Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
Cresciuto tra il "comunismo rivoluzionario" di mio padre e la "morale cattolica" di mia madre, politicamente mi descrivo un estimatore del "socialismo europeo", ossia del modo laico-riformista di cambiare la società, con un occhio di riguardo verso i socialmente svantaggiati, senza cercare un "conflitto di classe" con i capitalisti o gli aristocratici, bensì un dialogo costruttivo; nè senza l'appiattimento dell'economia in chiave statalista.
PER CONTATTARMI: lucascialo@virgilio.it



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giovedì, 29 ottobre 2009

GRANDE FRATELLO 10

Lunedì scorso è iniziato il “Grande Fratello n.10”, con gli stereotipi migliori e peggiori della società rinchiusi in una casa per 5 mesi (tra cui Natale): bonazze, modelli, gente estroversa e un pò pazza; più qualche che gay, lesbica o trans, giusto per far vedere che si è emancipati…
Ci sarà un solo vincitore: chi ha la storia più strappalacrime alle spalle; mentre a perdere saremo in tanti, ossia chi lotta tutti i giorni per avere una vita socio-economica dignitosa e far valere i propri diritti, e chi si sforza di parlare di argomenti d’interesse culturale e viene snobbato.


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sabato, 24 ottobre 2009

L’INVERNO SUGLI SFOLLATI D’ABRUZZO

L’inverno quest’anno è arrivato largamente in anticipo da ormai due settimane, ricordandoci il vecchio detto “non esistono più le mezze stagioni”; d’altronde quando si parla di sconvolgimenti climatici, si intende proprio questo, con un clima che oggi ti induce ad indossare una t-shirt e domani un maglione.
Il freddo non ha ovviamente risparmiato nemmeno i terremotati abruzzesi, anzi si sa che in quella regione già normalmente le temperature cominciano a calare sensibilmente da fine agosto. E così sono arrivate le prime nevicate, come a Campo Imperatore (L'Aquila) a circa 2.200 metri di altitudine sul Gran Sasso, dove due settimane fa, in nottata la temperatura è precipitata, sfiorando i -5 gradi (alle 12 era già di -3); oppure sul monte Ocre (2.204 metri sul livello del mare), a pochi chilometri dall'Aquila. Neve anche sui monti della Laga, sulla Maiella e sul Velino-Sirente. Scatta così l'allarme per la condizione degli sfollati, ancora circa seimila, che vivono nelle circa 2000 tende, sistemate in 60 aree di accoglienza. In tenda il clima arriva intorno ai 5 gradi, mentre ad agosto toccava i 40.
Ma non è solo questione di abitazioni, visto che in alcune zone, i genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare affermano che i propri figli sono costretti a fare lezione sotto le tende con due cappotti l'uno sull'altro e una temperatura di soli cinque gradi. A Pianoli (frazione dell’Aquila), nelle tende della scuola elementare, ci sono cinque classi per circa 80 bambini.
Non è bastato neanche il sorriso di Berlusconi per fermare il pungente inverno abruzzese. La consegna delle case da parte sua, con tanto di spot a “Porta a porta” (il quale fortunatamente è stato visto solamente da circa un italiano su 10), mi ricorda tanto quelle pubblicità che andavano in onda nei canali locali napoletani durante gli anni ‘90, per opera di “Concetta Mobili”, al secolo Concetta Di Palma, commerciante di Santa Maria Capua Vetere (CE), che negli anni ’80-’90 gestiva un megastore di prodotti per l’arredamento a Caserta (“Concetta Mobili” appunto). Memorabili, (almeno per molti come me che le hanno visti) le sue pubblicità, al punto da meritarsi anche gli sfottò della Gialappa’s Band di “Mai dire TV” o l’invito alla trasmissione di Chiambretti su La7 qualche tempo prima di morire (è scomparsa il 23 aprile ’05 per un infarto).
Posto qui di seguito uno dei suoi mitici quanto ridicoli spot, e forse guardandoli ci troverete qualcosa in comune con la consegna delle case da parte di Berlusconi.


