Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
Cresciuto tra il "comunismo rivoluzionario" di mio padre e la "morale cattolica" di mia madre, politicamente mi descrivo un estimatore del "socialismo europeo", ossia del modo laico-riformista di cambiare la società, con un occhio di riguardo verso i socialmente svantaggiati, senza cercare un "conflitto di classe" con i capitalisti o gli aristocratici, bensì un dialogo costruttivo; nè senza l'appiattimento dell'economia in chiave statalista.
PER CONTATTARMI: lucascialo@virgilio.it



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domenica, 01 novembre 2009

ULTIMI FILM VISTI

Dato l'alto numero di film visti negli ultimi mesi, la rubrica "Ultimi film visti" è sospesa.


| Categoria: cinema |

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mercoledì, 30 settembre 2009

IL FOGGIA DI ZEMAN DIVENTA FILM

Lunedì scorso, nella "Casa del Cinema" di Roma è stato presentato un film-documentario sul Foggia allenato da Zdenek Zeman (1989-1994), quando la squadra pugliese, in barba a qualsiasi pronostico, fece tremare le big di allora, che in fondo sono ancora quelle di oggi. La regia è di Giuseppe Sansonna.

Il docu-film si chiama “Zemanlandia”, proprio come fu definito il suo modo di essere e di lavorare, in quanto è stato un Mondo a parte. In particolare, si ricordano di lui i duri allenamenti, il gioco offensivo poco curante della fase difensiva, e il suo modo di porsi con i giornalisti, con poche parole ma ugualmente molto ironiche.

Il documentario ripercorre le vicende del grande Foggia di Zeman, dando la parola ai protagonisti di allora e illuminando di nuova luce i retroscena del miracolo calcistico del Tavoliere. Impreziosito dal calcio giocato e da materiali di repertorio delle televisioni private, il film raccoglie l' intervista più lunga che Zeman abbia mai rilasciato. Nel documentario, calciatori affermati, dopo aver esordito da sconosciuti a Foggia, come Signori, Rambaudi e Di Biagio, ricordano con nostalgia i gradoni dello stadio Zaccheria, gli allenamenti da marines consumati sul campo in terra battuta dell' oratorio della Chiesa di San Ciro. Attorno a un tavolo, dopo quindici anni, gli amici e collaboratori tecnici di allora si divertono a raccontare aneddoti. Nelle loro testimonianze emerge uno Zeman inedito, ironico, immerso in interminabili partite a carte con massaggiatori e magazzinieri. L' intervista a due tra Zeman e il presidente del club di allora, Pasquale Casillo, rivela gli equilibri lavorativi e personali di due personalità agli antipodi: gelido e silenzioso il primo, vulcanico e loquace il secondo.

Zeman da allenatore non ha vinto nulla, anche quando ha allenato squadre blasonate quali le romane Lazio e Roma; tuttavia, gli si deve riconoscere la capacità di aver scoperto alcuni futuri campioni, o di aver fatto migliorare giocatori già affermati. Poi fu messo lentamente ai margini, soprattutto da quando nel 1998, fu uno dei primi a lasciare dichiarazioni sul fenomeno del doping in Italia, avendocela soprattutto con la Juventus. Da allora, e non credo solo per caso, Zeman ha allenato solo squadre minori, fino ad essere sparito dal calcio italiano da qualche anno (ultima squadra allenata il Lecce nel 2006).

Zeman manca al calcio italiano per tante cose: per il gioco spumeggiante delle sue squadre nonostante non avesse campioni affermati, la sua ironia, le sue infinite sigarette, la sua onestà…che in Italia, si sa, si finisce sempre per pagare.


| Categoria: cinema, calcio |

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martedì, 15 settembre 2009

CONCORSO "PINGUINI NEL DESERTO"

L’associazione “PianetaDown” (www.pianetadown.org) con sede in Pescara, con il Patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca indice la prima edizione del concorso “Pinguini nel deserto”, aperto alle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale italiano, che si terrà dal 13-09-2009 al 5-12-2009.

 

Regolamento

 

1. Oggetto del concorso

Pinguini nel deserto” vuole essere l’occasione per una riflessione di gruppo sulla disabilità intellettiva-relazionale, con particolare riferimento alla Sindrome di Down.

Qual è la percezione che si ha a livello individuale e di gruppo della disabilità intellettiva? Quali sentimenti istintivi genera l’incontro-scontro con essa nella realtà quotidiana? Quali le dinamiche di esclusione e di inclusione che si sviluppano a livello personale e di gruppo? Come favorire queste ultime a scapito delle prime? Quali strumenti abbiamo a disposizione e quali sarebbero necessari?

 

La riflessione dovrà essere proposta e condivisa attraverso l’utilizzo di forme artistico-espressive (così come previste nel punto 5), a partire da una “traccia” data, consistente in un’immagine allegata al presente bando di concorso, e nel suo breve commento.

 

2. Partecipazione

Il concorso è riservato alle classi delle Scuole materne, primarie e secondarie di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale Italiano. Proprio per favorire la riflessione comune a beneficio dell’inclusione delle persone con Sindrome di Down o altra disabilità intellettivo-relazionale, è ammessa la sola partecipazione a livello di classe (tutti i partecipanti del gruppo devono rispondere ai requisiti di partecipazione richiesti dal concorso). Per ogni iscrizione dovrà essere indicato il nome ed il recapito mail di una persona di riferimento, maggiorenne, che fungerà da interlocutore e da responsabile a tutti gli effetti nei confronti degli organizzatori del concorso e che sarà il solo soggetto legittimato al ritiro di eventuali premi.

 

3. Opere inedite

Gli elaborati presentati devono essere originali e inediti, sviluppati espressamente per il concorso in oggetto. La non conformità a tali requisiti, a insindacabile giudizio della Giuria, prevede l’esclusione dei partecipanti dal concorso o, qualora la non conformità dovesse emergere successivamente, l’annullamento dei riconoscimenti eventualmente assegnati, con obbligo di restituzione di quanto eventualmente percepito.

Si fa presente che ogni soggetto partecipante è responsabile di quanto presentato e perciò garante dell’utilizzo di materiale libero da copyright-diritti d’autore (immagini, testi), e che l’Associazione non risponderà in alcun modo delle eventuali violazioni in tal senso.

 

4. Iscrizione e consegna dei lavori

L’iscrizione al concorso avverrà consegnando il lavoro entro le 12.00 del giorno 05-12-2009, preferibilmente via posta elettronica all’indirizzo pinguinineldeserto@pianetadown.org, oppure via posta ordinaria su supporto informatico (CD-DVD) adeguatamente protetto dai danneggiamenti accidentali al seguente indirizzo, Sede dell’Associazione:

 

Associazione Pianeta Down – Concorso “Pinguini nel deserto”

C.da Seta 37 bis -83040 Conza della Campania AV

 

Congiuntamente al lavoro dovrà pervenire la domanda di iscrizione al concorso, compilata in ogni sua parte.

