso al procuratore della Repubblica di Roma per maggiori chiarimenti sulla effettiva regolarità dell’operato delle due compagnie.
L’Antitrust (l’Autorità garante della concorrenza e del mercato) ha ravvisato gli estremi di pratiche commerciali ingannevoli e omissive, che potrebbero portare alla sospensione provvisoria delle stesse.
In effetti le compagnie telefoniche hanno subito trovato il modo per raggirare la legge Bersani che comporta l’eliminazione dei costi di ricarica, attraverso l’eliminazione di tagli inferiori ai 5 euro, e l’aumento delle tariffe. Purtroppo le compagnie telefoniche fanno ciò che vogliono, mentre le varie associazioni dei consumatori possono solo denunciare in modo postumo eventuali irregolarità, senza avere particolari poteri di contrattazione delle tariffe stesse.
Pagare un sms 15 centesimi mentre per l’azienda ha costi pari ad 1 centesimo per sms, oppure pagare mediamente più di un euro per una telefonata di 5 minuti, sono ottimi esempi che ci fanno capire quanto le compagnie telefoniche facciano i propri sporchi comodi; costringendoci magari per risparmiare, ad attivare tariffe prepagate, che comunque ci portano via decine di euro al mese senza farcene accorgere.
Lo spot della Vodafone dice “tutto intorno a te”. Ma non mi pare che avvisare i clienti dei rincari solo con un sms durante un periodo nel quale la maggior parte di essi è in vacanza, e magari poco si cura del messaggino arrivatogli perché ha altro a cui pensare, sia un modo per considerarli centrali per l’azienda.
Allora disse bene Beppe Grillo, quando consigliò a tutti i clienti di minacciare ogni tanto la propria compagnia telefonica di voler passare ad un altro operatore, cosicché le prime sparano offerte convenienti per convincerli a restare.

La Russia non ci sta a veder passare gli Stati che facevano parte del blocco sovietico quando era in vita l’URSS, nell’orbita occidentale, alias quella americana. E così ieri, il Presidente Dmitry Medvedev ha firmato un decreto che riconosce come Stati indipendenti le due regioni separatiste georgiane dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia. Ciò significa che, qualora questi ultimi fossero attaccati militarmente da altri stati (in special modo la Georgia, ovviamente intenzionata a riprendersele), i sovietici sarebbero pronti ad intervenire.
I Russi inoltre, lasciano trapelare anche un interessamento per altri Stati, un tempo regioni dell’URSS, quali l’Ucraina e la Moldova. Del resto Putin (che nella forma non è più Presidente, ma lo è nella sostanza), è un ex spia del KGB, e sente una forte nostalgia per l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, tanto da volerle ricostruire pezzo dopo pezzo. D’Altronde, vuole rispondere al tentativo americano di colonizzare il Medioriente e l’Africa centrale.
L’atteggiamento dei russi allontana così il dialogo con gli USA e i Paesi europei, tant’è che vi è un clima meno collaborazionista anche all’interno dell’ONU, e con la NATO. Organizzazioni, queste ultime, che mostrano in ogni crisi internazionale più o meno grave, la loro impotenza ed inutilità; soprattutto se ad essere coinvolta è una potenza economica, in questo caso la Russia.
Il mio pensiero però va soprattutto ai migliaia di profughi costretti a macinar Kilometri per lasciare le proprie abitazioni, in mete possibilmente più sicure. E così, mentre i grandi della Terra giocano alla guerra, a soffrire saranno sempre loro, i civili.
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Una canzone che mi sta accompagnando in queste vacanze estive, vuoi pure perché ci sono stato, è quella di Caparezza "Vieni a ballare in Puglia"...Una canzone che, dietro un'apparente ballata orecchiabile e divertente, nasconde una profonda e amara critica sociale, come del resto è sempre stato lo stile di Caparezza.
Questa canzone parla della Puglia, luogo di piacevole vacanza per i turisti, ma che nasconde numerosi problemi, tra cui inquinamento e sfruttamento degli operai...
Che effetto saperne il profondo significato e poi vederla ballare dalla gente nelle discoteche. Credo che ciò non era nelle originarie intenzioni di Caparezza, ma se l'ha lanciata nel periodo estivo, un pò se le cercata.
Una canzone che mi suscita nostalgia per i giorni trascorsi in Puglia, ma anche amarezza per una delle tante ferite che ha il nostro bel Paese...