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mercoledì, 14 ottobre 2009

LA BRAMBILLA SE LA PRENDE CON CHI ATTACCA BERLUSCONI PER IL TURISMO CHE VA MALE

Il Ministro del Turismo Michela Brambilla (si avete letto bene, è Ministro del Turismo), il cui colore dei capelli è  l’unico rosso che il Cavaliere tollera, ha trovato la causa della crisi del turismo italiano: i continui attacchi personali al Premier, e in generale al Governo, che arrivano dai media sia a livello nazionale che internazionale, i quali starebbero denigrando il nostro bel Paese, rendendolo poco appetibile agli occhi dei turisti stranieri. Ed ha trovato anche lo strumento per mettere fine a questa barbarie e rilanciare così la nostra immagine agli occhi del Mondo: l’istituzione di una Task force, costituita da un gruppo di giovani giornalisti ed esperti di comunicazione con età media di massimo trent’anni. Avrà un doppio compito: monitorare tutta la stampa straniera, quotidiani, periodici e tv, ad ogni latitudine, dal Giappone al Perù, e bombardare quelle stesse redazioni con comunicazioni veritiere e positive. Il tutto, sempre secondo la Brambilla, per far conoscere l’Italia generosa, vera, audace, quella delle imprese, dell’arte, delle manifestazioni culturali, dei nostri prodotti. Ai contenuti provvederà una sezione speciale della task force, con materiale cartaceo, Internet e audiovisivo.

Insomma, una vera guerra tra Governo e media internazionali fatta a colpi di missive, veline, rettifiche, notizie…Ma alla Brambilla non è mai venuto il dubbio che la crisi del nostro turismo sia dovuta a prezzi esagerati imposti dai nostri albergatori, dalle strutture balneari, dai siti archeologici, dai Musei? Ma soprattutto, dalle continue notizie, VERE, di ritrovamenti di navi cariche di rifiuti tossici affondante nei mari del Sud, dall’affondamento di navi petrolifere nella costa ligure, l’esplosione dell’emergenza rifiuti ormai non più solo in Campania, l’alto inquinamento cui è soggetta quasi tutta la costa italiana con punte drammatiche in quella campana, le rapine e i furti ai danni di turisti, e altri guai ancora…

Forse se il Governo mettesse mano a questi problemi, possibilmente anche prevenendoli, ai turisti verrebbe maggiore voglia di venire nel nostro Paese. Perché il sole, il mare, le montagne, i laghi, i siti storici, che offre il nostro Paese, fanno presto dimenticare le scappatelle del nostro Premier.

 

Per quanto concerne la questione delle navi affondate, vi lascio di seguito un link interessante trovato sul sito di virgilio.it. Scorrete le immagini con la freccia:

notizie.virgilio.it/gallery/navi_dei_veleni_mappe.html,zoom=384275.html


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venerdì, 25 settembre 2009

ANNO ZERO C’E’ STATO, NONOSTANTE TUTTO

E’ andato regolarmente in onda ieri sera su Raidue, Anno Zero, trasmissione condotta da Michele Santoro, che come al solito è stata preceduta da un aspro dibattito interno alla Rai, ma anche al Mondo politico, sull’opportunità o meno di mandarlo in onda, per la sua presunta faziosità. In particolare, è stato molto criticato Marco Travaglio, per il quale non è stato ancora previsto un contratto; ma ieri comunque in studio c’era lo stesso. Del resto Santoro era stato chiaro: “senza Marco la trasmissione non si fa”.

Si è parlato principalmente di libertà d’informazione, ma anche della questione Tarantini-escort, e della crisi della filiale romana della multinazionale Nortek, che potrebbe mettere in mezzo alla strada oltre trenta persona (tra cui vari ingegneri) e quindi quasi altrettante famiglie (non credo che tutti i dipendenti abbiano moglie e figli). Insomma, argomenti ritenuti scomodi per chi cerca di controllare i palinsesti delle sei reti nazionali più importanti, per omaggiare il Governo e nasconderne le mancanze. Tra l'altro, lo share è stato anche molto alto, quasi il 23%, ovvero il doppio di ciò che fece Vespa con la puntata dedicata sulla distribuzione delle case in Abruzzo.

Di seguito posto il video dello spot di Anno Zero che Santoro ha chiesto di far circolare sul sito del programma, vista la scarsa pubblicità che lo stesso ha avuto (a proposito, chissà se il programma è anche quest’anno finanziato solo dalla pubblicità mandata in onda durante la trasmissione o dal canone; ma scarterei questa seconda ipotesi), e poi inserisco anche l’intervento di Travaglio alla conferenza stampa di presentazione del programma, già resa incandescente dalle parole di Santoro verso il CdA della Rai.