Per i lavori spediti via posta farà fede il timbro dell’ufficio postale.

L’iscrizione al concorso è gratuita.

 

5 Tecniche e categorie

Il Concorso, nella sua prima edizione avrà una categoria “unica”, a carattere letterario-figurativo.

Partendo dal disegno e dal testo esplicativo allegato al presente bando, i soggetti partecipanti dovranno sviluppare, attraverso metodi e modalità che favoriscano la partecipazione attiva di tutta la classe (ad esempio per la scuola dell’infanzia la forma letteraria della favola, piuttosto che il racconto,  oppure il saggio per le scuole secondarie), ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel punto 1 del seguente Regolamento, un elaborato letterario a piacere, eventualmente arricchito di una parte grafica (disegni, fotografie, etc).

L’elaborato, che dovrà essere fornito in formato .doc (Microsoft Word) non potrà superare le venti cartelle da 2000 battute inclusi gli spazi.

Sul sito dell’Associazione è scaricabile un modello del formato, impostato secondo questi parametri, al seguente indirizzo:  www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/formato.doc

 

6 Riunioni della giuria

La Giuria effettuerà tre sessioni di giudizio. Nella prima si valuterà se gli elaborati pervenuti siano conformi al regolamento del presente bando.

Nella seconda verrà effettuata una prima selezione delle opere più meritevoli (almeno cinque per ogni grado scolastico, con tutte le categorie rappresentate).

La terza sessione decreterà i vincitori previsti nel presente regolamento.

La Giuria validamente costituita potrà deliberare a maggioranza dei presenti. Le deliberazioni della Giuria e le motivazioni dei premi assegnati verranno trascritte su apposito verbale e pubblicate sul sito internet dell’Associazione www.pianetadown.org.

 

7. Composizione della giuria

Le prime due sessioni di giudizio saranno svolte direttamente dai membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione Pianeta Down. La giuria finale sarà composta da 7 giurati, due dei quali dovranno far parte dell’Associazione Pianeta Down.

Sarà cura del comitato organizzatore del concorso il coinvolgimento di altri componenti qualora si verificasse la necessità di operare sostituzioni.

 

8. Esito del concorso

L’esito del concorso sarà comunicato via e-mail e lettera raccomandata ai concorrenti vincitori entro il 28-02-2010; i risultati saranno inoltre pubblicati sul sito internet dell’Associazione (www.pianetadown.org)

 

9. Premi

I premi sono costituiti da buoni per l’acquisto di materiale didattico e/o per il tempo libero, da utilizzare preferibilmente a favore di progetti di integrazione ed inclusione, a scelta dei vincitori.

Sono previsti due premi per ogni ordine di scuola (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado), senza distinzione in categorie

 

1° Premio = buono per il valore di 1200 Euro

2° Premio = buono per il valore di 800 Euro

 

A questi si aggiungerà un primo premio “assoluto” scelto tra i vincitori dei primi premi nei singoli ordini scolastici per il valore di 800 Euro (aggiuntivi rispetto ai 1200 già vinti), per un totale di 9 premi.

 

I lavori premiati, insieme con gli altri lavori ritenuti eventualmente meritevoli, potranno essere pubblicati a cura dell’Associazione Pianeta Down, su un volume dedicato, con lo scopo di diffondere attraverso gli elaborati risultati vincitori la cultura della “non-diversità” ed il riconoscimento delle differenze personali come “valore”.

 

Ad insindacabile giudizio della Giuria, qualora non ci fossero lavori meritevoli, i premi potranno non essere assegnati, in tutto o in parte.

 

10. Premiazione

La premiazione avverrà nel periodo aprile-maggio 2010, in luogo e orario da definire da parte del comitato organizzatore, che provvederà a darne comunicazione ai vincitori e pubblicità sul sito www.pianetadown.org . I premi verranno consegnati esclusivamente durante la cerimonia. E’ fatto obbligo per questo motivo che i rappresentanti responsabili (vedi punto 2-Partecipazione) delle classi vincitrici, o un loro delegato munito di regolare delega al ritiro, siano presenti alla cerimonia stessa.

I premi eventualmente non ritirati andranno ad alimentare il monte premi della prossima edizione del concorso.

 

11. Le opere del concorso

I progetti artistici non verranno restituiti agli autori e diventeranno patrimonio dell’Associazione Pianeta Down. Essi potranno essere utilizzati per pubblicazioni o convegni sempre nel rispetto degli scopi dell’associazione.

 

12. Accettazione del bando

La partecipazione al concorso da parte del candidato presuppone la totale accettazione del presente bando.

 

13. Segreteria del concorso e informazioni

Eventuali chiarimenti possono essere richiesti via mail alla segreteria organizzativa del concorso, presso l’Associazione Pianeta Down al seguente indirizzo: pinguinineldeserto@pianetadown.org

 

Il presente bando del concorso è pubblicato sul sito internet al seguente indirizzo:

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/bando.pdf

 

Scarica qui la scheda di iscrizione

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/scheda-iscrizione.doc

 

Scarica qui la “traccia” di partenza dalla quale sviluppare l’elaborato

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/traccia.pdf



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lunedì, 07 settembre 2009

VIDEOCRACY

E’ uscito lo scorso venerdì nelle sale italiane, “Videocracy”, film diretto da Erik Gandini, regista nato e cresciuto in Italia ma residente in Svezia. Il film è stato trasmesso anche al Festival di Venezia.

Un documentario che, a partire dalla trasmissione di uno strip casalingo di una delle prime televisioni private, affronta il tema del potere della televisione in Italia grazie a materiale di repertorio, a interviste esclusive a Lele Mora e a Fabrizio Corona, e alla storia di un giovanotto fortemente intenzionato a diventare il “Van Damme” cantante della televisione. Molto curiosa la parte dedicata a Lele Mora, che si lascia andare come non mai davanti ad una telecamera, forse perché credeva che il documentario fosse solo destinato ad un pubblico nord-europeo, magari per qualche programma di scarsa importanza. Mora viene ripreso nel candore bianco della sua villa in Sardegna, mentre tira fuori l'anima nera che ha dentro con grande semplicità: il suo cellulare di ultima generazione non solo suona “Faccetta nera” ma propone un video di montaggio in cui a immagini di Mussolini si alternano svastiche e altri aberranti simboli. Vanta altresì una grande amicizia con il Premier.
Corona invece si dichiara un “Robin Hood” di nuova generazione, ma un po’ egoista, poiché ruba ai ricchi per dare…a sè stesso; si esibisce nudo allo specchio e si fa riprendere mentre conta centinaia di euro.

