Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
Cresciuto tra il "comunismo rivoluzionario" di mio padre e la "morale cattolica" di mia madre, politicamente mi descrivo un estimatore del "socialismo europeo", ossia del modo laico-riformista di cambiare la società, con un occhio di riguardo verso i socialmente svantaggiati, senza cercare un "conflitto di classe" con i capitalisti o gli aristocratici, bensì un dialogo costruttivo; nè senza l'appiattimento dell'economia in chiave statalista.
PER CONTATTARMI: lucascialo@virgilio.it



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giovedì, 30 aprile 2009

UN'ALTRA BATTAGLIA VINTA DALLA GIUSTIZIA NELLA GUERRA AI CASALESI

Una nuova battaglia vinta dalla giustizia nella lunga guerra ai Casalesi. E' stato arrestato a Casal di Principe (Caserta) Michele Bidognetti, reggente dell'omonimo clan; egli, fratello di Francesco, soprannominato "Cicciotto 'e mezzanotte" e storico capo del gruppo camorristico, era subentrato alla testa dell'organizzazione dopo l'arresto di Giuseppe Setola. Sono stati altresì sequestrati beni per un valore superiore ai cinque milioni di euro, molti dei quali intestati a persone ritenute vicine al clan in qualità di prestanome.

Tra i beni sequestrati aziende agricole, molti appezzamenti di terreno, numerosi appartamenti e ville, acquisite attraverso il controllo delle attività economiche e la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali.

Dopo l’arresto dello scorso gennaio inflitto a Giuseppe Setola (considerato uno dei trenta latitanti "di massima pericolosità"), un altro duro colpo ai Casalesi quindi; i quali, nell’ultimo anno, ne hanno subiti molti, vuoi per l’importante ruolo dei collaboratori di giustizia (i pentiti), vuoi per la maggiore visibilità mediatica cui è sottoposta la camorra nel casertano, innescata da Roberto Saviano.

 


| Categoria: giustizia, campania |

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mercoledì, 29 aprile 2009

IL PROSSIMO G8 ALL’AQUILA

Il Consiglio dei Ministri, lo scorso giovedì, ha deciso di spostare la sede del prossimo “G8”, previsto per luglio, dall'isola della Maddalena, in Sardegna, all'Aquila (la riunione del CdM si è svolta proprio all’Aquila). Tutti gli Stati hanno espresso parere favorevole.

La scelta dell’Aquila è stata decisa, ha annunciato Berlusconi, sia per ridare visibilità ed importanza ad una città culturalmente e storicamente importante, falcidiata da un evento drammatico, sia per una questione economica, poiché ben 220 milioni di euro, già destinati alla Maddalena, saranno spostati in favore dell’Abruzzo. Per il Premier la sede sarda sarebbe eccessivamente lussuosa e sfarzosa, e potrebbe essere comunque adottata per il prossimo meeting sull’Ambiente; e non nasconde il motivo legato ai potenziali incidenti che potrebbero provocare i NO GLOBAL e gli altri gruppi di protesta, i quali, citando sue testuali parole: "non avranno cuore di ferire una città già colpita dal terremoto, non credo proprio che avrebbero la voglia e la faccia di venire qui a manifestare in modo duro”. Che fosse proprio quest’ultimo motivo, quello principale?

Favorevoli a questa scelta sia il PD, sia i sindacati CGIL e UIL, sia il nuovo Presidente della Regione, Guido Cappellacci; mentre è irritato il Sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, poiché ci sono centinaia di operai che lavorano tutto il giorno per l'appuntamento di luglio, e minaccia il ricorso alla Corte dei Conti. Critiche anche dall’Italia dei valori, che ritiene il G8 un’inutile passerella che potrebbe comportare solo disagi in zone già in grande difficoltà, e da Rifondazione comunista, che difende i NO GLOBAL attaccati da Berlusconi, poiché sono già all’Aquila dal primo giorno successivo al sisma, per portare la loro solidarietà attiva.

Per quanto mi riguarda, sono contrario a tale scelta. Sia perché l’organizzazione del G8 necessita di una complessa organizzazione che, in una città già alle prese con vari disagi quotidiani (ci si è messo pure il maltempo), comporterebbe solo ulteriori disagi; sia perché farebbe toccare “con mano” ai Capi di Stato delle altre superpotenze, una realtà di cui l’Italia dovrebbe solo vergognarsi, e che ci ha già fatto fare figuracce in giro per il Mondo mediante TV ed internet. Soprattutto agli occhi di Stati quali USA (in particolare California) e Giappone, che hanno risolto il problema del sisma già da anni, benché dalle loro parti, le scosse siano ben più frequenti e potenti. Ma lì le abitazioni le si costruiscono con criterio e scrupolo.

