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Nuova tragedia annunciata sull’isola di Ischia (NA): ieri, causa una grossa frana staccatasi da un costone di montagna, nei pressi del porto di Casamicciola, è rimasta uccisa una ragazza di 15 anni, Anna De Felice, mentre i feriti e i contusi sono una ventina. La tragedia poteva essere ancora più grave considerando che la frana è crollata proprio al passaggio di molte auto, al bordo delle quali si trovavano genitori che accompagnavano i figli a scuola, o molti che si recavano al lavoro.
Lo smottamento è avvenuto in località Tresca e ha riguardato il Monte Epomeo, e si ipotizza che ad aver causato la frana siano stati i vari incendi esplosi in zona questa estate, che avrebbero così generato un ampio disboscamento. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, si dice rammaricato poiché i tanti lavori di manutenzione non sono stati sufficienti, e, come spesso ha ribadito in più occasioni, in Italia serve un grande progetto di manutenzione e di messa in sicurezza su tutto il territorio italiano; altrimenti alle prime piogge di una certa intensità, accadranno sempre tragedie simili.
Sempre ad Ischia, nel 2006, ci furono quattro morti per lo smottamento di un costone di montagna; allora a cedere furono le pareti del monte Vezzi, che precipitarono su un casa in cui dormivano sei persone. Solo due furono estratte vive.
La casa colpita da quella tragedia aveva beneficiato di un condono; e ciò fa ritornare in ballo per l’ennesima volta il discorso sull’irresponsabilità di chi ci amministra, poiché in nome del consenso popolare, preferisce avallare e legittimare ciò che nei fatti è illegittimo e dannoso per l’ambiente, mettendo in serio pericolo la vita di chi poi in quelle strutture ci va ad abitare, in modo ignaro o ingenuamente consensuale. Fu così anche per la strage di Messina, e molte altre in passato; e chissà quante altre ancora ne dovranno capitare, essendo sì arrivate le insistenti piogge autunnali, mentre per la messa in sicurezza del territorio non è arrivato nulla.
(Fonte: Il Corriere della sera)
Di seguito riporto l'autorevole posizione di Legambiente Campania sul dissesto idrogeologico in cui versa la Regione Campania:
Negli ultimi anni, soprattutto a seguito dei tragici eventi che hanno colpito alcuni territori della regione Campania, di cui sicuramente quelli di “Sarno 1998” rappresentano l’emblema, è notevolmente cresciuta l’attenzione alle problematiche del dissesto idrogeologico.
Oggi c’è anche la consapevolezza della estrema diffusione di queste problematiche: secondo la classificazione effettuata nel 2003 dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane, in Campania risultano esposti a rischio e pericolosità per le classi elevato e molto elevato ben 474 comuni, pari all’ 86% del totale, per una superficie complessiva pari a 2253,1 Kmq, corrispondente al 16,5 % del territorio.
A fronte della estrema diffusione del problema al fine di tutelare l’incolumità delle persone esposte è chiaramente impensabile poter attuare in tutti i contesti ed in tempi rapidi interventi materiali “di messa in sicurezza”.
Diversamente, tenuto conto che tra le varie tipologie di dissesti una gran parte, che tra l’altro include le più significative in termini di rischio, è rappresentata da quelle attivate da eventi di pioggia, per tali l’unica ragionevole modalità di intervento nel breve termine, che è di tipo “non strutturale”, è la predisposizione ed attivazione dei sistemi di protezione civile locale presso i comuni. L’esperienza ha infatti insegnato che i sistemi di previsione ed allerta e i piani di emergenza comunali, aggiornati e conosciuti dalle popolazioni affinché si sappia esattamente cosa fare e dove andare in caso di emergenza, possono efficacemente fare fronte alle problematiche e quindi salvare le vite umane. Al riguardo la nostra indagine annuale “Ecosistema Rischio - Monitoraggio sulle attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico”, condotta in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale continua purtroppo ad evidenziare una situazione sconfortante ed una forte sottovalutazione dell’approccio.
Quindi, è ragionevole che solo dopo aver assicurato quanto possibile fare nel breve termine per la tutela della incolumità delle persone si proceda in modo organico e secondo i gradi di priorità nella riduzione delle singole situazioni di rischio con interventi strutturali.