Vi lascio il video, così vi fate un’idea in merito:
Si sono concluse le tanto contestate Olimpiadi di Pechino, che hanno suscitato indignazioni più o meno ipocrite (per evitare di essere ripetitivo su come la penso a riguardo, vi rinvio al post sull’argomento: http://lucascialo.splinder.com/post/18045322/COMINCIANO+LE+OLIMPIADI%E2%80%A6TRA+), ma fortunatamente anche qualche soddisfazione dal punto di vista prettamente sportivo.
L’Italia, per quanto riguarda la classifica del medagliere Oro, si è classificata nona, avendo vinto 8 medaglie d’oro, su un totale di 203 nazioni (prima la Cina, presentatasi al meglio in quasi tutte le competizioni, con 51 medaglie); stessa posizione se si guarda il totale delle medaglie vinte (mentre cambia la capolista, poiché gli USA hanno vinto 10 medaglie in più rispetto alla Cina, ossia 110 a 100).![]()
Ciò dimostra come l’Italia non sia solo calcio, ma vi sono tanti nostri connazionali appassionati di altri sport meno popolari, ma che necessitano di un sacrificio in molti casi anche superiore a quello richiesto dallo sport calcistico, ma con una risonanza mediatica e un guadagno di gran lunga inferiore.
Fa piacere constatare poi che, tra gli atleti premiati con la medaglia, ve ne sono tre campani, di cui due di Casoria, il mio Comune di residenza, e un ragazzo di Marcianise (distante una ventina di Km da qui). I primi due sono Mauro Sarmiento, medaglia d’argento nella disciplina del Taekwondo ed Enzo Picardi, medaglia di bronzo nel Pugilato (entrambi li ho conosciuti in età adolescenziale); il terzo, Clemente Russo, medaglia d’argento sempre nel pugilato in un’altra categoria. A loro vanno le mie congratulazioni, sperando che alle prossime Olimpiadi quelle medaglie diventino d’oro.
Da domani tutto ritornerà alla normalità in Cina. Quando si spegneranno definitivamente i riflettori sui giochi, i grandi della Terra torneranno a girare di nuovo la faccia dall’altra parte; la grande massa di cinesi tornerà ad essere sfruttata e qualcuno a sfruttare; la popolazione tibetana, nordcoreana e birmana tornerà ad essere uccisa.


L’Italia non perde mai tempo per farsi ridicolizzare dalla stampa estera. Stavolta è il giornale britannico “The indipendent” (da che pulpito poi viene la predica, proprio dalla Gran Bretagna, Paese bacchettone) a criticare l’Italia, in particolare per quanto riguarda le ordinanze che i sindaci di alcune città più o meno importanti, hanno emanato per salvaguardarle dal punto di vista della sicurezza, dell’etica, della cultura, ecc…
Il quotidiano, con un titolo che è tutto un programma: "Attenti, turisti: se è divertente, l’Italia ha una legge che lo proibisce", elenca varie leggi che a suo dire sono ridicole, avvertendo gli stranieri che rischiano multe salate per cose perfettamente legali in tutto il mondo esclusa la determinata città in cui si trovano. Ecco una sintesi della traduzione dell’articolo fatta dal sito Italiadallestero.info:
A Genova, è reato andare in giro con in mano una bottiglia di vino o una lattina di birra; a Roma invece se ci si stende sotto un pino o sulle scale di piazza di Spagna per berle, o semplicemente per mangiare un sandwich, e/o magari fare anche un pisolino.
Per i bagnanti sono previsti regolamenti severi: su una spiaggia di Olbia, in Sardegna, i fumatori rischiano una multa di 360€, mentre a livello nazionale, sono vietati i massaggi offerti dagli immigrati, per i possibili effetti nocivi dei “servizi estetici o terapeutici” offerti da persone “che non possiedono adeguata formazione o competenza”.
A Eraclea, vicino Venezia, i genitori devono controllare attentamente i propri bambini: i castelli di sabbia sono vietati perché “ostacolano il passaggio” lungo la battigia. I racchettoni ed altri giochi con palle sono proibiti in molte spiagge ed i nuotatori che si tuffano noncuranti in mare possono andare incontro a multe salate qualora non si trovino in “aree che lo permettano”.
E’ contro la legge a livello nazionale anche aggirarsi lontano dalla spiaggia indossando solo boxer o bikini.