C'è poi l'illuso di turno che troverà meno del quarto d'ora di celebrità che spera, a “X-Factor”.

Insomma, un film che più che descrivere la discesa in campo di Berlusconi in politica, tratta il tema della degenerazione della TV italiana degli ultimi trent’anni, cui il Cavaliere è stato principale fautore con le sue reti commerciali. Le stesse che, oltre a permettergli di vincere più elezioni con un bombardamento mediatico degno delle migliori dittature, ha permesso altresì la nascita di finti miti quali Mora, Corona, i vari pupazzi di “Uomini e donne”, i tanti ragazzi che sperano di sfondare e abboccano a tante false promesse (anche scendendo a squallidi compromessi sessuali); e infine, peggio ancora, le stesse emittenti, insieme (cosa ancor più grave) a quelle pubbliche che stanno comportando una degenerazione culturale del nostro Paese, sempre meno interessato all’attualità e alla politica.

Per quanto riguarda Corona poi, spesso facendo zapping tra i canali TV locali, mi è capitato di vederlo in locali, negozi, strutture balneari con tanto di folla al seguito composta di gente munita di fotocamere e cellulari per strappare una sua immagine. L’immagine di uno che si è fatto i miliardi ricattando i vip a suon di foto che li ritraggono nel loro privato, e che è stato per di più in carcere. 

Infine, non bisogna dimenticare la censura che RAI e Mediaset hanno applicato al trailer di questo film, ovviamente perché scomodo. Per fortuna però, al Festival di Venezia ha ottenuto un ottimo seguito e ha mosso tanto interesse e curiosità.

Per quanto mi riguarda, non so se lo andrò a vedere, perché so già di ricevere un pugno nello stomaco nel guardare certe cose, e già ne ricevo tutti i giorni informandomi un po’. Ma spero che almeno all’estero il film abbia molto successo (sugli italiani ormai non spero più).

Posto di seguito il video del trailer del film, appannaggio di chi non ha potuto vederlo.


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sabato, 15 agosto 2009

CHIUSO PER FERIE


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sabato, 08 agosto 2009

ULTIMI FILM VISTI

Ecco un altro post sugli ultimi film visti, cui, come di consueto, do un mio giudizio e voto personale.

 

1) PALOMBELLA ROSSA: Film diretto e interpretato da Nanni Moretti nel 1989, narra la vita di Michele Apicella, il quale, dopo un incidente, ha perso la memoria, e durante una partita di pallavolo cerca di ricordare il proprio passato, con flashback confusi sulla propria infanzia o vicende di quando era un giovane militante del PCI, o altri più recenti, da dirigente. Durante gli allenamenti tiene un’intervista sullo stato della sinistra, con una giornalista che utilizza termini moderni e americani, che lui proprio non sopporta (da qui la celebre frase “le parole sono importanti”). Come si può evincere, tutto il film è una metafora sul PCI, che nell’89 attraversava una crisi d’identità in seguito alla caduta del muro di Berlino, e viveva un processo di grandi cambiamenti interni; un eterno bivio, tra il voler continuare con il proprio passato da un lato e il voler guardare avanti dall’altro. Ci sono poi alcune scene molto belle, come quando durante il rigore decisivo della partita, tutti, compresi i giocatori, si recano al Bar del palazzetto per guardare la drammatica scena finale de “Il Dottor Divago”; oppure quando, durante un’intervista televisiva incalzante di alcuni giornalisti sul futuro del PCI, Michele risponde titubante non sapendo cosa dire, utilizzando le parole della canzone di Battiato “E ti vengo a cercare”, partendo poi di fatto anche la base musicale.

Il primo film da regista di Moretti trattante esplicitamente tematiche politiche, in particolare, l’inizio dello smarrimento del PCI; tema molto caro al regista anche in altri film successivi, facendolo sempre con ironia e malinconia. VOTO: 6,5

 

2) APRILE: Film del 1998 scritto, diretto e interpretato da Nanni Moretti, che interpreta appunto sé stesso che deve girare un docufilm sulle elezioni del ’96, raccogliendo interviste, ritagli di giornale, eventi e quanto altro; ma l’entusiasmo per la nascita del figlio ne rallenta i lavori, finendo per girare un film molto più romantico e disimpegnato, su un pasticciere trotzkista del ’56 che festeggia nel suo laboratorio, a suon di dolci da fare, la morte di Stalin. Durante il film si susseguono estratti di interviste televisive, tra cui quella a Berlusconi dopo la vittoria delle elezioni del ’94, o quando il regista rivolge a D’Alema il famoso invito “dì qualcosa di sinistra” mentre guarda il confronto televisivo a “Porta a porta” tra quest’ultimo e il Cavaliere; oppure la scena di Moretti che scende in strada dopo la vittoria del centro-sinistra guidato da Prodi nel ’96, o ancora, quando si reca in Puglia dopo la tragica morte di alcuni albanesi durante il grande esodo di massa del ’97 e critica gli esponenti di sinistra per non essersi recati sul posto; oppure quando riprende col suo staff l’arrivo della Lega su una nave a Venezia per sancire la secessione del Nord dal resto d’Italia. Insomma, squarci politici del triennio ’94-97, quasi tutti tristemente ancora attuali, e alcuni dei quali molto critici verso i vertici della sinistra, che proprio in quegli anni persero l’occasione di effettuare quelle riforme che oggi forse avrebbero portato l’Italia verso un altro stato socio-economico nonché politico. Film comunque interessante; un documentario piacevole insomma. VOTO: 7,5

 

3) CARO DIARIO: film del 1993 scritto, diretto ed interpretato da Nanni Moretti, vincitore del premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1994. Diviso in 3 episodi, è un altro film autobiografico dell’autore, questa volta in modo palese, poiché in esso esprime gusti personali o narra vicende davvero accadutegli.

Il primo episodio, “In vespa”, vede il protagonista andare in giro su una Vespa in una Roma estiva e semideserta, attraversando i quartieri e dedicando ad ognuno di essi un pensiero ed una valutazione sociale e storica sulle loro caratteristiche architettoniche, oltre poi ad altre considerazioni come sui balli latinoamericani o su un film splatter “Henry - Pioggia di sangue”, criticando il film nonché il programma cinematografico delle sale in estate, che a detta del regista è assurdo. L'episodio si apre alla Garbatella e si conclude a Ostia, nei pressi del luogo in cui fu ucciso Pier Paolo Pasolini.