 


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mercoledì, 16 settembre 2009

VIVIAMO IN UNA DITTATURA MORBIDA

Ciò che si è consumato ieri sera è un altro chiaro esempio di come viviamo in un regime basato su una dittatura morbida, definita tale perché più latente, lenta nel suo incedere, ma non meno efficace nel tempo nel suo fare persuasorio, di una dittatura ufficiale, palese e violenta. Anzi se quest’ultima può trovare maggiore opposizione e ostacoli date le sue caratteristiche, la prima trova vita facile poiché illude i suoi subordinati di vivere nel pieno dei propri diritti e della propria libertà decisoria. Comunque, un regime dittatoriale che si rispetti, a prescindere dalla propria natura, utilizza i media come strumento di diffusione delle proprie idee, per ottenere consenso e nascondere i reali problemi delle persone: i regimi della prima metà del ‘900 utilizzavano la radio, il Cinema e i comizi in Piazza per ottenere consenso e l’assuefazione della gente; i regimi della seconda metà del ‘900 hanno utilizzato, oltre questi media, anche la televisione, mezzo molto più potente e suggestivo dei primi tre.

 

E così, Berlusconi, che ha basato il suo potere sul bombardamento mediatico delle sue reti private prima e, andando al Governo, anche quelle pubbliche poi, le quali si basano (anche se sempre più in minore parte) sui nostri contributi, continua ad utilizzare la Tv per mantenere saldo questo potere, approfittando anche del fatto che in Italia si usa ancora poco per fini informativi, uno strumento come internet, che può diventare il nuovo media cui basare un regime del Terzo millennio. Infatti, per mostrare quanto di buono ha fatto il suo Governo per gli abruzzesi colpiti dal terremoto, si è fatto dedicare una trasmissione in prima serata di “Porta a porta” (diventata ormai il megafono del Governo), nel quale sono andate in onda le immagini delle nuove case consegnate ai terremotati, e le varie ricostruzioni delle zone colpite; il tutto ottenuto grazie all’impegno della Protezione civile, la Croce rossa e alcuni Paesi stranieri (ossia i nostri contributi e altri debiti coi Paesi stranieri, su tutti l’America).
"Fortunatamente" però la trasmissione è stata un flop, con solo il 13,47% di share (poco più di 3 milioni di spettatori), contro l'oltre 22% di share di Canale 5, o il 12% di share di Raidue e Canale5. Insomma, gli italiani si sono stancati dei "bagni di folla" mediatica del Premier.

 

Così, ha fatto spostare a giovedì dal palinsesto della Rai, la trasmissione in onda su Raitre, “Ballarò”, e da quello di Mediaset, “Matrix”, cui esordio è stato spostato al 21 settembre. In quest’ultimo caso poi, l’ironia della sorte ha voluto che la trasmissione si doveva occupare proprio di libertà di stampa, con ospiti in studio quali: Maurizio Gasparri, Paolo Gentiloni, la direttrice dell’Unità Concita De Gregorio, il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini e il vice di Libero Franco Bechis, l’opinionista del Corriere della Sera Beppe Severgnini e, dulcis in fundo, il direttore del Giornale Vittorio Feltri. Infine, per quanto concerne “Anno Zero”, manca una settimana al debutto, ma il contratto di Travaglio ancora non si vede. E Santoro, senza il giornalista, ha già detto che non partirà. Oltretutto, pare che sia a rischio anche report, interessantissima trasmissione in onda su Raitre di domenica in prima serata.

 

Il presidente della Commissione di Vigilanza Sergio Zavoli, ha anticipato di una settimana la prossima riunione della Commissione. Ma servirà a poco. Il teatrino messo in piedi dal Cavaliere, l’ennesimo, si è già consumato nelle case di milioni di italiani.

 

Ora, se qualcuno di voi ritiene esagerato definire dittatura morbida l’operato di un Governo che decide il palinsesto dei principali canali televisivi, pubblici e privati, per mostrare il proprio operato, allora mi dica come devo definire tutto ciò. Avevamo già assaggiato il centro-destra al potere, quando ad inizio 2000 fece fuori Biagi, Santoro, Luttazzi e la Guzzanti dalla Rai. Ma gli italiani sono un popolo senza memoria, disinteressato e menefreghista.


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martedì, 15 settembre 2009

CONCORSO "PINGUINI NEL DESERTO"

L’associazione “PianetaDown” (www.pianetadown.org) con sede in Pescara, con il Patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca indice la prima edizione del concorso “Pinguini nel deserto”, aperto alle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale italiano, che si terrà dal 13-09-2009 al 5-12-2009.

 

Regolamento

 

1. Oggetto del concorso

Pinguini nel deserto” vuole essere l’occasione per una riflessione di gruppo sulla disabilità intellettiva-relazionale, con particolare riferimento alla Sindrome di Down.

