Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
Cresciuto tra il "comunismo rivoluzionario" di mio padre e la "morale cattolica" di mia madre, politicamente mi descrivo un estimatore del "socialismo europeo", ossia del modo laico-riformista di cambiare la società, con un occhio di riguardo verso i socialmente svantaggiati, senza cercare un "conflitto di classe" con i capitalisti o gli aristocratici, bensì un dialogo costruttivo; nè senza l'appiattimento dell'economia in chiave statalista.
PER CONTATTARMI: lucascialo@virgilio.it



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lunedì, 25 maggio 2009

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CAUSA PROBLEMI TECNICI ED IMPEGNI PERSONALI, IL BLOG RESTERA' CHIUSO PER UN PO'.

 MI SCUSO CON I MIEI LETTORI ABITUALI O VISITATORI OCCASIONALI


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sabato, 23 maggio 2009

QUANDO AD UCCIDERSI SONO I “PADRONI”

Tante volte abbiamo letto o sentito notizie di cronaca nera riguardanti lavoratori che si sono tolti la vita perché hanno perso il lavoro. Ma la crisi può anche mietere altre vittime, quelle che nell’immaginario collettivo, sono le persone maggiormente responsabili di licenziamenti o stipendi mal pagati.

In realtà la crisi la patiscono anche i così detti “padroni”, per usare un termine di marxiana memoria; o se vogliamo usare una terminologia più contemporanea, diciamo datori di lavoro o imprenditori. Perché anch’essi, soprattutto i piccoli imprenditori, quelli cioè schiacciati più degli altri dalla concorrenza sleale asiatica, da quella delle multinazionali, o dall’alta pressione fiscale imposta dallo Stato italiano, o dalla crisi in generale, soffrono di ansia e stress nel dover licenziare delle persone o metterle in cassa integrazione.

Questa patologia pare colpire in modo drammatico soprattutto il Nord est, visto che i casi più clamorosi da quando l’attuale recessione è diventata più acuta, provengono proprio da lì: giovedì scorso un dirigente d'azienda di 43 anni di Villorba (Treviso), si è gettato sotto un treno in viaggio sulla linea Venezia-Bassano del Grappa, a Castello di Godego; a giorni avrebbe dovuto convocare i sindacati per annunciare la cassa integrazione. Chi lo conosceva non ha dubbi sul fatto che ad ucciderlo, è stato lo stress di queste settimane, scaturite dalle trattative infinite con i rappresentanti sindacali e la costante angoscia che la crisi avrebbe annullato l'azienda in cui lavorava.

Stessa sorte il giorno prima toccata al titolare di una falegnameria a Lutrano (vicino Treviso); cinquantotto anni, titolare di un'azienda di famiglia che porta il nome di suo padre e dei suoi fratelli, Walter Ongaro si è impiccato in un capannone della ditta. Era ossessionato dall'idea che la crisi che aveva colpito il settore, lo avrebbe costretto a dover lasciare a casa alcuni dei suoi otto dipendenti, causa la diminuzione degli ordini iniziati da gennaio.

Anche ad ottobre, la depressione per la crisi economica aveva gettato nel baratro un altro imprenditore padovano di 60 anni, Corrado Ossana, uccisosi con un colpo di pistola al petto. Vedovo da tempo, iscritto all'albo dei geometri, era riuscito a costruire un'attività affermata; ma la crisi crescente aveva peggiorato i suoi affari, tanto da fargli temere anche il futuro dei suoi figli, magari vittime di ritorsioni da parte degli strozzini.

Qualcuno potrebbe pensare che questi imprenditori, o qualcuno tra questi, potrebbe essere stato ucciso da qualche dipendente “a rischio” del proprio posto. Ma io non credo in questa versione dei fatti, perché le crisi economiche colpiscono sempre i soggetti più deboli; anche chi nell’immaginario collettivo viene visto in modo negativo, ma che in realtà ha ancora qualcosa che ormai nel Mondo degli affari è diventata una rarità: la coscienza.


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giovedì, 21 maggio 2009

GIUSTIZIA & JUSTICE

L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dai giudici del Tribunale di Milano.
I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto con almeno 600mila dollari da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla Presidenza del Consiglio, costituitasi parte civile.