D’altro canto, in ragione delle caratteristiche intrinseche, gli interventi strutturali attengono propriamente all’ordine temporale del medio-lungo termine. Gli interventi che vanno dalle opere di tipo passivo, atte a contenere gli effetti dei dissesti (realizzate con le tecniche dell’ingegneria convenzionale e della cd. Ingegneria Naturalistica ex D.P.G.R. Campania n. 574 del 22 luglio 2002), a quelle di tipo attivo, volte ad agire sulle cause determinanti (gestione ed uso del suolo), alle delocalizzazioni, non possono che essere, quindi, il risultato di una attenta pianificazione di Bacino. Una pianificazione che individua le priorità di intervento in area vasta in funzione dei differenziali di rischio tra i contesti e le migliori pratiche del caso sulla base di valutazioni comparative (Analisi Costi Benefici, Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione di Incidenza, Valutazione Ambientale Strategica, ecc.), assicurando efficacia e efficienza ed economicità. Tra le opzioni la delocalizzazione è sicuramente la via più sensata da percorrere anche perché a fronte di condizioni di rischio idrogeologico acclarate difficilmente si riesce a garantire la sicurezza al 100% con opere di tipo passivo (vasche di accumulo, barriere paramassi, ecc.).

Influenza suina (in inglese swine influenza o swine flu) è il termine con cui ci si riferisce ai casi di influenza provocati da trasmissione endemica di Orthomyxovirus dai suini all'uomo; se fino a febbraio di quest’anno vi è stata la convinzione che il Virus colpisse solo persone che sono state a contatto con i suini, dall’aprile 2009 tale virus ha cominciato a diffondersi in Messico in maniera anormale tra gli esseri umani, ed è stata dimostrata inoltre la trasmissione da essere umano ad essere umano. Si tratta di una variante di tale influenza, definita “influenza A sottotipo H1N1”.
I sintomi di tale virus sono quelli tipici dell'influenza: febbre improvvisa (di norma superiore a 
Non ci sono invece ancora dati certi su come possa avvenire la trasmissione tra esseri umani, anche se i medici ci consigliano di lavare spesso le mani e di non portarle al tatto con naso e occhi se si è in luoghi pubblici, come gli autobus, aule, uffici, ecc.
In Italia, dal maggio scorso, sono oltre 15mila le persone che hanno contratto il virus, di cui 18 hanno perso la vita; per ora la città più colpita (e ti pareva) è Napoli, con otto deceduti, quasi tutti aventi già una situazione salutare critica. Dico quasi tutti, perché ad esempio a Pompei è morta venerdì scorso una ragazzina di 11 anni, Emiliana D’Auria, che non presentava alcuna patologia cronica; oppure Serafina Buonocore, la donna di 42 anni deceduta ieri. Nell’ospedale Cotugno di Napoli (presidio regionale di riferimento per i casi più gravi), sono attualmente ricoverati 43 pazienti, 5 dei quali in rianimazione. Per non parlare del panico che ha colpito la popolazione, recatasi in massa nei Pronto soccorso al primo sintomo influenzale.
Non scherza la Sicilia, dove dal 27 luglio al 18 novembre, sono stati accertati 175 casi.
Il piano di vaccinazione, prevede da ottobre, la somministrazione destinata al personale di assistenza ospedaliera pubblica e privata, territoriale, di case di riposo (Rsa) e farmacie. Un certo quantitativo di vaccino è stato previsto anche per operatori sanitari di centri privati e/o stabilimenti termali. Dopo questa prima tranche, toccherà agli addetti a servizi di emergenza e pubblica utilità (come personale di servizi pubblici, vigili del fuoco, personale della scuola, personale dei trasporti, donatori di sangue), per le persone dai 6 mesi ai 65 anni con patologie croniche, e quindi a rischio di sviluppare complicanze in caso di contagio, e per le donne nel 2° e 3° trimestre di gravidanza.
Infine, la vaccinazione contro l’influenza A verrà proposta a minori ospitati in strutture residenziali; bimbi che frequentano l’asilo nido; mamme di bimbi di età inferiore a 6 mesi; bimbi nati gravemente pre-termine di età compresa tra i 6 e i 24 mesi.
Da gennaio, verranno interessati dal programma di vaccinazione tutti i soggetti di età fra i sei mesi e i ventisette anni; mentre per gli ultrasessantacinquenni basterà fare il vaccino normale contro l’influenza stagionale, avendo i loro organismi già una difesa immunitaria acquisita col tempo.