Qual è la percezione che si ha a livello individuale e di gruppo della disabilità intellettiva? Quali sentimenti istintivi genera l’incontro-scontro con essa nella realtà quotidiana? Quali le dinamiche di esclusione e di inclusione che si sviluppano a livello personale e di gruppo? Come favorire queste ultime a scapito delle prime? Quali strumenti abbiamo a disposizione e quali sarebbero necessari?

 

La riflessione dovrà essere proposta e condivisa attraverso l’utilizzo di forme artistico-espressive (così come previste nel punto 5), a partire da una “traccia” data, consistente in un’immagine allegata al presente bando di concorso, e nel suo breve commento.

 

2. Partecipazione

Il concorso è riservato alle classi delle Scuole materne, primarie e secondarie di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale Italiano. Proprio per favorire la riflessione comune a beneficio dell’inclusione delle persone con Sindrome di Down o altra disabilità intellettivo-relazionale, è ammessa la sola partecipazione a livello di classe (tutti i partecipanti del gruppo devono rispondere ai requisiti di partecipazione richiesti dal concorso). Per ogni iscrizione dovrà essere indicato il nome ed il recapito mail di una persona di riferimento, maggiorenne, che fungerà da interlocutore e da responsabile a tutti gli effetti nei confronti degli organizzatori del concorso e che sarà il solo soggetto legittimato al ritiro di eventuali premi.

 

3. Opere inedite

Gli elaborati presentati devono essere originali e inediti, sviluppati espressamente per il concorso in oggetto. La non conformità a tali requisiti, a insindacabile giudizio della Giuria, prevede l’esclusione dei partecipanti dal concorso o, qualora la non conformità dovesse emergere successivamente, l’annullamento dei riconoscimenti eventualmente assegnati, con obbligo di restituzione di quanto eventualmente percepito.

Si fa presente che ogni soggetto partecipante è responsabile di quanto presentato e perciò garante dell’utilizzo di materiale libero da copyright-diritti d’autore (immagini, testi), e che l’Associazione non risponderà in alcun modo delle eventuali violazioni in tal senso.

 

4. Iscrizione e consegna dei lavori

L’iscrizione al concorso avverrà consegnando il lavoro entro le 12.00 del giorno 05-12-2009, preferibilmente via posta elettronica all’indirizzo pinguinineldeserto@pianetadown.org, oppure via posta ordinaria su supporto informatico (CD-DVD) adeguatamente protetto dai danneggiamenti accidentali al seguente indirizzo, Sede dell’Associazione:

 

Associazione Pianeta Down – Concorso “Pinguini nel deserto”

C.da Seta 37 bis -83040 Conza della Campania AV

 

Congiuntamente al lavoro dovrà pervenire la domanda di iscrizione al concorso, compilata in ogni sua parte.

Per i lavori spediti via posta farà fede il timbro dell’ufficio postale.

L’iscrizione al concorso è gratuita.

 

5 Tecniche e categorie

Il Concorso, nella sua prima edizione avrà una categoria “unica”, a carattere letterario-figurativo.

Partendo dal disegno e dal testo esplicativo allegato al presente bando, i soggetti partecipanti dovranno sviluppare, attraverso metodi e modalità che favoriscano la partecipazione attiva di tutta la classe (ad esempio per la scuola dell’infanzia la forma letteraria della favola, piuttosto che il racconto,  oppure il saggio per le scuole secondarie), ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel punto 1 del seguente Regolamento, un elaborato letterario a piacere, eventualmente arricchito di una parte grafica (disegni, fotografie, etc).

L’elaborato, che dovrà essere fornito in formato .doc (Microsoft Word) non potrà superare le venti cartelle da 2000 battute inclusi gli spazi.

Sul sito dell’Associazione è scaricabile un modello del formato, impostato secondo questi parametri, al seguente indirizzo:  www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/formato.doc

 

6 Riunioni della giuria

La Giuria effettuerà tre sessioni di giudizio. Nella prima si valuterà se gli elaborati pervenuti siano conformi al regolamento del presente bando.

Nella seconda verrà effettuata una prima selezione delle opere più meritevoli (almeno cinque per ogni grado scolastico, con tutte le categorie rappresentate).

La terza sessione decreterà i vincitori previsti nel presente regolamento.

La Giuria validamente costituita potrà deliberare a maggioranza dei presenti. Le deliberazioni della Giuria e le motivazioni dei premi assegnati verranno trascritte su apposito verbale e pubblicate sul sito internet dell’Associazione www.pianetadown.org.

 

7. Composizione della giuria

Le prime due sessioni di giudizio saranno svolte direttamente dai membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione Pianeta Down. La giuria finale sarà composta da 7 giurati, due dei quali dovranno far parte dell’Associazione Pianeta Down.