In particolare, il processo all'avvocato inglese David Mills riguarda il pagamento di 600mila dollari che sarebbero stati versati a Mills, attraverso il manager Fininvest Carlo Bernasconi, da parte di Silvio Berlusconi, perché il legale fosse testimone reticente nei processi per i casi Guardia di Finanza e All Iberian. Nelle scorse settimane l'avvocato Mills aveva presentato alla corte un memoriale nel quale affermava che Berlusconi era stato vittima dei suoi errori e chiedeva scusa al Premier. Secondo la ricostruzione fatta dai consulenti della difesa, invece, i 600mila dollari versati a Mills erano parte di quanto ricevuto dall'imprenditore Diego Attanasio perché ne fosse il gestore.

Insieme a Mills era imputato anche Silvio Berlusconi, ma la posizione processuale del Premier era stata stralciata, in attesa del verdetto della Corte Costituzionale sulla legittimità costituzionale del Lodo Alfano.

Insomma, viene condannato il corrotto ma non il corruttore, poiché quest’ultimo, è tutelato da una legge prevista in favore delle 4 più alte cariche dello Stato. Non solo, quest’ultimo si è pure costituito parte civile ricavando 250 mila euro. Siamo all’inverosimile giudiziario.

La maggioranza parla ancora una volta di “Magistratura ad orologeria”, che si pronuncia sempre in occasione di elezioni. Ma Berlusconi va oltre, avendo già prima della suddetta sentenza (poiché tali dichiarazioni sono inserite nel libro di Vespa proprio inerente al caso Mills), descritto il giudice Gandus un suo dichiarato e palese nemico politico, quindi non imparziale; e ancora, che i suoi avvocati erano venuti a sapere che la Gandus era ed è, un'attivissima militante della sinistra estrema.

In Inghilterra per molto meno (o almeno relativamente ai sottobanchi scandalosi cui sono protagonisti i nostri politici) sono saltate varie teste. In pratica, uno scandalo relativo ai rimborsi spese a cui i legislatori britannici hanno diritto per rimpolpare un salario di circa 60 mila sterline l'anno (la metà di quello dei loro colleghi italiani), ha portato un Ministro alle dimissioni, due membri dei Comuni espulsi dai due maggiori partiti, due membri della Camera dei Lord sotto inchiesta per corruzione (scandalo emerso grazie ad un’inchiesta della Daily Telegraph).

Gli scandali hanno riguardato principalmente il Sottosegretario alla Giustizia, Shahid Malik, un laburista di origine asiatica (Gordon Brown lo ha destituito venerdì sera ) per la sua finta dichiarazione come seconda casa di un appartamento a Londra, facendosi rimborsare 66 mila sterline in tre anni, mentre come “prima casa” ne aveva scelto una nella Contea del Dewsbury, dove andava di rado, per la quale pagava appena 400 sterline al mese d'affitto. Poi aveva messo in conto allo Stato, ovvero al contribuente, un sofisticato “cinema da casa"” per 2600 sterline e una poltrona per massaggi da 730. Ma di rimborsi imbarazzanti ce ne sono per tutti i partiti: deputati che si fanno rimborsare il mutuo anche quando è già estinto; altri che si fanno riparare la piscina o il campo da tennis, altri ancora che mettono in conto non solo pranzi e cene al ristorante ma pure bottiglie di vino comprate al supermercato, tavolette di cioccolato, perfino confezioni di Tampax.

Il Premier Bordon Brown ha ordinato di riesaminare le spese dei deputati laburisti degli ultimi quattro anni, e annunciato un'imminente riforma del sistema dei benefici per i parlamentari, come lui stesso aveva proposto qualche mese fa. Ma il tutto potrebbe non bastare per ridurre un’emorragia di consensi per i laburisti già in atto da diversi anni (ossia dall’ultimo periodo della carica di Tony Blair), e pertanto una sonora batosta alle elezioni europee ed amministrative di giugno.