La caccia alla streghe nazionale contro i venditori di borse contraffatte è stata rafforzata a Ostia, la spiaggia più popolare di Roma, attraverso l’uso di elicotteri in pattugliamento, rendendo l’esperienza della spiaggia italiana persino più infernale del solito.
Lontano dall’acqua, le cose non migliorano. A Novara due persone possono sedersi su una panchina di un parco, ma se una terza si unisce a loro dopo le 23, i tre stanno infrangendo la legge. A Viareggio possono sedersi sulle panchine tutte le persone per cui c’è posto, ma se uno di loro ci appoggia i piedi rischia una multa.
A Lucca, multe salate a chi offre briciole di pane per i piccioni.
La guerra all’accattonaggio è stata intrapresa da molte città; anche ad Assisi, la città di S. Francesco che proprio qui iniziò la sua vita religiosa come mendicante. Nella romantica città di Verona questa tendenza è stata portata fino alla sua logica conclusione: la confisca dei guadagni dei mendicanti. A Firenze adesso è illegale pulire i parabrezza delle automobili in coda ai semafori.


In una Campania già pesantemente colpita nell’immagine in modo negativo dall’emergenza rifiuti, nonché da una crisi economica generale che, sommata agli altissimi prezzi presentati quest’anno ai turisti (tra gli stranieri i più latitanti sono stati gli americani per il non conveniente cambio euro-dollaro) ha ridotto le presenze già in ribasso da anni di quest’ultimi, ci si mettono anche disfunzioni legate alla cattiva amministrazione di certe località di punta del turismo campano, quali la penisola sorrentina e la costiera amalfitana.
La prima, sommata a Capri, si è trovata in un’imbarazzante emergenza idrica durata in modo critico per circa una settimana, solo perché non si trovava un trasformatore che rimettesse alla normalità il servizio; ora la normalità, se pur lentamente, sembra essere ritornata, anche se resteranno senz’acqua ben 8 comuni del vesuviano fino a domenica (Massa di Somma, Nola, Ottaviano, Pollena Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant´Anastasia e Somma Vesuviana). Una vera vergogna insomma, visto che in disagio si sono trovate zone come Capri, Massa Lubrense, Sorrento e le frazioni a sé vicine, che ogni anno attirano (soprattutto l’isola) un discreto numero di turisti e che si mostrano una mosca bianca rispetto alla crisi turistica generale che colpisce molte zone campane. Un imbarazzo che si può definire internazionale per quanto riguarda Capri, visto che l’isola attira ancora molti turisti stranieri.
Situazione difficile anche per altre zone, come nel casertano e nell’avellinese.
Altro duro colpo al turismo è arrivato dalla chiusura della statale amalfitana, dovuta all’incendio di Ferragosto prima e la frana in località Crevano poi, nel comune di Furore. Disagi ovviamente per i residenti, ma anche per i turisti che si accingono a recarsi presso le strutture alberghiere o gli appartamenti prenotati in quella zona. Di fatto, gli albergatori e i commercianti già lamentano gravi perdite.
Un’altra stagione estiva probabilmente da dimenticare per la Campania. E ogni anno sento la morte nel cuore, perché mi piacerebbe che i tantissimi posti belli da visitare qui (diversi dei quali non conosco ancora), fossero gestiti con la cura che meritano. Ed invece: depuratori non funzionanti o malfunzionanti e fiumi inquinatissimi alla foce, lasciano ampi tratti di mare in uno stato impietoso; riduzione delle corse per treni, metro e autobus; diversi musei, palazzi e siti archeologici restano chiusi totalmente o parzialmente; tratti stradali strategici per raggiungere mete turistiche di spicco vengono lasciati ancora in manutenzione, se non chiusi totalmente; aumento incontrollato dei prezzi, che scoraggia il già incerto investimento per le vacanze delle famiglie o dei single; disservizi vari ed eventuali, come ad impianti idrici o elettrici; e chi più ne ha, più ne metta…
A volte basterebbe davvero poco per evitare imbarazzanti disagi e disfunzioni. Perché non occuparsi durante l’anno di risolvere problemi che, se trascurati, riemergeranno comunque prima o poi, magari sfortunatamente in estate, proprio davanti agli occhi dei turisti (vedi problemi idrici, elettrici, manutenzioni stradali, ecc…)?! Perché non affidare a privati (però con contratti di breve durata, come massimo 5 anni, ed a canoni giusti, non come quelli ridicoli per la gestione delle spiagge) siti archeologici, musei, palazzi, visto che lo Stato non ce la fa a gestirli, o per meglio dire, non è in grado?!