Sarà cura del comitato organizzatore del concorso il coinvolgimento di altri componenti qualora si verificasse la necessità di operare sostituzioni.

 

8. Esito del concorso

L’esito del concorso sarà comunicato via e-mail e lettera raccomandata ai concorrenti vincitori entro il 28-02-2010; i risultati saranno inoltre pubblicati sul sito internet dell’Associazione (www.pianetadown.org)

 

9. Premi

I premi sono costituiti da buoni per l’acquisto di materiale didattico e/o per il tempo libero, da utilizzare preferibilmente a favore di progetti di integrazione ed inclusione, a scelta dei vincitori.

Sono previsti due premi per ogni ordine di scuola (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado), senza distinzione in categorie

 

1° Premio = buono per il valore di 1200 Euro

2° Premio = buono per il valore di 800 Euro

 

A questi si aggiungerà un primo premio “assoluto” scelto tra i vincitori dei primi premi nei singoli ordini scolastici per il valore di 800 Euro (aggiuntivi rispetto ai 1200 già vinti), per un totale di 9 premi.

 

I lavori premiati, insieme con gli altri lavori ritenuti eventualmente meritevoli, potranno essere pubblicati a cura dell’Associazione Pianeta Down, su un volume dedicato, con lo scopo di diffondere attraverso gli elaborati risultati vincitori la cultura della “non-diversità” ed il riconoscimento delle differenze personali come “valore”.

 

Ad insindacabile giudizio della Giuria, qualora non ci fossero lavori meritevoli, i premi potranno non essere assegnati, in tutto o in parte.

 

10. Premiazione

La premiazione avverrà nel periodo aprile-maggio 2010, in luogo e orario da definire da parte del comitato organizzatore, che provvederà a darne comunicazione ai vincitori e pubblicità sul sito www.pianetadown.org . I premi verranno consegnati esclusivamente durante la cerimonia. E’ fatto obbligo per questo motivo che i rappresentanti responsabili (vedi punto 2-Partecipazione) delle classi vincitrici, o un loro delegato munito di regolare delega al ritiro, siano presenti alla cerimonia stessa.

I premi eventualmente non ritirati andranno ad alimentare il monte premi della prossima edizione del concorso.

 

11. Le opere del concorso

I progetti artistici non verranno restituiti agli autori e diventeranno patrimonio dell’Associazione Pianeta Down. Essi potranno essere utilizzati per pubblicazioni o convegni sempre nel rispetto degli scopi dell’associazione.

 

12. Accettazione del bando

La partecipazione al concorso da parte del candidato presuppone la totale accettazione del presente bando.

 

13. Segreteria del concorso e informazioni

Eventuali chiarimenti possono essere richiesti via mail alla segreteria organizzativa del concorso, presso l’Associazione Pianeta Down al seguente indirizzo: pinguinineldeserto@pianetadown.org

 

Il presente bando del concorso è pubblicato sul sito internet al seguente indirizzo:

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/bando.pdf

 

Scarica qui la scheda di iscrizione

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/scheda-iscrizione.doc

 

Scarica qui la “traccia” di partenza dalla quale sviluppare l’elaborato

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/traccia.pdf



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lunedì, 14 settembre 2009

MORTI DI SERIE A E DI SERIE B

In questi giorni, i TG si sono occupati assiduamente della scomparsa di un big della televisione italiana, ossia Mike Bongiorno, che come saprete, è scomparso lo scorso martedì all’età di 85 anni; ma poco hanno detto della scomparsa di Teresa Sarti, avvenuta martedì primo settembre. Teresa Sarti, per i meno informati (in fondo nemmeno per colpa loro), era la cofondatrice insieme al marito Gino Strada, di Emercency, Associazione che da 15 anni cura e riabilita le vittime di guerra sparse per il Mondo.

Ora, sarebbe assurdo non ammettere l’importanza che Bongiorno ha avuto per la televisione italiana: è stato uno dei primi presentatori della RAI ad inizio anni ’50, contribuendo a quel ruolo pedagogico e di unificazione culturale che aveva la Tv in quel periodo; passò poi al gruppo Fininvest (ora Mediaset) a fine anni ’70, contribuendo al progressivo aumento di importanza che le reti del Cavaliere hanno avuto proprio a partire da quegli anni; fino al recente approdo su SKY, dove l’instancabile presentatore stava per lanciare un programma con Fiorello ad ottobre (con il quale ha girato molti spot per Infostrada, dove ha indossato molti costumi bizzarri). Insomma dalla prima rete televisiva, fino alla moderna tv digitale, Bongiorno è stato un importante protagonista della Tv italiana; qualche tempo fa, era andato anche in polemica con Piersilvio Berlusconi, reo di non averlo inserito nel palinsesto di Mediaset e di non avergli fatto nemmeno una telefonata.