In Inghilterra basta qualche lavoretto domestico, qualche tavoletta di cioccolata, o un tampax acquistati con denaro pubblico, per suscitare scalpore e scandali da parte dell’opinione pubblica, nonché imbarazzo per la classe politica, soprattutto in tempi di recessione economica. In Italia ci siamo talmente assuefatti a queste cose, che fanno ormai parte integrante del sistema; con una classe politica che si fa le leggi su misura per non farsi processare per reati ben più gravi di una tavoletta di cioccolata o un tampax acquistati con denaro pubblico: qual è appunto la corruzione di un avvocato.


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mercoledì, 20 maggio 2009

LA MATEMATICA NON E' UN OPINIONE

L'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha pubblicato il rapporto sulla tassazione dei salari aggiornato al 2008, dal quale emerge che gli italiani incassano ogni anno uno stipendio tra i più bassi nei Paesi aderenti a tale Organizzazione.
Infatti, con un salario netto di 21.374 dollari, l'Italia si colloca al 23° posto della classifica dei 30 Paesi dell'organizzazione di Parigi. Buste paga più pesanti non solo in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, ma anche Grecia e Spagna. La classifica riguarda il salario netto annuale di un lavoratore senza carichi di famiglia. E' calcolato in dollari a parità di potere d'acquisto. Gli italiani guadagnano mediamente il 17% in meno della media OCSE. Sul corposo dossier (500 pagine), viene segnalato come, a pesare negativamente sulle buste paga degli italiani sia anche il cuneo fiscale (che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore), poiché il peso di tasse e contributi, sempre per un lavoratore dal salario medio, single e senza carichi di famiglia, è del 46,5%. In questa classifica negativa l'Italia di fatto, si colloca tra i primi posti, ossia sesta su trenta Paesi. Più leggero è il drenaggio di imposte e versamenti contributivi se si esamina il caso di un lavoratore, sempre con un salario medio, ma sposato e con due figli a carico. In questo caso il cuneo e al 36% e l'Italia scivola qualche posizione sotto, collocandosi all'undicesimo posto. Anche se poi, considerando tutte le peripezie verso le quali un capo di famiglia va incontro, c’è poco da esultare per questa magrissima consolazione.
Il Ministro per il Welfare Maurizio Sacconi, non ha perso tempo per incolpare la sinistra, come sovente fa il Governo per tutti i problemi di questo Paese (la sinistra porta pure gli immigrati clandestini qui); tant’è che ormai, se una sinistra italiana c’è, è come un Demone che dall’alto porta guai e problemi a noi cittadini italiani, e che non potremo mai vedere, se non raffigurata in qualche uomo politico o vecchi simboli da nostalgici. Ritornando alle parole di Sacconi, ha detto che i bassi salari italiani sono il prodotto del sindacalismo ideologizzato e della sinistra ideologizzata, mentre noi avremmo bisogno di agire sulla produttività del lavoro e di legare salari e risultati alla produttività; e poi ha detto che i bassi salari italiani sono il frutto dell'approccio ideologico al lavoro e dell'idea che il salario debba essere definito secondo una logica esclusivamente solidale. A ciò, ha concluso, si è aggiunta una pressione fiscale promossa da una sinistra spendacciona.
Insomma, se abbiamo redditi da fame rispetto agli altri Paesi, la colpa è della sinistra che li ha supertassati in passato, e li ha resi uguali per tutti, senza un minimo cenno alla capacità produttiva di un lavoratore. Bè a parte che la sinistra al Governo non ci è mai andata, a parte dal 1996 al 2001 e dal 2006 ad inizio 2008; ma chi ha un minimo di obiettività può dire che quei Governi non sono stati certo davvero “di sinistra”, e comunque sono durati molto poco per poter essere stati in grado di far danni (così come in altri campi). E poi per un aumento di produttività ci sono gli straordinari, mentre nel pubblico impiego il lavoro “da ufficio” è generalmente standardizzato. Quindi non so quanto si possa produrre di più in quei contesti lavorativi.
E comunque, il centro-destra è stato al Governo quasi ininterrottamente dal 2001, quindi ha avuto modo e tempo per effettuare un intervento in materia fiscale; ma la verità è che le nostre casse statali sono così dissestate, che nessun Governo ha il coraggio di ridurne il gettito in entrata. E poi quale entrata migliore per lo Stato se non quella del sistema dei contributi trattenuti alla fonte?!
Se poi confrontiamo l’alta pressione fiscale alla quale siamo sottoposti, con le dichiarazioni dei redditi dei nostri politici relative al 2007, con alcuni che si sono dichiarati addirittura nullatenenti, come il Ministro degli Esteri Franco Frattini, o con i servizi pubblici che ci offre il nostro Belpaese, allora la rabbia aumenta ancor di più.