L’unico dato certo del turismo campano sarà quello negativo di settembre. A conferma di un trend negativo da anni che, se andrà in porto il federalismo, diventerà letale per una Regione che ha nel turismo, una delle ultime attività rimaste.

I divorzi stanno aumentando in modo considerevole anche in un Paese dalle forti radici cattoliche e tradizionaliste, come il nostro. Anche se non era mai successo che in una contesa tra genitori per l’affidamento di un figlio, vi entrassero anche ragioni politiche.
E’ successo a Catania, dove tra le ragioni che hanno portato l’affidamento di un sedicenne al padre poiché la madre non è ritenuta all’altezza, vi sono per i servizi sociali, anche motivi legati alla militanza del ragazzo al Circolo Tienanmen dei Giovani comunisti, comprovata con la fotocopia della tessera, anch’essa rientrante nel fascicolo per l’affidamento al padre.![]()
Secondo i servizi sociali, il circolo sarebbe frequentato da ragazzi poco di buono, che consumano alcolici e droghe leggere. Esponenti di Rifondazione e dei Comunisti italiani, parlano già di fascismo e di discriminazione politica, poiché non si può etichettare come pericoloso terrorista chi magari frequenta un circolo solo per scambiare quattro chiacchiere con dei coetanei, ascoltare e suonare musica, parlare di fatti di politica ed attualità, ecc…Secondo quanto dice il ragazzo, che dopo gli atteggiamenti del padre vuole essere affidato alla madre, il primo odia i comunisti, definendoli tutti drogati e alcolizzati, e avanza continue insinuazioni anche contro di lui, malgrado avrebbe fatto anche drug test per dimostrargli che non è così.
Ma allora si può sapere cosa si vuole dai giovani, soprattutto dagli adolescenti? Si dice spesso che se ne fregano della politica e di ciò che li circonda; ma poi quando si iscrivono a qualche circolo, vengono etichettati come dei terroristi in erba. Certo, i circoli politici possono anche essere nido per futuri terroristi, ma gli elementi pericolosi possono nascere ovunque, anche in casa, guardando i programmi dementi offerti da Mediaset. Perché se i circoli culturali spingono ad agire, i programmi TV spingono alla passività e all’inseguimento di valori materiali…e non so quale sia peggio.
E poi, è successo proprio in Sicilia, dove la destra ne ha combinate non poche…

Quando una guerra (anche se adesso si usa spesso il nomignolo di “missione di pace” per renderle meno preoccupanti comincia) comincia, man mano ci si dimentica di lei, anche perché dal suo inizio, sono scoppiate altre guerre in giro per il Mondo, così che i media tendono a trascurare le precedenti e dare spazio alle nuove. I talebani però, che, per chi si fosse illuso di una loro definitiva sconfitta, ogni tanto dimostrano di essere ancora attivi, in realtà ci aiutano a mantenere fresco il promemoria, ricordandoci che in Afghanistan c’è ancora una guerra in corso, iniziata quasi 7 anni fa e che pare non voglia proprio cessare. Del resto, non è facile ricordarsi di questa guerra, visto che nel frattempo ne sono iniziate, altre: Iraq, Cecenia, Libano, Ossezia del sud, le tante sparse in Africa…
Di fatto, in una loro imboscata nel distretto di Sarobi, a una cinquantina di chilometri a est di Kabul, lunedì scorso sono rimasti uccisi dieci soldati francesi e più di venti invece feriti. Sarkozy, che oggi ha fatto visita ai francesi impegnati lì, ha fatto sapere che l’impegno francese non subirà riduzioni, anzi è pronto ad inviare nuove unità, in difesa della democrazia Bè, le sue sono nobili intenzioni. Peccato però che anche l’Afghanistan sia interessato dal passaggio di un importante oleodotto, che una volta gestito, taglia fuori dai giochi la Russia dagli affari con gli europei (almeno per quanto riguarda questo lembo di terra); e che in questo Paese la presenza dei talebani è tutt’altro che scemata, e questo attentato ai francesi lo dimostra; mentre il nascente Governo filoamericano è ancora troppo debole da poter essere lasciato solo. Anzi, dato il clima d’astio interno dal quale è attorniato, difficilmente potrà spiccare il volo verso una totale indipendenza ed autoefficienza.