Tuttavia, trovo esagerato lo spazio che i Tg, soprattutto Raiuno, gli hanno dedicato, con servizi lunghi e prioritari rispetto ad altri, sicuramente più importanti e seri. Ma come già dissi, tutto fa brodo per distrarre le persone dai problemi del Paese. Per non parlare dei funerali di Stato che gli sono stati organizzati.

Ma la cosa che più mi fa rabbia, è lo spazio irrisorio che gli stessi Tg hanno dedicato alla morte di Teresa Sarti, insegnante di italiano alle scuole superiori che come detto, dal ’94 aveva intensificato la sua attività di volontariato insieme al marito chirurgo Gino Strada, fondando Emergency, Associazione no profit che cerca di curare le tante vittime mietute dalle assurde guerre mosse per fini economici (in inquietante aumento da vent’anni a questa parte, protagonista mio malgrado anche il nostro Paese). Teresa è morta a 63 anni.

 


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mercoledì, 09 settembre 2009

ALCATEL-LUCENT DI BATTIPAGLIA, UNO DEI TANTI DRAMMI TACIUTI

Lunedì scorso, cinque lavoratori dell'Alcatel di Battipaglia (Salerno) hanno minacciato di darsi fuoco con taniche di benzina e bombole di gas, qualora non sarà rivista la decisione dell'azienda di sospendere le attività manifatturiere. Per ora, gli incontri avuti per cercare una soluzione non hanno prodotto risultati. L'azienda, dove si realizzano apparati di telecomunicazione, ha 200 dipendenti, tra attività produttiva e ricerca e sviluppo, e altri 300 interinali.

Il dramma dell’Alcatel sito in Battipaglia, è solo uno dei tanti che si sta consumando in Campania e in tutta Italia, con centinaia di fabbriche di medie e piccole dimensioni in bilico, pronte a chiudere, e rovinare dalle decine alle centinaia di famiglie.

Questi sono i veri problemi cui dovrebbero occuparsi i TG, mettendoli in prima pagina e dedicandovi almeno i primi dieci minuti; essi invece sono trattati da loro a metà trasmissione, con servizi fugaci o addirittura dei flash senza video; le prime notizie trattate sono le esternazioni di Feltri, le polemiche col Vaticano, o le notizie di cronaca. Il tutto, per nascondere, come si fa quando si mette la polvere sotto al tappeto, i problemi irrisolti del Governo, il quale spende e spande in accordi onerosi  con uno che fino a qualche tempo fa i propri membri chiamavano terrorista, ossia Gheddafi, in guerre in Medioriente perse in partenza, o in investimenti in tecnologie che solo a nominarle fanno accapponar la pelle, ossia le centrali nucleari.

Qualche approfondimento viene dato dal TG3, unica rete delle sei nazionali principali ancora indipendente dal Governo (chissà ancora per quanto), da La7 (che però ha un basso bacino di utenza) o da internet, che però è ancora poco utilizzato in Italia, men che meno per cose utili come informarsi.


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lunedì, 07 settembre 2009

VIDEOCRACY

E’ uscito lo scorso venerdì nelle sale italiane, “Videocracy”, film diretto da Erik Gandini, regista nato e cresciuto in Italia ma residente in Svezia. Il film è stato trasmesso anche al Festival di Venezia.

Un documentario che, a partire dalla trasmissione di uno strip casalingo di una delle prime televisioni private, affronta il tema del potere della televisione in Italia grazie a materiale di repertorio, a interviste esclusive a Lele Mora e a Fabrizio Corona, e alla storia di un giovanotto fortemente intenzionato a diventare il “Van Damme” cantante della televisione. Molto curiosa la parte dedicata a Lele Mora, che si lascia andare come non mai davanti ad una telecamera, forse perché credeva che il documentario fosse solo destinato ad un pubblico nord-europeo, magari per qualche programma di scarsa importanza. Mora viene ripreso nel candore bianco della sua villa in Sardegna, mentre tira fuori l'anima nera che ha dentro con grande semplicità: il suo cellulare di ultima generazione non solo suona “Faccetta nera” ma propone un video di montaggio in cui a immagini di Mussolini si alternano svastiche e altri aberranti simboli. Vanta altresì una grande amicizia con il Premier.
Corona invece si dichiara un “Robin Hood” di nuova generazione, ma un po’ egoista, poiché ruba ai ricchi per dare…a sè stesso; si esibisce nudo allo specchio e si fa riprendere mentre conta centinaia di euro.