Nel secondo episodio, “Isole”, Moretti è in viaggio alle isole Eolie, dove cerca un po’ di tranquillità per scrivere la sceneggiatura di un nuovo film. Ma su ogni isola, il regista troverà qualche caratteristica negativa che lo costringerà alla fuga: a Lipari, dove si ricongiunge con l’amico Gerardo, trova solo caos turistico; a Salina troverà con l’amico un’isola dominata da coppie sposate aventi tutte un solo figlio, ovviamente viziato e di cui esse sono vittime; arrivano a Stromboli, ma Moretti dovrà vedersela con un Sindaco che ha tanti progetti strampalati, dei paesani poco accoglienti e con lo stesso amico Gerardo ormai ossessionato da Beautiful; scappati anche da lì, arrivano a Alicudi, la più "selvaggia", priva di acqua potabile ed elettricità e qui finalmente Moretti sembra soddisfatto della sistemazione; ma l'amico Gerardo scappa dall'isola appena si rende conto di non avere la possibilità di seguire la sua soap opera preferita.

L'ultimo episodio, “Medici”, racconta di Moretti alle prese con un crescente prurito e sofferente d'insonnia, che lo porta a rivolgersi a molti medici, anche di nota fama in quel di Roma, nonché curatori orientali. Gli diagnosticano anche un tumore benigno, ma egli consultando un’enciclopedia medica, scopre che in fondo aveva sempre avuto tra le mani la soluzione al suo problema (di qui la critica “i medici sanno parlare ma non sanno ascoltare”) e così butta via tutti i medicinali e le terapie, capendo che una sana alimentazione e un bicchiere d’acqua al mattino sono la miglior cura. VOTO: 7

 

4)IL MAGO DI OZ: film fantasy del 1939 diretto da Victor Fleming (noto anche per “Via col vento” uscito lo stesso anno), con la partecipazione di Judy Garland, una delle attrici di maggior successo dell'epoca, nei panni di Dorothy Gale.

Dorothy Gale è una ragazzina che vive con gli zii e il suo cane in una fattoria del Kansas, e durante un forte ciclone sbatte la testa perdendo i sensi, ed inizia a sognare. Sogna che il ciclone sta trasportando lei, il suo cane e la sua casa fino in cielo, facendoli atterrare in un Paese incantato, il favoloso Mondo di Oz. Di qui iniziano una serie di avventure, con la ragazzina che dovrà andare dal Mago di Oz che si trova nella città di Smeraldo, per chiedergli di ritornare a casa, come le aveva detto Glinda, la strega buona del Nord. Durante il tragitto incontrerà 3 personaggi, ognuno dei quali la accompagnerà dal Mago per chiedere di avere ciò che più gli manca: uno spaventapasseri che desidera avere un cervello, un uomo di latta che desidera avere un cuore e un leone codardo che vorrebbe avere appunto il coraggio ed essere il re della foresta. Ma affronteranno varie prove, tra cui le stregonerie della strega crudele dell’Ovest, sorella della deceduta strega dell’Est, rimasta uccisa proprio dalla casa di Dorothy piombatele addosso, che oltre a vendicarsi, vorrebbe riappropriarsi delle scarpette magiche della sorella che ora Dorothy si ritrova ai piedi.

Tutti i personaggi del sogno di Dorothy sono impersonificati da persone che lei conosce nella vita reale. Particolarità del film è che inizia in bianco e nero, ma poi la pellicola diventa a colori quando Dorothy si sveglia nel Mondo di Oz. Il film, almeno nella prima parte, acquisisce fortemente i connotati di un musical. Ben fatte infine, anche le ambientazioni e i costumi dei vari personaggi.

Film che non vedevo da circa vent’anni, e come succede sempre in questi casi, noti la differenza tra ciò che ti suscitava allora e ciò che ti suscita adesso. Ma essendo un classico andava visto, ed in fondo, guardare una favola di tanto in tanto, non guasta mai, soprattutto quando si diventa adulti, almeno all’anagrafe. In fondo, ha più di un significato fondamentale, come le tre caratteristiche che i protagonisti desiderano, sono elementi fondamentali della nostra vita: avere un cervello (ovvero ragionare), avere un cuore (quindi dei sentimenti), avere del coraggio, l’importanza della famiglia .

VOTO: 8

 

5)TRANSFORMERS: trasposizione cinematografica dei celebri Transformers, serie animata del 1984-87, è un film d'azione/fantascienza del 2007 diretto da Michael Bay.

Due razze di robot alieni in guerra tra loro, gli Autobots (i buoni) e i Decepticons (i cattivi), sono rimasti senza Pianeta, dopo che il loro, Cybertron, è esploso in una sorta di Big Ben. Hanno scelto così la Terra per darsi battaglia, pianeta sul quale milioni di anni fa è caduto il Cubo di Energon, il potere supremo capace di infondere la vita ai Transformers. Sam Witwicky - nipote dell'esploratore che per primo, durante una missione nel Circolo Polare Artico sul finire del 1800, ebbe a che fare con Megatron, il capo dei Decepticons - è l'unico che può aiutare Optimus Prime e i suoi Autobots a ritrovare il cubo e distruggerlo prima che finisca nelle mani dei nemici, poiché negli occhiali del suo trisavolo è rimasta impressa la locazione dell’oggetto, ormai disperso nel Polo Nord, dove tra l’altro si trova l’ibernato Megatron.

Film impregnato più sull’azione e gli effetti speciali, anziché su una trama efficace; ma tale cosa è immancabile trattandosi di robot, e forse il film è passato alla storia più per la bella Megan Fox, nei panni di una dei due protagonisti “umani”, la quale in realtà sembra più intenta a mostrare il suo bel visino in varie pose, anziché recitare.

E’ un genere cinematografico che a me non piace molto, infatti ho visto il film soprattutto per la passione che avevo da piccolo per il cartone animato. Ma debbo anche dire che spesso anche i film d’azione ricchi di effetti speciali hanno una trama coinvolgente. VOTO: 6.

 

6)RITORNO AD OZ: è un film d'animazione, seguito ufficiale del celeberrimo film “Il Mago di Oz” di cui ho parlato in precedenza, e adattamento del secondo romanzo su Oz di L. Frank Baum, “Il meraviglioso Paese di Oz”. Prodotto nel 1964 dallo studio Filmation, è uscito al cinema solo nel 1972, nel Regno Unito.