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martedì, 19 maggio 2009

INTER CAMPIONE D’ITALIA

Con ben 3 giornate di anticipo, grazie alla sconfitta del Milan contro l’Udinese per 2 a 1, l’Inter è matematicamente Campione d’Italia, con 10 punti di distacco dai rossoneri (maturati anche grazie alla vittoria dei nerazzurri in casa contro il Siena, con un rotondo 3 a 0).

La squadra di Moratti si aggiudica così il suo 17mo scudetto, il 4^ consecutivo. Ed il tecnico portoghese José Mourinho, soprannominato in Inghilterra lo “Special One”, dimostra di esserlo anche in Italia, vincendo al suo primo campionato in Italia (vincendo anche la SuperCoppa italiana). Per l’Inter campionato senza grossi grattacapi, complice il livello ancora inferiore delle avversarie, che non sono mai state in grado di poter superare la squadra nerazzurra. Decisivo anche quest’anno, come i due precedenti, Zlatan Ibrahimovic, in lizza anche per il titolo di capocannoniere conteso con il bomber del Bologna, Marco Di Vaio, con i suoi 22 gol (Di Vaio è a 23); lo svedese però, mercenario del calcio, ha messo in dubbio la sua permanenza all’Inter, pronto anche a decurtarsi l’ingaggio, con possibile meta Barcellona. Gli interisti, me compreso, sperano in un ripensamento, anche se, trattenere contro voglia un giocatore non è certo un fattore positivo. Quindi, a malincuore, a quel punto, meglio che vada via.

Altri due giocatori decisivi sono stati il portiere Julio Cesar (da molti considerato attualmente il migliore al Mondo), autore di molte parate decisive, e il terzino destro Maicon, autore di molte cavalcate sulla fascia che hanno dato vita a molti gol dell’Inter (e qualche gol suo). Peccato che si è infortunato per quasi tutta la seconda metà della stagione. Bravo anche l’attaccante diciottenne Balotelli, anche se deve ancora maturare molto dal punto di vista dei comportamenti. Peccato invece per Adriano (autore comunque di qualche gol decisivo come quello nel derby), il quale ha deciso di lasciare Milano e ricominciare nel suo Brasile (problemi di ambientamento mai superati). Altri giocatori abbastanza importanti sono stati Samuel, la scoperta Santon, i soliti Zanetti e Cambiasso, Cordoba. Resta invece l’amaro in bocca anche quest’anno per la Champions League, con un’eliminazione contro il Manchester (che giocherà la finale contro il Barcellona); e sia Mourinho che la Società sanno benissimo che per essere competitivi in quel torneo, bisogna avere una squadra molto più completa e che non si affidi solo a 2-3 uomini.

Un pensiero va anche al Presidente Moratti, che investe fior fior di miliardi di vecchie lire da 15 anni, ma che finalmente sta raccogliendo dei frutti negli ultimi tempi.

Dopo questa doverosa apertura dedicata ai Campioni d’Italia, è giusto spendere qualche parola per le altre squadre. Per quanto riguarda la zona Champions: Il Milan ha dimostrato i limiti che molti come me avevano preannunciato, ossia necessita di un rinnovamento sia in difesa che a centrocampo, mentre in attacco non può sempre affidarsi all’immortale Inzaghi (13 gol in poche partita), al campione Kakà o all’astro nascente Pato. Beckham e Ronaldinho hanno dimostrato il loro vero ruolo: essere acquistati solo per gli introiti che con la vendita di gadget possono portare alle casse, per sopperire economicamente ad una mancata Champions. La Juventus (ieri ha esonerato Ranieri e prelevato Ferrara) ha confermato di avere un buon collettivo, e di essere ancora Del Piero dipendente. Per entrambe le squadre, ritengo sia inutile da parte delle società prendersela con i rispettivi allenatori, quando in realtà le squadre che hanno messo loro a disposizione, erano nettamente inferiori all’Inter.