C'è poi l'illuso di turno che troverà meno del quarto d'ora di celebrità che spera, a “X-Factor”.

Insomma, un film che più che descrivere la discesa in campo di Berlusconi in politica, tratta il tema della degenerazione della TV italiana degli ultimi trent’anni, cui il Cavaliere è stato principale fautore con le sue reti commerciali. Le stesse che, oltre a permettergli di vincere più elezioni con un bombardamento mediatico degno delle migliori dittature, ha permesso altresì la nascita di finti miti quali Mora, Corona, i vari pupazzi di “Uomini e donne”, i tanti ragazzi che sperano di sfondare e abboccano a tante false promesse (anche scendendo a squallidi compromessi sessuali); e infine, peggio ancora, le stesse emittenti, insieme (cosa ancor più grave) a quelle pubbliche che stanno comportando una degenerazione culturale del nostro Paese, sempre meno interessato all’attualità e alla politica.

Per quanto riguarda Corona poi, spesso facendo zapping tra i canali TV locali, mi è capitato di vederlo in locali, negozi, strutture balneari con tanto di folla al seguito composta di gente munita di fotocamere e cellulari per strappare una sua immagine. L’immagine di uno che si è fatto i miliardi ricattando i vip a suon di foto che li ritraggono nel loro privato, e che è stato per di più in carcere. 

Infine, non bisogna dimenticare la censura che RAI e Mediaset hanno applicato al trailer di questo film, ovviamente perché scomodo. Per fortuna però, al Festival di Venezia ha ottenuto un ottimo seguito e ha mosso tanto interesse e curiosità.

Per quanto mi riguarda, non so se lo andrò a vedere, perché so già di ricevere un pugno nello stomaco nel guardare certe cose, e già ne ricevo tutti i giorni informandomi un po’. Ma spero che almeno all’estero il film abbia molto successo (sugli italiani ormai non spero più).

Posto di seguito il video del trailer del film, appannaggio di chi non ha potuto vederlo.


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lunedì, 31 agosto 2009

IL BUE CHIAMA CORNUTO IL BUE…CON CARTE FALSE PERO’

Nel mese di giugno avevo scritto un post dal titolo “Il bue chiama cornuto l’asino”, riferendomi alle accuse che il nostro Premier Berlusconi (il bue in questione) aveva lanciato a stampa e giornali di opposizione (gli asini del caso), rei di essere eversivi semplicemente perché non la pensano come lui; proprio lui, eversivo doc, essendo stato iscritto alla Loggia Massonica P2.

Ora però Vittorio Feltri, direttore del suo giornale, uno dei tanti media a sua disposizione, forse il meno potente, ovvero il quotidiano “Il Giornale”, fondato dal compianto Indro Montanelli, lancia accuse contro il direttore di un altro giornale, “Avvenire”, quotidiano della Conferenza episcopale italiana, più specificamente, contro il suo direttore, Dino Boffo. L’accusa che il primo muove al secondo è di non poter dare lezioni di moralità al Premier mediante l’organo di stampa cui è direttore, poiché anch’egli in passato è stato protagonista di una vicenda tutt’altro che morale. Insomma, il bue chiama cornuto un altro bue.

La vicenda alla quale Feltri si riferisce risale al 2004, quando Boffo era stato rinviato a giudizio dal GIP del tribunale di Terni il 9 agosto. L'accusa è molestie alla persona, articolo 660 del codice penale (oggi rientrerebbe nel reato di stalking). Condanna originata da più comportamenti messi in atto da Dino Boffo negli anni 2001/2002. Il Boffo, scrive Feltri, è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce ed offensive e di pedinamenti, volti ad intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale, già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo aveva chiesto il patteggiamento e, in data 7 settembre 2004, aveva pagato un'ammenda di 516 euro in alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela. Secondo Feltri, che ha intitolato il Giornale “Il supermoralista condannato per molestie”, una persona protagonista di un tale reato non può permettersi di dare giudizi moralisti verso un’altra persona, a prescindere dalla carica istituzionale che quest’ultima ricopre.