La proposta di svolgere all’Aquila qualche altro summit, come quello per l’Ambiente, è già più sensata, e meno complicata. Ma se il Cavaliere ha deciso…


| Categoria: politica |

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martedì, 28 aprile 2009

BRUNETTA, UNO DEI TANTI

Più di una persona mi aveva già da tempo segnalato un video tratto da un'inchiesta del settimanale "L'espresso", che narra quanto anche il virtuoso e condottiero Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, Renato Brunetta, abbia il suo bel passato fatto di scalate facilitate dalla politica, nonchè peculati vari ed eventuali.
Insomma, anch'egli ha nel suo passato un ruolino di marcia degno di molti politici italiani, benchè sbandieri a destra  e manca di essere il paladino dell'anti-spreco di denaro pubblico, oltre che duro oppositore dei "fannulloni", e addirittura un rivoluzionario. Tanto da autodefinirsi la "Lorella Cuccarini della politica italiana", per essere il più amato degli italiani.

Ma mi sa, che anche nel suo caso, si tratta di pura demagogia e slogan televisivi. Certo, di fannulloni nella Pubblica amministrazione ce ne sono e come; chi di noi non è incappato almeno una volta nella sua vita, nelle varie inadempienze del settore pubblico? Però la sua pseudo lotta sarebbe più credibile se mettesse lo stesso impegno e determinazione anche per quanto riguarda i nulla facenti della politica stessa, nonchè lui avesse un passato "pulito".
Il video dura poco, meno di 4 minuti, quindi adatto anche ai meno pazienti. Per chi poi ha ulteriore tempo e voglia, consiglio di guardare anche un video sulla destra che ritrae una contestazione di alcuni giovani studenti universitari napoletani al Ministro, durante un'intervista al centro storico della città.
Ecco il link:
http://video.google.com/videoplay?docid=8621850356305935958

Ecco la risposta del Ministro:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2049287


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lunedì, 27 aprile 2009

WEEKEND CON IL MORTO

Qualche giorno fà è stato ritrovato sotto la sabbia della spiaggia di Licola (litorale flegreo, sito tra Pozzuoli e Giugliano), il cadavere di un consigliere comunale di Villaricca, militante dell'UDC: Roberto Landi, di 50 anni. L’uomo è stato ritrovato grazie alla mano che è spuntata dalla sabbia, dopo un mattino piovoso; in un posto abbandonato nei periodi non estivi, ai rifiuti di ogni tipo, e che non a caso è soprannominata "Beirut".

Landi, ha avuto un passato (nella Margherita) come assessore ai Lavori Pubblici fino all’aprile dell’anno scorso, ed era stato già scelto come candidato dell´UDC alle consultazioni di giugno per il rinnovo della Provincia di Napoli. Di fatto, per gli inquirenti, il suo triste epilogo è forse legato ad un´asta giudiziaria che faceva gola ai clan dei Casalesi; in particolare, alla vendita di una palazzina di Castel Volturno, pezzo di costa domiziana invaso da traffici di ogni genere, impero dei riciclatori d´oro Casalesi. O chissà, legato proprio a qualche mancato accordo ai tempi del suo ruolo di Assessore, in quel settore così ambito dalle fauci ingorde della malavita: i lavori pubblici.

Landi ora è ricordato tristemente, oltre che dalla famiglia, anche da amici e colleghi che ne parlano molto bene. In fondo, la malavita regala un triste destino a chi tenta di opporsi a possibili collaborazioni, o di contro, a chi tenta con la propria ambizione, di superarne il potere e l’influenza. Landi forse apparteneva alla prima categoria, e non di meno, allo stesso destino.


| Categoria: politica, campania, napoli |

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sabato, 25 aprile 2009

COMMEMORAZIONI DA 25 APRILE

Oggi 25 aprile come ben sapete (o almeno spero), si commemora la fine della guerra partigiana, la quale consentì al Comitato di liberazione nazionale per l'Alta Italia (CLNAI), composto da gruppi organizzati e spontanei di diverse estrazioni politiche, uniti nel comune intento di opporsi militarmente e politicamente al Governo della Repubblica Sociale Italiana (RSI) e agli occupanti nazisti tedeschi, di prendere il controllo di quasi tutte le città del Nord del Paese, che erano appunto da essi ancora occupate.