Tuttavia, dato il decesso anche di persone “normali” dal punto di vista salutare (anche se prevale il decesso tra coloro già affetti da gravi patologie) mi chiedo quanto le previsioni di chi di dovere siano azzeccate, e se effettivamente il programma di vaccinazione non debba essere rivisto.
Essendo però i quantitativi di quest’ultimo probabilmente scarsi e soggetti ad una trista razionalizzazione, forse per ora si potrà vaccinare un numero di persone strettamente necessario; sperando che almeno in questo caso, non ci sia dietro la distribuzione dello stesso chissà quale scambio di favori e affari tra gli Stati, o le Regioni.
In fondo, io sono anche diffidente verso le vaccinazioni di massa, che spesso hanno fatto solo la fortuna delle case farmaceutiche, ed hanno provocato anche vittime o danni irreparabili in chi è stato vaccinato. Quindi forse devo solo sperare che il Virus si plachi da sé, e che non dobbiamo metterci nelle mani del settore sanitario e di chi è al Ministero che lo gestisce. Perché quella gente lì può far più danni dell’influenza suina stessa.
(Fonti: La Stampa, Il Corriere della sera, Il resto del Carlino).

Avevo sentito la notizia già al TG5, trovando poi una conferma sul sito del Corriere della sera: l’Università “Parthenope” di Napoli, già agli onori della cronaca per essere l’Università con più docenti imparentati, concede 60 punti di credito per il corso di laurea in giurisprudenza a chi ha in tasca una tessera della UIL. Sessanta punti di credito corrispondono di fatto ad un anno di corso di laurea.
In particolare, la convenzione Parthenope-UIL prevede che “In considerazione delle conoscenze e delle abilità che i lavoratori iscritti alla UIL potranno certificare in ragione delle funzioni e delle mansioni a loro attribuite, verranno riconosciuti 60 crediti al personale impegnato in attività di tipo tecnico, gestionale o direttivo, o 50 crediti al personale impiegato in attività caratterizzate da conoscenze mono specialistiche''; all’articolo due della stessa, viene specificato chi stabilisce i requisiti per avere diritto allo sconto: ''La UIL-segreteria regionale della Campania si impegna a collaborare con l'Università nell'individuazione dei requisiti nella fase istruttoria delle richieste degli iscritti''. Ovvero, il tutto viene deciso tra le due parti, senza l’intervento di una terza parte neutrale, che si trovi al di sopra di esse.
Il Ministro Gelmini ha però fatto sapere che i crediti ottenuti da attività extrauniversitarie, come quelle lavorative, non valgono più 60 crediti ma 30, e alla base di questa assegnazione vi è un serio criterio di valutazione di una reale attività lavorativa svolta dallo studente. Chissà.
Un pastrocchio tra sindacati e università insomma, che però non costituisce, come tiene a sottolineare sempre il Corsera, il primo caso in Italia.
A metà 
Morale della favola? L’Università italiana, da dieci anni a questa parte (lo scempio è cominciato con il Ministro del primo Governo Prodi Tullio De Mauro, accelerato poi dalla Ministra Moratti durante il secondo Governo Berlusconi), è diventata sempre più una sorta di “raccolta punti”, seguendo il modello americano o quello di alcuni Paesi europei, basati molto sulla forma e poco sulla sostanza dei contenuti. Se è vero che qualche cambiamento andava fatto per evitare percorsi universitari troppo lunghi ed accidentati, dovuti soprattutto all’inefficienza burocratica delle facoltà più che alla pigrizia degli studenti, è anche vero che così si è creato solo un caos al quale nemmeno gli stessi docenti spesso vengono a capo; con la comparsa di casi come questi di accordi tra Università e sindacati.
Quanto a questi ultimi, ormai da un trentennio a questa parte sono diventati solo delle corporazioni in cerca di adepti e iscritti, non in grado di seguire il mercato del lavoro e i suoi radicali cambiamenti; avendo di fatto perso forza a partire dagli inizi anni ’80, quando cioè il settore che più gli dava iscritti, ovvero l’industria, è entrato irreversibilmente in crisi, e perdendo poi colpi ad inizio anni ’90 (a seguito della drastica riduzione “voto in cambio di un posto statale fisso”) nell’altro settore che pure gli garantiva tesserati, ossia quello della pubblica amministrazione, cercano nuovi espedienti per trovare galline da spennare, fin da età giovane.

COSENTINO, DOPO CESARO, ALTRO UOMO DI FIDUCIA DEI CASALESI NELLE ALTE ISTITUZIONI CAMPANE?