L’altra squadra è la Fiorentina, che ha consolidato il suo quarto posto e anzi potrebbe anche soffiare il terzo posto alla squadra juventina. Importanti i gol di Gilardino e in parte quelli di Mutu, che per quanto non abbia segnato, ha segnato 13 gol. Ma comunque, la squadra viola ha dimostrato un buon gioco collettivo, al di là di qualche colpo dei singoli. Resta invece fuori della Champions il Genoa, squadra che ha dimostrato un calcio totale alla Sacchi, a tratti spettacolare; cosa in Italia sempre più rara. Comunque per lei un sesto posto di tutto rispetto. Resta invece fuori la Roma, quest’anno ben lontana da quella vista negli ultimi due anni, la quale rischia perfino la qualificazione in Uefa (in favore del Palermo).

Campionato riparato grazie alla vittoria della Coppa Italia per la Lazio (che gli consentirà di andare in Coppa Uefa), ormai lontana dall’era d’oro di Cragnotti. Buon campionato anche per Udinese e Cagliari, che a tratti pure hanno dimostrato un gioco collettivo spumeggiante.

Infine, ancora aperta la lotta per la salvezza, che vede protagoniste ben 5 squadre (in ordine di classifica): Chievo, Torino, Bologna, Reggina e Lecce.

Un bentornato in Serie A anche a Bari e Parma.

Un campionato, concludendo, comunque avvincente fino alla fine, o almeno per quanto concerne il secondo posto in poi. Con un livello tecnico molto alto.

Da interista non posso che essere felice per come si è concluso, sperando che anche le vostre squadre, hanno disputato un buon campionato (anche in serie inferiori).


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lunedì, 18 maggio 2009

LA REALTA' E' BEN ALTRA COSA

Negli ultimi giorni abbiamo assistito alle gaie immagini di Berlusconi alle prese con la festa di 18 anni di una ragazza che alcuni dicono essere una delle sue tante amanti, o addirittura, una figlia non dichiarata. Abbiamo assistito alle sue solite battute, sorrisi, festicciole, proclami; addirittura nella sua ultima visita in Russia, il Cavaliere ha annunciato che il peggio è alle spalle, e che addirittura stiamo meglio di prima.

In fondo lui ha ragione quando dice che un Premier ha il dovere di diffondere ottimismo, perché come dice giustamente lui stesso “non ho mai visto dei pessimisti realizzare qualcosa di buono”. Come dargli torto. Con sorrisi ammiccanti ad “amici ed amichetti”, nonché agli elettori italiani, è arrivato dove è ora, dove si trova già da qualche decennio.

Però se si guarda oltre queste notizie di gossip e questi ormai quotidiani proclami, nonché quelle solite accuse di essere “i soliti disfattisti di sinistra” rivolte a chi dice le cose come stanno realmente, bè si scopre che l’Italia sta andando allo sfascio da diversi mesi, anzi da molti anni, sebbene in modo accelerato negli ultimi tempi.

Basta leggere le notizie che giungono dalla mia Napoli, dove dei disoccupati incappucciati hanno bruciato un bus nella trafficata Piazza Carlo III, dopo aver intimato l’autista e i passeggeri di scendere dal mezzo; oppure quella che ci dice che otto persone hanno occupato la sede del PdL; o ancora, che dei cassonetti sono stati rivoltati in vie principali quali Corso Umberto, Corso Garibaldi e via Marina; o, infine, quella della guerriglia avvenuta mentre un corteo dei disoccupati partito da piazza Mancini, si dirigeva verso la Prefettura.

Il motivo principale dell’autobus incendiato, risiede nella richiesta di fermare i nuovi corsi d’orientamento che sarebbero gestiti in maniera clientelare. Sullo sfondo il possibile cambio politico alla Provincia che potrebbe, sempre per i manifestanti, portare alla riapertura delle graduatorie. Del resto, quando a Napoli si attivano corsi per disoccupati, è sempre meglio tenere gli occhi bene aperti, anche perché “si sa come vanno queste cose”.