Anche quest’anno la Festa della liberazione darà vita a qualche polemica e scaramuccia verbale; anche se molto minore rispetto a qualche anno fa, quando la Destra sociale, ancora legata ai valori fascisti, era molto più consistente. Ormai è politicamente rappresentata da qualche partitino che non raggiunge neanche l’1% e da qualche dissidente di Alleanza Nazionale (partito ormai diluito in Forza Italia in nome del Popolo della Libertà). Pertanto anche parte del centro-destra scenderà in piazza, in nome di un cambiamento radicale col passato e per non lasciare che questa festa sia solo sentita dalle persone di centro-sinistra.

Per quanto mi riguarda, non ho problemi nel dire che, superata la dittatura nazi-fascista, siamo stati successivamente sottoposti ad altre dittature, più morbide e latenti, ma che hanno prodotto, nel lungo andare, quasi lo stesso risultato: arretratezza economica e superficialità culturale.

Mi riferisco in particolare a 3 forme di dittatura: 1)l’influenza americana nella nostra politica italiana (del resto, come oggi hanno fatto in quel di Afghanistan o Iraq, se ci hanno liberato è anche per insediare sul nostro territorio le proprie basi NATO, vista la nostra invitante posizione geografica), in nome dell’anti-comunismo sovietico (per carità, motivo reale, anche perché se ci avessero invaso i Sovietici non saremo stati certo meglio).  2) Cinquant’anni di Governi della Democrazia cristiana, che con appoggi marginali dei socialdemocratici, dei liberali e dei repubblicani, non hanno mai effettivamente messo in atto quelle riforme socioeconomiche cui il nostro Paese ha da sempre necessitato; oltre poi ad aver lottizzato istituzioni (come del resto lo PSI e il PCI), ad aver generato un clientelismo dannoso per la collettività (se oggi i chirurghi sbagliano anche operazioni facili, o i palazzi crollano per scosse del 5^ grado della scala Richter, o i trasporti sono inefficienti, o le Infrastrutture sono fatiscenti, un motivo ci sarà). 3) La dittatura berlusconiana che stiamo vivendo, anch’essa latente e silente, ma pur sempre dannosa; ma di questa ho parlato spesso, meglio non essere ripetitivi.

Comunque, auguro a tutti quelli che partiranno (o sono già partiti) per weekend o semplici giornate singole fuori casa, di divertirsi. Sperando che tra questi, qualcuno conosca il motivo per il quale sta festeggiando.


| Categoria: politica, storia |

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venerdì, 24 aprile 2009

IMPICCAGIONI DA RECESSIONE

Mercoledì scorso, David Kellerman, 41 anni e padre di 2 figli, a capo del settore finanze della società americana di mutui ipotecari Freddie Mac, e' stato trovato morto impiccato nella sua abitazione, in quello che secondo la polizia sarebbe stato un suicidio.

L'uomo, lavorava alla Freddie Mac da 16 anni, e da settembre 2008, ossia quando il Governo ha assunto il controllo dell'azienda finanziaria per salvarla dal fallimento, era diventato il responsabile finanziario della società di mutui ipotecari.

Non ancora conosciute le cause del folle gesto; molto probabilmente, visto il difficile contesto nel quale Kellerman lavorava, esse sono attribuibili proprio alle vicende della società. Come noto, Freddie Mac ha perso oltre 50 miliardi di dollari l'anno scorso, e Washington ha versato nelle sue casse, ben 45 miliardi per mantenerla a galla, essendo tale società gestente 3 milioni di mutui; pertanto, il suo fallimento (come quello della società gemella Fannie Mae) era poco auspicabile anche dal più ottimista capitalismo repubblicano.

Speriamo che tale gesto drammatico sia solo un caso isolato e non si arrivi a ciò che successe dopo la “grande Depressione del ‘29”, quando, in seguito alla forte recessione economica, molti operatori di borsa si tolsero la vita in vario modo (impiccandosi, sparandosi, buttandosi da un grattacielo); e soprattutto non siano costretti a farlo le tante vittime della furbizia di pochi manovratori finanziari, che hanno visto da un giorno all’altro, polverizzarsi risparmi o investimenti.