Il titolo è provocatorio, anche se stando ai fatti, non so fino a che punto. Nicola Cosentino, Sottosegretario al ministero dell’Economia di Giulio Tremonti, coordinatore regionale campano del PdL, nonché possibile candidato alla Presidenza della Regione Campania per il centro-destra alle prossime elezioni di marzo, è stato nominato da ben 6 pentiti del clan dei casalesi, i quali lo hanno indicato come “uomo politico a loro completa disposizione”. Si tratta di: Dario De Simone, il quale ha dichiarato che Cosentino aveva avuto espressamente il loro aiuto per le sue elezioni, e pertanto, era a disposizione per qualunque cosa gli avessero chiesto; Domenico Frascogna (primo pentito a fare il suo nome nel ’98) lo aveva descritto come postino insospettabile dei messaggi del capo dei capi, Francesco Schiavone, il famoso “Sandokan”; Carmine Schiavone, suo cugino, come candidato della famiglia nelle elezioni comunali e provinciali; Michele Froncillo come il contatto per vincere le gare pubbliche; Gaetano Vassallo, l’imprenditore di camorra che per un ventennio ha inondato la Campania di scorie tossiche, ha descritto il suo ruolo negli appalti per consorzi, rifiuti e termovalorizzatori; infine, il boss Bernando Cirillo, in un’altra occasione ha parlato di Cosentino come uno dei “rappresentanti del Clan Bidognetti” da appoggiare in occasione della sua candidatura alla provincia negli anni ’80. L’ordine di organizzargli un incontro elettorale veniva proprio da Francesco Bidognetti, “lo zio”, condannato all’ergastolo nel processo Spartacus.
In realtà potevano essere 7, se non fosse che Michele Orsi, proprietario della società ECO4 insieme al fratelli Sergio, è stato ucciso a Casal di Principe a giugno dell’anno scorso, pochi giorni dopo aver preso la decisione di raccontare ai magistrati della direzione distrettuale Antimanfia, tutto quello che sapeva sullo smaltimento dei rifiuti e sulle connivenze tra politica e mafia nella zona di Mondragone, dopo quanto già raccontato in precedenza e che costituiva parte integrante di un’inchiesta che aveva già prodotto arresti eccellenti.
Il settimanale L’Espresso (con i giornalisti Gianluca Di Feo ed Emiliano Fittipaldi, indagati dalla Guardia di Finanza solo per aver fatto il proprio dovere) ha ricostruito come alla società della famiglia Cosentino, un colosso nel settore del gas (l’Aversana Petroli di Casal di Principe, l’azienda a cui era diretto il carico di GPL che ha provocato il disastroso incendio alla stazione di Viareggio di qualche mese fa) fosse stato negato il certificato antimafia: un permesso concesso solo dopo l’intervento del Prefetto di Caserta Elena Stasi, poi guarda caso eletta al Parlamento per il PdL grazie anche al sostegno dell’attuale sottosegretario all’Economia. Cosentino agli amici è soprattutto noto con il soprannome di famiglia ereditato dal padre: “O’ Americano”.
In tutta Terra di lavoro (la provincia di Caserta) i Cosentino sono considerati una famiglia potentissima. Lo stesso tribunale di Santa Maria Capua Vetere è in un condominio di loro proprietà, mentre nella vicina Sparanise sorge la centrale elettrica diventata ormai il principale core-business della famiglia. Il 9 ottobre 
E Cosentino come risponde a tutto ciò? Affermando che si dimetterà soltanto se la Magistratura accerterà che egli abbia commesso realmente i reati dei quali è accusato. Un modo per dire: se la Magistratura sgamerà quello che ho fatto, allora magari mi farò da parte.
Un passato imbarazzante quello di Cosentino, tanto imbarazzante da far riflettere all’ala forzista del PdL sul candidarlo o meno come Presidente della Regione Campania. Tremonti ad esempio, ha ben raggirato l’argomento dicendo diplomaticamente che vorrebbe tenerlo con sé al Ministero, ma già sa che sarà difficile trattenerlo; dubbiosi sono gli appartenenti all’ala di Alleanza Nazionale, come Mario Landolfi, altro pezzo da 90 del casertano (nella fattispecie di Mondragone, il quale meriterebbe un post a parte) che si è mostrato dubbioso sulla sua candidatura. Oppure Bocchino ha proposto la candidatura della Carfagna. Ma il Coordinatore nazionale PdL, Denis Verdini, li ha gelati, assicurando che il prossimo candidato del partito sarà sicuramente di provenienza Forza Italia.