Ma non è solo Napoli in fermento. Ieri,un corteo lungo oltre 10 mila operai metalmeccanici e' arrivato a Torino da tutt’Italia (quasi 800 da Pomigliano D’Arco), con un unico obiettivo comune: avere la certezza che gli accordi internazionali della Fiat con Chrysler e Opel non si traducano in chiusure di qualsivoglia stabilimento in Italia; del resto, il rischio è che a rimetterci siano soprattutto gli impianti del Sud, e che queste operazioni rivolte all’estero della FIAT, siano positive solo per le casse della società stessa, e non certo per gli operai. Cosa che d’altronde penso anche io.

Cosa più grave però è che durante questa manifestazione nazionale dei lavoratori della casa torinese indetta da Fim, Fiom, Uilm e Fismic, siano accaduti degli incidenti tra i manifestanti stessi, con urla contro il segretario della FIM-CISL Farina, accusato di essere "un venduto"; mentre successivamente uno spintone ha tirato giù dal palco il leader della Fiom Rinaldini, mentre proseguiva il suo intervento (terminato poi ovviamente in uno stato di tensione generale); e per finire, c’è stata una cinghiata contro il segretario generale della UIL piemontese, Peverati.

Una spaccatura quella tra i maggiori sindacati, ossia CGIL e UIL che non può certo facilitare la posizione già complicata degli operai, che manco a dirlo, in una situazione così delicata come quella che stanno vivendo, avrebbero bisogno di una rappresentanza forte, e non certo di una divisione che, sulla falsariga del “Dividi et impera” messo in atto dal Governo e dagli industriali, rende la loro voce in capitolo, ancora più fioca e inudibile.  

Insomma, c’è un’Italia sotto tensione per il proprio futuro. E non certo per quello di Noemi Letizia (la quale poverina, in fondo non ha alcuna colpa, se non quella di sognare come tante sue coetanee, spinta anche dai genitori, un futuro da diva televisiva), o di qualche altra valletta alle prime armi.


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sabato, 16 maggio 2009

LA VITA NON E’ UN FILM

Dalle stalle alle stelle, per poi ritornare nelle stalle: è ciò che è accaduto a Azharuddin Ismail, 9 anni, bambino che ha interpretato il personaggio di Salim nel film "Slumdog Millionaire", che racconta la storia di un ragazzino che partecipa per amore e per denaro a un quiz televisivo.

Infatti, ad alcuni mesi di distanza dal successo nei cinema, e dalla vittoria di otto “Academy Award” del film diretto da Danny Boyle, le autorità locali di Mumbai hanno demolito l'abitazione fatiscente del bambino star di "Slumdog Millionaire", lasciando la sua famiglia per strada. La loro, era una delle tante baracche costruite lungo una fognatura, che secondo le autorità, erano già state demolite in precedenza, ma sono state ricostruite nello stesso punto, in modo abusivo, data appunto la loro vicinanza alla fogna. Tra l’altro, a febbraio, le autorità dello stato di Maharashtra, di cui Mumbai è la capitale, avevano detto che avrebbero garantito ad Ismail e all'altra giovane star del film, Rubina Ali, delle nuove abitazioni, probabilmente sull’onda della visibilità che quei territori stavano avendo dopo il successo del film.

Questa, dall’uscita del film, non è la prima notizia negativa che riguarda il piccolo Ismail e la sua famiglia, poiché poco dopo il gran successo del film, fece scalpore la notizia dello sfruttamento da parte dei genitori del piccolo attore, i quali lo lasciavano per ore fuori casa (o se preferite catapecchia), in una sorta di esposizione disumana, picchiandolo anche quando il bambino si rifiutava di farlo.

Questi tristi avvenimenti accadono quando, su una famiglia che ha vissuto sempre di stenti e in uno stato di povertà, piove il successo e la luce dei riflettori del mondo “patinato” e della cinematografia. Ecco che si finisce per illudere una famiglia povera, facendole credere che il successo le porterà soldi e fama, o semplicemente una casa. O ancora peggio, spingendo un genitore a spremere come “un limone” un proprio figlio diventato famoso, per cercare di trarne profitto.