| Categoria: esteri, economia |

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giovedì, 23 aprile 2009

VALORI IN CONTRADDIZIONE

Sul sito de La Repubblica (un giornale che di solito parla positivamente di Di Pietro, e non è certo filoberlusconiano o antimagistrati), c'è un articolo che tratta del manifesto elettorale che l’Italia dei valori ha proposto contro il ritorno dell’Italia all'energia nucleare; il quale sarebbe in contraddizione con ciò che il suo leader, Antonio Di Pietro, fece da Ministro delle Infrastrutture del precedente Governo Prodi, ossia porre un determinato ostruzionismo nei confronti del più grande progetto di centrale a vento offshore italiana; la quale è rimasta per due anni nel cassetto, e tutt’ora in attesa del (pare imminente) via libera definitivo.
Il progetto sarebbe stato bocciato dall’ex Ministro, poiché il nuovo impianto da 162 MW, dovrebbe  sorgere al largo della costa di Termoli, in un tratto di mare visibile dalle colline di Montenero di Bisaccia, sua terra natia. Il (momentaneo) colpo di grazia al progetto fu tra l’altro deciso in un vertice al Dicastero tra il Ministro e il figlio Cristiano (consigliere provinciale di Campobasso).

Una riunione familiare insomma, con una scontata conclusione della vicenda: meglio non fare quell’impianto, poiché i nostri elettori proprio non ce lo perdonerebbero. Un mero calcolo elettorale contro gli interessi nazionali che fanno un po’ tutti i politici italiani, ma che forse, quando è fatto da chi ai miei occhi rappresenta “Sua Legalità” in persona, mi fa rimanere male.
Certo, Di Pietro è spesso infangato da accuse varie ed eventuali, tra le quali, le più ripetute sono: l’acquisto di immobili in nome pubblico ma per fini privati (immobili da adibire come sedi di partito, quindi acquisite con facilitazioni per fini pubblici, ma nei fatti, destinate invece, ai figli, quindi per uso privato) e, l’accusa più storica e conosciuta, quella di aver indagato con determinazione nei confronti della DC e dello PSI, trascurando il PCI, per favorire così un’ascesa dei comunisti e magistrati al potere (da qui il concetto di “sinistra giustizialista” tanto amato da molti berlusconiani).

Vedremo. Intanto vi lascio il link dell’articolo, così vi fare un’idea. L’articolo è tra l’altro molto simpatico:

gualerzi.blogautore.repubblica.it/2009/0...o-il-danno-la-beffa/



| Categoria: politica |

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mercoledì, 22 aprile 2009

DIFFERENZE ISTITUZIONALI

Dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto, non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante, e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano, comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini”.

Dichiarazione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste. Quando ci sono questi eventi, c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio DNA. E poi, per indicare responsabilità ci devono essere prove consistenti”.

Ecco come le due più alte cariche dello Stato vogliono affrontare il dramma del terremoto abruzzese. Il Presidente della Repubblica punta sull’accertamento delle responsabilità; quello del Consiglio vuole soprassedere su queste ultime, in nome di un “rimboccarsi le maniche” che suona più come modo per far guadagnare qualche suo amico del settore edile (magari ci sarà un’Aquila 2-3).


| Categoria: politica |

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martedì, 21 aprile 2009

LA CADUTA DI UN IMPERATORE

Adriano Leite Ribeiro, meglio conosciuto semplicemente come Adriano, lascerà l’Inter, e molto probabilmente il calcio.

Il 27enne asso brasiliano, dopo 7 anni e mezzo in Italia (ingaggiato nell’estate 2001 dal club nerazzurro, che poi lo diede in prestito alla Fiorentina prima, e in comproprietà al Parma poi tra il 2002 e il 2003, per poi ricederlo qualche anno dopo in prestito al San Paolo nel 2007, sempre con la speranza di ritrovarlo) trascorsi tra infortuni, litigate con i vari allenatori dell’Inter, andirivieni autorizzati e non dal Brasile, prestiti vari, notti in discoteca con compagnie anche ambigue, ha deciso di restare in Brasile definitivamente. I suoi sono seri problemi psicologici, e se già molti brasiliani che arrivano in Italia (e soprattutto nelle città del Nord, molto diverse dai loro contesti originari), soffrono di “saudade” (nostalgia in portoghese), figuriamoci chi ha già di suo instabilità psichiche.

Certo sarebbe un vero peccato se Adriano smettesse del tutto. Del resto, è un giocatore che potrebbe dare ancora molto al calcio, visto che è tecnicamente “completo” per potenza, velocità, classe, oltre ad avere solo 27 anni; e qualche numero lo ha fatto vedere anche nel nostro campionato, nonostante le poche partite giocate. Pertanto, speriamo che dopo una buona cura psichica, riprenda a giocare nella sua terra natia, il Brasile; Paese che ha visto, come molti altri latinoamericani, nascere molti talenti del calcio, di cui però diversi si sono bruciati troppo presto e facilmente. Forse quando si cresce in contesti sociali complicati, molto spesso fatti di carenza economica e culturale, non si è in grado di gestire con parsimonia la celebrità e la ricchezza che tutto ad un tratto ti piove addosso grazie al tuo talento (caso emblematico Diego Armando Maradona).