Dorothy, nei mesi successivi alla vicenda vissuta ad Oz (almeno nel suo immaginario) soffre di insonnia, poiché pensa sempre a quel Mondo incantato e ai suoi vecchi amici. Gli zii così decidono di affidarla ad una casa di cura che utilizza moderni macchinari basati sull’elettricità per curare i malati psichici. Ma grazie all’aiuto di un’altra paziente sua coetanea, riesce a scappare in una notte tempestosa (il buio causato dal black out di un fulmine aiuta le due a fuggire). Tuttavia entrambe cadono in un fiume e Dorothy perde i sensi, ritrovandosi una volta sveglia, di nuovo nel Mondo di Oz. Inizia così una nuova avventura, con nuovi amici: il tenero Testa di Zucca (Jack), il valoroso Stallone III ( chiamato anche Testa di Legno, essendo un cavallo da giostre), un soldato di rame dell’esercito di Oz chiamato Tic toc, bisognoso continuamente delle ricariche di Doroty (ha tre chiavette, per il pensiero, la voce e il movimento). La strega di turno è la cugina della Strega dell'ovest, ovvero Mombi, che vuole occupare la città di Smeraldo con l'aiuto dei suoi uomini rotanti (wheelers). Dorothy e i suoi nuovi compagni partono per questa nuova avventura per salvare il vecchio amico Spaventapasseri, diventato re di Oz dopo la partenza del Mago, nonché tutta la città di Smeraldo ormai pietrificata dal Re degli gnomi, un essere di pietra.

Questo seguito non sfugge alla regola che vuole i seguiti quasi mai all’altezza del primo film, soprattutto se questo è un colossal. Cambia un po’ la storia, mentre solo parzialmente i personaggi, che invece si avvicinano vagamente a quelli del primo film. Anche gli effetti speciali e i costumi adoperati (la scena più impressionante è quella della strega che si cambia le teste), a mio avviso, si mostrano paradossalmente inferiori a quelli del primo film, malgrado quest’ultimo sia stato girato quasi trent’anni prima (facendo ovviamente le dovute differenze dal punto di vista tecnologico). VOTO: 5,5

 

7)IL CAVALIERE OSCURO: è un film del 2008 diretto da Christopher Nolan, sul famoso eroe mascherato dei fumetti, BatMan, che riprende la trama del Batman di Tim Burton del 1989, con qualche differenza e l’aggiunta nell’ultima fase del film di un altro nemico storico del Cavaliere oscuro, ossia “Due facce”. Film passato alla storia soprattutto perché nel cast compare Heath Ledger, attore australiano morto a soli 28 anni, un martedì 22 gennaio 2008, causa un avvelenamento accidentale causato dagli effetti combinati dei sonniferi e degli ansiolitici che l'attore stava prendendo dietro normale prescrizione medica.

Una Gotham city sempre preda di criminali di alto e basso rango, sembra avere una nuova speranza oltre a Batman, il quale più che come eroe, viene visto dai più come una sorta di problema per la città; si tratta di Harvey Dent, che cerca di incastrare alcuni mafiosi e narcotrafficanti, in particolare Sal Maroni. In realtà sembra esserci riuscito, o quasi, avendo fatto arrestare molti criminali grazie anche alla collaborazione forzata di un commercialista Giapponese, cui i malavitosi affidavano i propri investimenti. A questo punto entra in scena Joker e il film entra nel vivo, tra colpi di scena, eroismi e gesti criminali di quest’ultimo. Tra le sorprese del film, la trasformazione di Dent in uno degli storici nemici di BatMan, ossia “due facce”, dopo che una metà del suo volto è stata sfigurata da un incendio.

Sinceramente non capisco perché è stato riesumato tra i nemici di Batman, proprio quello che l’eroe mascherato aveva sconfitto nella prima trasposizione cinematografica a lui dedicata, ossia Joker (molti ricorderanno l’interpretazione di Jack Nicholson, il quale si è anche arrabbiato per non essere stato chiamato in causa dal regista per la scrittura del personaggio, anzi si vocifera che volesse proprio reinterpretarlo egli stesso); sebbene Ledger sia stato bravissimo in questo ruolo. Il film non riprende solo Joker ma in sostanza tutta la trama del primo Batman, con qualche differenza, ed è il continuo di “Batman Begins”, il quale è stato una sorta di rottura con i primi 4 film.

Oltre a questa riproposizione del primo Batman, un’altra pecca che vi trovo è l’eccessiva lunghezza, che ad un certo punto comincia a stancare (a mio avviso un film deve durare al massimo 2 ore, altrimenti si perde il filo della trama). Insomma, se con Batman Begins (che rivela al pubblico le origini di Batman) la serie cinematografica aveva trovato nuova linfa dopo il terzo e quarto film, mediocri e banali, con “Il Cavaliere oscuro” si ritorna ad un film basato soprattutto su effetti speciali, paesaggi cupi e scazzottate, sebbene superiore a “Batman & Robin” e “Batman Forever”. VOTO: 6,5.

 

8)THE ELEPHANT MAN: è un film drammatico del 1980 diretto da David Lynch, Il film è stato adattato dai libri The Elephant Man and Other Reminiscences (Frederick Treves) e The Elephant Man: A Study in Human Dignity (Ashley Montagu).

Il film si apre con la scoperta del deforme John Merrick da parte del Dottor Frederick Treves durante uno spettacolo di strada gestito dal malvagio Bytes. Merrick presenta numerose deformazioni in gran parte del corpo, soprattutto nel capo, tanto da venire soprannominato The Elephant Man; per non essere deriso indossa in testa perennemente un cappuccio cucito ad un cappello, in modo tale da coprire la testuggine e in parte le deformità del viso. Bytes si ritiene il proprietario di Merrick, tanto da voler essere pagato per cederlo per scopi medici al Dr. Treves. Appena Merrick fa ritorno dal suo "proprietario", il quale è in stato di ebbrezza, questi lo picchia violentemente. Treves giunge in aiuto del povero uomo e lo porta con sé in ospedale per tenerlo in cura e se possibile aiutarlo. A poco a poco, nella clinica, Merrick viene trattato da vero essere umano dal personale ospedaliero, anche grazie alle proprie capacità, come il saper leggere o la sua grande sensibilità; il dottor Treves cerca altresì di farlo uscire ed incontrare con altre persone, per cercare un suo inserimento nella società.