L’India ha molte contraddizioni, che aumentano in modo direttamente proporzionale allo sviluppo industriale del Paese; poiché se da un lato cresce in modo mostruoso il PIL, dall’altro aumenta lo sfruttamento dei lavoratori e l’emarginazione dei ceti bassi.

 


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venerdì, 15 maggio 2009

LETTERA A MUSSOLINI

Ieri visitando il sito di "Inessuno" (http://salviamocarrara.splinder.com/), ho visto un interessantissimo video sull'ultima intervista di Mussolini rilasciata il 20 marzo del 1945 al giornalista fascista Ivanoe Fossani (che in realtà avevo già letto su un sito dedicato al Duce), su un'isoletta del Lago di Garda, Trimellone, quando ormai la sua figura, e il Fascismo in generale, erano in fase declinante.
Pertanto si tratta di un vero e proprio testamento del Duce ai posteri.
Oltre al suddetto video che lascio di seguito, colgo l'occasione anche per postare una lettera che simbolicamente ho scritto e pensato tempo fa per il Duce. Figura controversa, affascinante, oscura, della quale, come per il Fascismo (e per tutti gli eventi della storia in generale), preferisco fare un bilancio, e non una promozione o bocciatura a priori.

Mia lettera a Mussolini:

Non so cosa mi abbia spinto a scriverti, forse il fascino che mi hai sempre suscitato. Ho detto fascino, non ammirazione, perché comunque non condivido molte delle cose che hai fatto.

Sei stato un uomo coraggioso, perché hai preso per mano un popolo difficile come quello italiano, fatto da tanti che oggi ti seguono e domani chissà. Che hanno memoria corta, sono pigri. Restii al dovere e alla fedeltà verso chi li guida.

Non so chi ti spinse a fare certe scelte, forse il tuo essere megalomane, come del resto lo sono tutti i dittatori. Ma tu hai voluto bene all’Italia, lo sento. Hai cercato di ergerla a grande Nazione, ma i problemi di fondo che ha, non ti hanno permesso di farlo fino in fondo.

Hai risolto problemi che nessun altro politico ha risolto: hai cacciato i mafiosi, bonificato paludi, dato alla Chiesa la sua giusta dimensione sulla Terra.

Oggi diversi ti rimpiangono, altri ti detestano, altri fanno politica in tuo nome, ma non hanno lontanamente a che fare con la tua passione, il tuo genio, la tua vitalità.

Hai privato la gente del bene più prezioso della vita: la libertà. E di questo non finirò mai di criticarti. Ma hai fatto sì che il nostro Paese, per almeno vent’anni, sia stato una Patria, abbia avuto un’identità nazionale.

 

Video:


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giovedì, 14 maggio 2009

FLASHBACK

Ieri il DDL sulla sicurezza ha ottenuto il SI della Camera, e riguardava 3 Maxiemendamenti: sull'immigrazione, con i provvedimenti più rilevanti riguardanti l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, e il prolungamento a sei mesi della permanenza dei clandestini nei CEI (con 316 voti a favore e 258 contrari); sulla criminalità organizzata, con l'inasprimento delle norme antimafia e antiriciclaggio (con 315 voti a favore e 246 contrari); sulla sicurezza pubblica, con l'introduzione, fra le altre cose, delle cosiddette “ronde”, con persone scelte dando la precedenza a chi ha un trascorso nelle forze armate (con 315 voti a favore e 237 contrari).

Il DDL forse meriterà maggiore approfondimento quando sarà definitivamente approvato; cosa scontata, vista la larga maggioranza sulla quale tale Governo poggia. Ciò che però in questi giorni più vivacizza il dibattito politico e dell’opinione pubblica, è il respingimento attuato negli ultimi giorni nei confronti di barconi clandestini provenienti dalle coste libiche. Respingimenti che ci stanno costando l’etichettamento di razzisti da parte dell’UE e dell’ONU.