Spero di cuore che Adriano si ritrovi; per il calcio, ma soprattutto, per sé stesso.


| Categoria: calcio |

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lunedì, 20 aprile 2009

LE LEGGI MASCHILISTE IRANIANE

In Iran, da trent’anni, vige una Costituzione basata sull’integralismo islamico (Sharia); ossia da quando Khomeini, tornato nel Paese il 1° febbraio da un esilio che durava ormai da quasi 16 anni, poté instaurare la Repubblica, diventandone la guida spirituale anche in virtù della sua riconosciuta qualifica di “marja‘ al-taqlīd”; cacciò così  lo Scià Mohammad Reza Pahlavi.

Con l’instaurazione di una Repubblica sulle basi dell’integralismo islamico, in Iran vigono da allora, leggi quali l'abolizione del divorzio e dell'aborto, la pena di morte anche solo per adulterio o per la bestemmia, o l’obbligatorietà per le donne di coprire costantemente il volto con un velo; le donne hanno pochi diritti e molti doveri, anche se forse, prima dell’instaurazione della Sharia, non se la passavano meglio.

Negli ultimi giorni, hanno fatto il giro del Mondo alcune notizie che ben fungono da esempio di quali siano i diritti delle donne in quei territori: la giornalista iraniana-americana Roxana Saberi, è stata accusata di spionaggio dal Governo di Teheran, e pertanto condannata a 8 anni di reclusione. Nella Repubblica islamica ha lavorato come free-lance per la National Public Radio, la Bbc e Fox News, ma le autorità iraniane hanno detto che da due anni le era stato revocato l'accredito di giornalista, e quindi non era più autorizzata a svolgere quest’attività.

Roxana (padre iraniano e madre giapponese, da sei anni residente in Iran con un passaporto iraniano, e pertanto Teheran la considera solo cittadina iraniana), avrebbe detto al padre che le sue precedenti confessioni non erano vere, e che è stata indotta con l'inganno a credere che sarebbe stata rilasciata se avesse cooperato, e quindi detto ciò che la pubblica accusa iraniana voleva sentirsi dire.

Stessa sorte per Silvia Harutunian (anch'ella con doppia cittadinanza iraniana e americana), appartenente alla minoranza cristiana armena, la quale, secondo fonti di stampa, è stata condannata a tre anni di reclusione perché riconosciuta colpevole di avere preso parte ad un complotto per promuovere una "rivoluzione di velluto". In realtà la donna ha solo la “colpa” di aver promosso progetti di cooperazione in campo sanitario per un'organizzazione non governativa.

Va ben oltre l’ingiustizia il caso di Delara Darabi, 23 anni, pittrice, condannata a morte poiché nel 2003, a 17 anni, si introdusse insieme al fidanzato Amir Hossain in casa di una cugina del padre, per derubarla. La donna, 58 anni, fu pugnalata a morte, e Delara si dichiarò colpevole. Più tardi rivelò che l’omicidio era stato commesso dal fidanzato 19enne, il quale le aveva detto di assumersi la colpa perché essendo minorenne, non sarebbe stata condannata a morte. Non sono bastate nemmeno le prove che l’avvocato di Delara ha fornito agli inquirenti, puntando sull’autopsia della vittima, che dimostra che a pugnalare Mahin fu un destro, mentre Delara è mancina.

L’Iran è lo Stato che, più di ogni altro che prevede la pena di morte, condanna minorenni a tale pena. Forse, se fosse stato un uomo, avrebbe avuto maggiore ascolto nel difendersi. Inoltre, la pena capitale può essere revocata se i parenti della vittima accettano del denaro in cambio della vita del condannato: nel caso di Delara si tratta della sua famiglia allargata, che però ha già rifiutato.

Non si può che concludere con amarezza questo post, poiché l’Iran, oltre a prevedere ancora la pena di morte, nonostante tale istituto sia stato sottoposto a moratoria internazionale dall’ONU, il 18 dicembre 2007, continua a ritenere la donna un essere socialmente e giuridicamente inferiore rispetto all’uomo; come avviene in altri Stati islamici, tra cui l’Afghanistan, Paese da noi invaso in nome della Democrazia (e quindi proprio per dare più diritti alle donne) da 7 anni e mezzo.


| Categoria: esteri, religione, storia, giustizia, attualità |

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