Non tutti però nella clinica sono buoni, tanto che un guardiano dell'ospedale inizia segretamente a fare visitare a prostitute e alcolizzati la stanza del "mostro". Una notte anche Bytes entra nella camera per vedere la sua ex-proprietà; dopodiché rapisce Merrick fuggendo nell'Europa continentale, dove lo esibisce di nuovo in circhi e fiere per guadagnare sulla sua disgrazia. Il protrarsi dei maltrattamenti rende Merrick debole e impotente, tanto che diventa inservibile per il suo "padrone". Bytes infuriato rinchiude Merrick in una gabbia con l'intenzione di farlo morire; questo non accade perché i compagni di pena della fiera, un gigante e un gruppo di nani lo aiutano a fuggire, gli procurano dei vestiti e del denaro per poi imbarcarlo sul primo piroscafo diretto a Londra. Ma qui, dopo essere stato rincorso da alcune persone, Jack sviene, e viene riportato da Treves, il quale, venute a sapere le peripezie che il pover uomo ha vissuto, si scusa con lui e lo riprende con sé in clinica, facendo licenziare il guardiano causa iniziale di tali disavventure. Il finale è molto triste e malinconico.

Film che sprona ad una forte riflessione sul non dover giudicare una persona solo basandosi sul suo aspetto fisico, un po’ come un altro storico film trattante il tema, “Freaks”. VOTO: 8.


| Categoria: cinema |

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venerdì, 17 luglio 2009

ROMA LADRONA…ANCHE DI CINEMA?

La Lega non conosce limiti. E dopo aver offeso la bandiera italiana, gli extracomunitari, i napoletani e quant’altro, ora punta il dito sul Cinema italiano, definito eccessivamente “romanesco”.

In settimana infatti, il Viceministro delle Infrastrutture Roberto Castelli, intervenuto a Milano all’Inaugurazione del Polo di Cinematografia Lombardo, ossia una sorta di Cinecittà in salsa milanese, ha puntato il dito su alcuni film o fiction che verrebbero fatti con attori romani, anche per ruoli relativi a personaggi settentrionali; ha fatto così l’esempio della fiction su Papa Giovanni XXIII, bergamasco verace, ma interpretato da un romano. Ce l’aveva ovviamente con Massimo Ghini, il quale ha risposto che il suo compito era quello di far apparire l’aspetto umani di quel  Papa, non certo imitarne l’accento.

Ormai che la Lega sia in pieno delirio è sotto gli occhi di tutti, e come ho già detto in post precedenti, tale delirio aumenta ovviamente in maniera direttamente proporzionale ai loro successi elettorali. Ma attaccare così il cinema italiano mi sembra ridicolo e da ignoranti. Dire che Roma domina il panorama cinematografico italiano, e peggio ancora, che ha dei favoritismi, non credo sia cosa giusta. Non bisogna dimenticare che da quando l’industria del Cinema italiano ha iniziato a proliferare, a partire dagli anni ’50, ha sfornato attori provenienti da tutta Italia; che poi, per far carriera hanno dovuto emigrare a Roma, è un altro discorso. E qui forse nasce la reale esigenza di creare altri poli del Cinema in altre zone d’Italia, al Nord come al Sud.

Oltretutto, la Lega non dimentichi che negli anni ’80 sono usciti molti film con attori milanesi, come Celentano, Calà, Abatantuono, Boldi, Pozzetto, e altri attori di cui non ricordo il nome. Ai quali vanno aggiunti i vari attori toscani ed emiliani, che pure hanno dominato la scena cinematografica italiana, soprattutto del genere “Commedia all’italiana”.

Quindi dire che Roma ha una sorta di beneficio in più rispetto ad altre città è una posizione ignorante, anche perché, eccezion fatta per i vari attori mediocri che ci sono pure al Nord, Roma ha partorito attori quali: Vittorio De Sica, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Anna Magnani, e molti altri che non menziono perché sono un bel po’.   

Voler costruire una “Cinecittà” a Milano, che quindi aiuti l’aumento della qualità degli attori italiani, è una cosa anche giusta. Ma come al solito la Lega non sa “vendere” le proprie proposte, talvolta appunto anche giuste, e riduce sempre tutto a puri discorsi campanilistici e razzisti.


| Categoria: politica, cinema |

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lunedì, 06 luglio 2009

IL CAPITALISMO AVEVA VINTO

Approfitto ancora una volta del mio spazio, per pubblicizzare una mia opera. Dopo aver pubblicato una raccolta fotografica dedicata all’Italia e una raccolta di pensieri sulla vita e la società, ritorno a pubblicare un libro trattante tematiche storico-politiche, in particolare, effettuando una cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.

Volendo fornire una rapida descrizione del tema del libro, si può dire che “il racconto” inizia a metà anni ’80: l’URSS, il primo e principale Paese che ha incarnato l’ideologia comunista, ha iniziato ad aprirsi al Mondo esterno ed avviare le prime timide riforme in chiave liberale; mentre negli USA, ossia il Paese che incarnava più degli altri l’indole Capitalista, che vede lo Stato quasi come un peso (basandosi su una tesi ottimista che vuole il mercato capace di regolarsi da sé, lasciando i capitalisti liberi di agire), aumentava la convinzione del proprio potere economico e militare; al punto da volerlo esportare anche ad altri Stati ritenuti arretrati, riuscendo anche a convincerne altri che quella fosse la strada giusta per svilupparsi. Vedi Cina e India.

La cavalcata del Capitalismo è così iniziata ufficialmente con la caduta del muro di Berlino del novembre ’89; evento che per molti storici segna convenzionalmente la fine del comunismo. E in effetti, analizzando tutto ciò che è successo a livello internazionale, si nota facilmente come gli USA fossero gli unici “arbitri” delle questioni mondiali, quasi per tutto il ventennio successivo.

Dopo di che, una catastrofica crisi finanziaria dovuta alla fragilità del sistema capitalista americano, che ad un certo punto ha visto inceppare il proprio motore oliato dal profitto, (basato su titoli “virtuali” senza alcuna consistenza economica), ha bloccato la spavalderia del Capitalismo, il quale, con la coda tra le gambe, ha addirittura chiesto aiuto al suo nemico storico dichiarato: lo Stato. Quest’ultimo è così chiamato a rimettere le cose “in ordine”, facendo sì che, come è già successo in altre occasioni (anche se non così palesi), le teorie dell’economista Keynes (fautore dell’importanza dello Stato nel sollecitare l’economia) battessero quelle del collega Smith (fautore del mercato che si regola mediante una mano invisibile).  

Ecco che l’America, Paese liberista per eccellenza, finita l’epoca d’oro del capitalismo, deve ricredersi su molte idee: scarso controllo dello Stato sul mercato finanziario, la guerra preferita alla diplomazia, le politiche sociali affidate ai privati, lo sfruttamento illimitato delle risorse ambientali.