Ora, come ho già detto in altri post, ciò che bisogna fare è saper oscillare tra il buonismo di sinistra e la xenofobia di destra, ovvero munirsi di buon senso. Perché se è vero che tra tutti quei disperati si annidano anche malfattori, è anche vero che molte di quelle persone a bordo di quelle barche improvvisate, sono anziani, donne, e bambini (tra cui neonati); forse usati anche come “escamotage” per permettere ai delinquenti di penetrare tra i disperati. Però è impensabile respingerli a priori, ma è più ragionevole tenere qualche giorno queste persone, per identificarle e al limite, poterle smistare anche in altri Paesi europei, i quali, lontani dal Mediterraneo, comodamente ci accusano di razzismo e xenofobia. Ridicolo anche prendersela con Malta, un’isola troppo piccola per un problema di questa portata.

Per non rischiare di dire sempre le stesse cose però, mi affido anche in questo post (come sto facendo spesso ultimamente con video e foto) ad un video mandato in onda l’altro ieri a Ballarò, relativo a Berlusconi che nel 1997, da capo dell’opposizione, addirittura accorse, commovendosi, dai profughi albanesi, poiché molti erano stati respinti; operazioni che avevano causato, tra l’altro, 87 morti.

Ieri gli albanesi, oggi i nordafricani; ieri il centro-sinistra al Governo, oggi il centro-destra: le operazioni non sono cambiate; chi ci va a perdere davvero, ossia i disperati, nemmeno; e le ipocrisie dei nostri politici neppure.

Ecco il servizio di Ballarò, che ben spiega questo scenario:



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martedì, 12 maggio 2009

SPOT SULLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE

Non so quanti di voi hanno avuto la fortuna (o sfortuna) di imbattersi in questo spot del Governo sulle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, che si terranno in Italia, sabato 6 e domenica 7 giugno.

Giusto l’appello destinato agli elettori italiani di andare al voto, ed espletare così un diritto democratico, che però sentono sempre meno, forse perché tra amministrative, politiche ed appunto elezioni europee, si va a votare ogni anno, e a volte anche più volte in un anno. E non sempre perché le Istituzioni vanno giustamente rinnovate per la decorrenza dei termini previsti, bensì perché i governi a vari livelli, durano spesso meno del previsto, per i soliti giochini di potere o eventuali scandali.

Ritornando alle elezioni europee poi, lo spot ci presenta un’Europa (istituzionalmente parlando) ricca di speranze ed opportunità economiche, sociali, culturali e appunto politiche; ma vorrei sapere quanti europei sentono davvero di averne. Il Parlamento europeo, da quando è in vita, è apparso sempre come qualcosa di lontano dagli europei che dovrebbe rappresentare. Non è bastato infatti, a mio avviso, né l’allargamento attuale a 27 Stati, né dal 1978, l’elezioni diretta dei suoi membri da parte degli elettori dei suoi Stati membri (prima venivano eletti mediante i rispettivi parlamentari nazionali), né il rafforzamento politico ed economico avvenuto nel 1992 con la nascita dell’UE, né tanto meno a partire dal 2002, l’utilizzo di una “moneta unica”; che anzi, per la speculazione dei commercianti e dello Stato, i quali hanno in sostanza raddoppiato i prezzi e le tariffe, è vista dagli italiani più come uno svantaggio che un vantaggio.

Certo, i vantaggi di essere parte integrante di un più vasto “sistema europeo” ci sono e sono importanti, ma per i cittadini italiani sono ancora impercettibili e lontani, vuoi per disinformazione, vuoi per scetticismo a priori, vuoi per reali svantaggi sopraggiunti. Di fatto, l’europarlamento per la maggioranza degli italiani, è visto solo come un laboratorio fatto di tecnocrati, che sostengono le istanze e difendono i diritti di banche, multinazionali, lobby; oltre a non essere in grado di prendere decisioni forti e riformiste.

Guardatevi lo spot se non lo conoscete ancora, e ditemi se, quando termina, non vi scappa una risata. Anche in virtù del fatto che a lanciarlo, sono coloro che qualche anno fa si mostravano scettici verso l’euro, e con populismo cercavano di accogliere le istanze dei cittadini molto dubbiosi sulla moneta unica. Anzi, c’è chi, come la Lega, non ha mai abbandonato tali posizioni.

A me, ad esempio, la risata è scappata, lo ammetto.


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