C’è però un fatto inquietante, che ho letto sul sito de “La Repubblica”: la "nota" che avrebbe accompagnato l'ordinanza del giudice, non sarebbe stata scritta, durante le indagini preliminari, ma dopo che tutto l'affare era già stato risolto con il pagamento dell'ammenda. Dunque, non è un atto del fascicolo giudiziario. Per mero scrupolo, lo accerterà anche il procuratore di Terni Cardella che avrà modo di verificare, con i crismi dell'ufficialità, che la nota informativa non è agli atti e che in nessun documento del processo si fa riferimento alla presunta "omosessualità" di Boffo. La "nota informativa", pubblicata dal Giornale del presidente del Consiglio, è dunque soltanto una "velina" che qualcuno manda a qualche altro per informarlo di che cosa è accaduto a Terni, anni addietro, in un "caso" che ha visto coinvolto il direttore dell'Avvenire. Inoltre, Maroni, la mattina del 28 agosto, ha chiesto al capo della polizia, Antonio Manganelli, di accertare se esiste effettivamente un "fascicolo" che dia conto delle abitudini sessuali di Dino Boffo, e quest’ultimo ha affermato che né presso la questura di Terni (luogo dell'inchiesta) né presso la questura di Treviso (luogo di nascita di Boffo), esiste un documento di quel genere, e Manganelli ci tiene a sottolineare che la polizia non scheda gli omosessuali.

In questa fantomatica nota integrativa, si legge ancora che delle debolezze ricorrenti di cui soffre e ha sofferto il direttore Boffo, sono a conoscenza il cardinale Camillo Ruini, il cardinale Dionigi Tettamanzi e monsignor Giuseppe Betori. Non si tratta pertanto di una nota integrativa, ma di una “velina” che qualche persona interna alla polizia ha inviato allo staff de “Il Giornale” per infangare il direttore di Avvenire. Un metodo tipico utilizzato dai Servizi segreti per infangare qualche avversario politico, mediante informazioni ufficiose sulla vita privata di qualcuno. Comunque, si attende la verifica del procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella, il quale rientrerà in ufficio dalle ferie.

Due sono le riflessioni che mi vengono: la prima è che si è creata una nuova spaccatura tra Governo e Vaticano, tanto che il Premier si dissocia dall’articolo dell’organo di stampa del suo partito, e tutto il mondo politico difende Boffo con motivazioni diverse. Qualche prima conseguenza c’è stata, come l’annullamento dell'annunciato incontro tra Berlusconi e il segretario di Stato vaticano card. Bertone ospiti dell'arcivescovo dell'Aquila in occasione della cerimonia per la ricorrenza religiosa della Perdonanza, dove al posto del Cavaliere parteciperà il sottosegretario Gianni Letta; o ancora, l’annuncio da parte di Bossi di una visita sua e di Calderoni presso la Santa sede per ribadire le radici cattoliche e cristiane della Lega. Chissà se il Clero li crederà, dopo le varie esternazioni e proposte di legge in materia di immigrazione e pubblica sicurezza, con tanto di accuse rivolte anche contro lo stesso Vaticano.

La seconda è che c’è stato, come già detto, un utilizzo inquietante dell’intelligence contro un giornalista, parlando di presunte frequentazioni e abitudini alquanto diverse rispetto a come dovrebbe essere la vita di un Direttore del principale giornale della Santa Sede.

Tre sono le conclusioni a cui sono arrivato: 1) ribadisco la mia vergogna e mortificazione per le vicende che riguardano la vita privata del nostro Premier, divenute ormai evidenti ed imbarazzanti, tanto più perché avvenute durante il suo precedente e attuale mandato e non riguardanti la sua vita in un periodo antecedente alla “discesa in campo” (che in quanto tale non avrebbe dovuto fregare nessuno), e che ci stanno ridicolizzando agli occhi del Mondo, più di quanto non lo fossimo già; 2) se tutto sarà confermato, è accaduto un grave fatto di spionaggio e tentativo di screditamento di un giornalista da parte di organi vicini al nostro Premier, a prescindere dal fatto che quest’ultimo ne sia stato il manovratore o meno. Si tratta  però sempre del giornale più importante a lui più vicino; 3) il direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, è stato protagonista di un reato di stalking qualche anno fa, indipendentemente dalle sue abitudini sessuali che non aggiungono o tolgono niente alla gravità dei fatti. Pertanto, se si somma questo fatto con i vari reati di pedofilia accertati o taciuti (ovviamente sono in maggioranza i secondi) cui sono stati protagonisti preti e pastori in tutto il Mondo, sicuramente mi viene anche da dire che la Santa sede non può certo intervenire nella vita privata di un politico, con lezioni di moralità; almeno fin quando chi ha commesso atti impuri e dissacranti sia smascherato e punito.

Quanto mi rode parlare di queste cose, mentre le fabbriche chiudono, gli adolescenti sbandano, i politici rubano, la natura soffre. Forse sono cascato anche io nella trappola di far scoppiare casi del genere per distrarre le persone dai problemi reali.


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