Certo, siamo solo agli inizi di questo cambiamento e la strada è ancora lunga. E chissà, forse un altro terremoto economico riporterà il Capitalismo ai fasti dell’ultimo ventennio. Ma dalle prime riforme e dichiarazioni d’intenti del Governo Obama insediatosi alla Casa Bianca da qualche mese, le premesse per un cambio di rotta ci sono tutte.

Il libro è così strutturato: nel I Capitolo, si parlerà del crollo dell’URSS e dei vari regimi comunisti dell’Est; nel II Capitolo, si tratterà delle varie operazioni militari capeggiate dagli americani dall’inizio anni ’90;  nel III Capitolo, sarà affrontata l’adozione del Capitalismo come sistema socio-economico anche da parte di un Paese comunista qual è la Cina, o fortemente tradizionalista come l’India, o ancora, dello spostamento di alcuni stati ex comunisti sotto l’influenza americana; nel IV Capitolo, si parlerà di come funziona il sistema sanitario e scolastico americano; nel V Capitolo, infine, si affronterà la questione della crisi economica americana, e della conseguente crisi dei postulati del Capitalismo, con l’adottamento di misure prima quasi ritenute un tabù.

 

Per chi fosse interessato all’opera, il testo è acquistabile in due formati: formato e-book (ovvero file PDF da scaricare sul vostro PC), o nel formato di un libro tradizionale da farvi pervenire per posta. Link: http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/il-capitalismo-aveva-vinto/7339723

(dove troverete anche le prime pagine del libro, oltre appunto alle due possibilità di acquisto).

 

Chi fosse interessato alle altre 5 mie opere, troverà il banner da cliccare sul lato sinistro del Blog scorrendo in basso; dopo aver cliccato sarà condotto alla pagina dove vi è una descrizione dell’opera e la possibilità di acquistarla.


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sabato, 20 giugno 2009

ULTIMI FILM VISTI

Come feci in un post precedente, passo in rassegna gli ultimi film che ho visto. Diciamo che il gradimento mediamente alto è dovuto al fatto che sono tutti film che ho appositamente scelto di vedere, conoscendone bene o male la storia, eccezion fatta per “Una storia vera” che vidi insieme ad amici e che non conoscevo; film comunque, che mi è molto piaciuto.

Pertanto, la lista che segue può essere utile per un confronto con voi se li avete visti, o magari proprio per suggerirvi la loro visione.

 

1) VADO A VIVERE DA SOLO: Film del 1982, diretto dall’esordiente, come regista, Marco Risi (figlio di Dino), con attore protagonista Jerry Calà, è una leggera commedia all’italiana, non poggiante sulla volgarità (come invece è accaduto e accade sovente a tanti film italiani successivi) e con una storia semplice sulla quale ruotano i vari personaggi, che ha come sfondo una Milano di inizio anni ‘80.

Giacomo, “Giacomino” per i genitori iperprotettivi, è un ventiseienne milanese studente fuoricorso. Al suo compleanno mamma e papà gli promettono “qualunque cosa” e lui, colta la palla al balzo, chiede d'andare a vivere da solo.

Affitta un appartamento malconcio, lasciato da un ragazzo che, come tanti all’epoca, è partito per un viaggio spirituale in India. Situato all'ultimo piano di un palazzo senza ascensore, Giacomino lo arreda con mobili di seconda mano, ma con un tocco spiccato di originalità, con tutto quello che trova. La sua avventura da scapolo gaudente si trasforma ben presto in una disavventura, come ad esempio le visite del suo vicino Giuseppe (Lando Buzzanca) cacciato dalla moglie, o la madre che vuole andarsene di casa e vuole trasferirsi da lui. Non tutto però è negativo, con l’arrivo di Françoise, amica del proprietario di casa, bella francese alla ricerca dell'uomo giusto, che inizialmente non si accorge dei sentimenti che Giacomino prova per lei e che tenta timidamente di dimostrarle. Le disavventure di Giacomo si concluderanno con lui e Françoise che andranno a vivere in una tenda su un terrazzo.

Una buona commedia, condita soprattutto dalle battute di Jerry Calà.

Il film ha anche avuto un seguito lo scorso anno, con “Torno a vivere da solo”, film che non ho visto, ma che credo abbia tentato di scopiazzare il primo.

VOTO: 6,5

 

2) THE WRESTLER: Film che segna il ritorno da protagonista di un grande attore americano che le cattive scelte della vita stavano portando lontano dal Cinema che conta: Mickey Rourke.

Regia di Darren Aronofsky, il film narra la storia di un famoso wrestler degli anni ’80, Randy "The Ram" Robinson, ritiratosi dal Wrestling che conta dopo un grande match del 1989, contro “Ayatollah”, e che adesso si guadagna da vivere esibendosi in palestre per licei insieme ad altri lottatori di second’ordine. Ha come amica, con la quale poi tenterà di stabilire un rapporto più stretto, una spogliarellista ormai non più giovanissima.

Durante un match particolarmente impegnativo, Randy viene colpito da un infarto e sottoposto ad operazione, dopo la quale i medici gli consigliano di lasciare definitivamente il Wrestling. Preso dallo sconforto, cerca di riprendere i rapporti con la figlia (è divorziato) e lavora per un supermercato al reparto salumeria. Un lavoro che gli sta stretto, sommato ai rapporti con la figlia che non riescono a decollare anzi peggiorano dopo non essersi presentato ad un appuntamento, decide di ritornare sul ring e di riaffrontare in uno storico match, di nuovo “Ayatollah”. Molto bella la scena che precede il combattimento, poiché “The Ram” da vita ad un monologo pensato dallo sceneggiatore proprio per Mickey Rourke; infondo le due storie (attore e personaggio interpretato) sono molto simili.

Una buona commedia americana, con qualche banalità ma soprattutto un bel finale, ed un Mickey Rourke tornato su livelli d’inizio anni ’90. Peccato che la canzone di Bruce Springsteen si ascolti solo come sottofondo dei titolo di coda.

VOTO: 6,5

 

3) IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON: film del 2008 diretto da David Fincher, basato su un breve racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald. Attore protagonista Brad Pitt.

Nel 1918, a New Orleans, la moglie di Thomas Button, ricco uomo d'affari e produttore di bottoni, muore dando alla luce nell'ultimo giorno della prima guerra mondiale, un bimbo con la salute di un novantenne: artrosi, cartilagini ossificate, cataratta, sordità. Button, malgrado le richieste della moglie morente, abbandona il bambino sulle scale di una casa di riposo, gestito dalla loro governante e suo marito, i quali danno al neonato il nome di Benjamin.

Il caso del piccolo Benjamin è legato alla costruzione di un orologio le cui lancette girano al contrario, voluto dal costruttore che ha perso il figlio in guerra, come simbolo del desiderio di far tornare indietro il tempo per ritrovare le persone cadute in guerra.

Il bimbo crescendo, anziché percorrere il normale ciclo di vita di tutti noi, passa dal diventare un vecchietto al ringiovanire giorno per giorno. Da anziano (quando dovrebbe essere un giovane poco più che adolescente), si propone di far parte di una ciurma e così vive varie avventure sulle onde del mare, inclusa la seconda guerra Mondiale. Ritrova poi anche una ragazza che aveva conosciuto all’orfanotrofio (nipote di un’anziana), quando lei è ventenne e lui quarantenne, e così si frequentano e vanno a vivere insieme, consapevoli che mentre lei invecchierà, lui ringiovanirà. Molto dolci le ultime scene, che ovviamente non vi rivelerò.

Film molto carino, basato soprattutto sulla falsariga dell’amore che non ha ostacoli, con Brad Pitt che ancora una volta si dimostra bravo attore al di là dell’aspetto estetico.

VOTO: 9

 

4) UNA STORIA VERA: è un film del 1999 diretto da David Lynch.

Ambientato in Iowa (Usa), narra la storia di un 73enne, Alvin Straight, che conduce un'esistenza serena insieme alla propria figlia Rosie (che apparentemente sembra ritardata, ma in realtà ha perso 3 figli affidati ai servizi sociali in seguito ad un incendio del quale non ha colpe), quando una sera viene avvertito da una telefonata: suo fratello Lyle, con il quale non ha rapporti da diversi anni, ha avuto un infarto e non sta affatto bene. Alvin così decide di andarlo a trovare ma, dato che non ha più la patente, intraprende il viaggio a bordo di una lenta motofalciatrice. Attrezzatosi con un rimorchio con una tenda e alcuni generi di conforto, l'anziano contadino parte per Mount Zion, nel Wisconsin, dove vive appunto il fratello. Cinquecento chilometri separano i due luoghi, e se la prima motofalciatrice fallisce nell’intrepida impresa, Alvin non si perde di coraggio e ne acquista un’altra.

Durante il lungo itinerario, Alvin avrà modo di conoscere diverse persone: una ragazza incinta scappata di casa alla quale da un passaggio; una donna che percorre 80 km al giorno per andare al lavoro e spesso investe delle alci dispiacendosi ogni volta; un gruppo di ciclisti che gli chiede cosa significa essere anziani; un’ospitale coppia di coniugi; due buffi meccanici gemelli litigiosi ai quali insegna il vero valore dell’essere fratelli; un sacerdote al quale chiede notizie del fratello. La calorosa galleria di personaggi e lo sterminato paesaggio americano, lo accompagneranno fino all'arrivo a casa del fratello, dove poche parole tra due, glissano un incontro al quale entrambi forse non speravano più.

Un film molto semplice, forse con qualche momento a tratti banale e scontato, ma molto efficace nel lanciare i messaggi che lo sceneggiatore vuole far cogliere al pubblico: il vero valore del rapporto tra fratelli, il vero senso della vita e il poter vivere secondo i propri ritmi e valori nonostante la frenesia che ci circonda.

VOTO: 7,5

 

5) STAND BY ME - RICORDO DI UN’ESTATE: è un film statunitense del 1986 diretto dal regista Rob Reiner, tratto dal racconto “Il corpo” di Stephen King (anche se la trasposizione cinematografica subisce alcune modifiche).

Lo scrittore Gordie Lachanche scrive una storia su un’avventura vissuta durante l’infanzia, insieme ad altri 3 amici; e sarà proprio la morte il giorno prima di uno di loro, che ne sollecita la scrittura del racconto.

Durante un estate del 1959, la polizia è alla ricerca di un dodicenne scomparso, in un paesino americano con poche anime: Castle Rock; e quando uno dei 4 ragazzini protagonisti viene a sapere dal fratello bullo maggiore, dove si trova il corpo senza vita del ragazzo, lo dice agli altri 3 amici e insieme decidono di mettersi alla ricerca del cadavere del povero ragazzo, sia per lo spirito d’avventura tipico di un’adolescente, sia per rivalersi, ognuno di loro, dai propri problemi e difetti: Gordie Lachanche, aveva perso da poco suo fratello maggiore Denny in un incidente, e sente il peso della scarsa considerazione che i genitori e i conoscenti provano per lui, rispetto alla stima che il fratello, promessa del football, suscitava in tutti; Teddy Duchamp, con un padre psicopatico che da piccolo gli menomò un orecchio, anche se Teddy lo stima moltissimo lo stesso per aver fatto lo sbarco in Normandia; Vern Tessio, preso sempre in giro da tutti perché è sbadato e soprappeso; Chris Chambers, leader e paciere del gruppo nonché migliore amico di Gordie (e il suo padre spirituale), ma schiacciato dalla brutta fama della sua famiglia, che porta i 1281 abitanti di Castle Rock a considerarlo un poco di buono anche se non è vero.

Vivranno così un’avventura di soli due giorni, ma ricca di avvenimenti, che ne esalterà i limiti ma soprattutto i pregi di ognuno di loro. Nel finale, il narratore rivelerà come ogni ragazzo ha proseguito la propria vita.

Un film che poggia sul genere drammatico-avventura, molto semplice anche nei dialoghi. Adatto sia ad un pubblico adolescente che adulto.

VOTO: 7


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lunedì, 15 giugno 2009

PICCOLO SPAZIO PUBBLICITA'

Approfitto del mio Blog per segnalarvi due nuove opere che ho pubblicato per un sito, riportandovi di seguito il link dove è possibile acquistarle e la loro descrizione.

1) ALL'ITALIA

Il presente lavoro è una personale dedica all’Italia; un Paese dalle grandi potenzialità derivate dalle proprie risorse naturali e culturali, mortificate però dalla cattiva gestione di chi l’ha governata negli ultimi secoli.

Quale miglior modo per creare un'opera del genere, se non quella di far parlare le immagini, tramite delle foto che l'autore stesso ha scattato in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008, scegliendo tra monumenti e bellezze naturali, ognuna per un motivo specifico: estetico o affettivo che sia.

 

Link: http://www.lulu.com/content/e-book/allitalia/7258358

 

2) IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

Raccolta di riflessioni, freddure, aforismi, metafore, e poesie, che affrontano vari momenti e tematiche della vita di tutti noi: la gioia, la disperazione, la solitudine, l’amore, l’amicizia, l’ironia, la rassegnazione, la morte; ma anche eventi storici o fenomeni sociali, trattati con sintetica freddezza, o approfondite riflessioni.


Link: www.lulu.com/content/e-book/impressioni-di-settembre/7286626

 


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