E’ questi sono i possibili prossimi candidati alla Presidenza della Regione che ci aspettano e che ci meritiamo? Una pedina dei casalesi? O una che stando alle intercettazioni telefoniche, per diventare Ministro è scesa ad imbarazzanti compromessi col Premier? E per un momento si è anche fatto il nome di De Gregorio, al quale non c’è bisogno di aggiungere commenti.
Lo sconforto per il futuro della mia Regione è alquanto totale, considerando che sicuramente le prossime elezioni regionali saranno vinte dal centro-destra, dato che il PdL ha quasi raddoppiato i voti del PD agli ultimi appelli elettorali; considerando che già come Presidente della Provincia di Napoli è stato eletto Luigi Cesaro, anch’egli nominato dal pentito Vassallo per alcuni affari fatti con il clan dei casalesi, anche appannaggio del fratello (sempre stando all’articolo dell’Espresso); considerando infine che il centro-sinistra in tutti questi anni di amministrazione locale, si è praticamente suicidato con una politica scellerata fatta di sprechi, scandali, inefficienze, con Bassolino e Iervolino che sono solo le due punte di un iceberg gigantesco.

Il Programma Integrato Urbano “PIU' Europa” è una strategia messa in piedi dalla Comunità europea per il periodo 2007-2013 che intende dedicare particolare attenzione alle esigenze specifiche di alcuni territori, come le zone urbane. Esso pertanto, mira ad incoraggiare un "approccio integrato" che favorisca la crescita e l'occupazione e, allo stesso tempo, persegua obiettivi sociali e ambientali; attraverso il “PIU Europa”, la Regione Campania intende intervenire sulle 20 città medie campane con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, per rafforzarne l'attrattività e la competitività.
Allo scopo di migliorare le condizioni di vivibilità delle suddette città, il programma si concentra in un ambito territoriale chiaramente definito e individuato dalla città delegata come ambito a maggior rischio: le snaturate periferie delle grandi aree urbane, le aree urbane sottoutilizzate o non utilizzate, i centri storici soggetti a degrado fisico, economico e sociale, le aree naturali in ambito urbano, i "waterfront".
I principi guida del PIU Europa sono:
-la sostenibilità delle scelte, ottenuta mediante la partecipazione dei cittadini e della società civile in modo da accrescere la legittimità e l'efficacia delle azioni, attraverso l'attivazione di forum condotti con riferimento alla metodologia di Agenda 21 Locale;
-il perseguimento di una alta qualità di vita, applicando i principi di sostenibilità ambientale, sociale e di eco-compatibilità;
-il rafforzamento del partenariato tra i soggetti pubblici e tra pubblico e privato;
-l'ottimizzazione della spesa sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
In data 10 febbraio 2009, il Comune di Casoria (Comune a Nord di Napoli che ricordo essere amministrato per la prima volta nella sua storia da una Giunta di centro-destra, dopo le elezioni dello scorso aprile successive a 2 anni di commissariamento per infiltrazioni camorristiche) e la Regione Campania, hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa per la realizzazione del programma “PIU Europa”; per cui, a partire da quella data, l'amministrazione comunale casoriana dovrebbe giungere, entro la fine dell'anno in corso, all'elaborazione di un Documento di Orientamento Strategico “DOS”, atto a delineare lo sviluppo della città, declinato in scelte tecnico-strategiche quanto più partecipate e condivise; infatti il Comune dovrebbe prediligere, per raggiungere tale scopo, un metodo di lavoro a carattere partecipativo atto a garantire la sostenibilità, l'efficacia e la coerenza dei progetti con la realtà locale. Presentato il DOS (elaborato dal Laboratorio di pianificazione partecipata e approvato con delibera dal consiglio comunale di Casoria) alla Regione Campania, si proseguirà con l’Accordo di Programma Quadro con quest’ultima.
Insomma, un processo complesso e meticoloso, poiché occorre ascoltare le istanze dei soggetti locali (società civile, enti di governance, attori economici ed enti di government) sollecitandone ove manchi la partecipazione; e leggo dal sito del Comune che le azioni progettate per questo scopo sono: perlustrazioni nei quartieri in diversi punti della città, interviste, attività di animazione presso le scuole elementari e medie, interazione con gli attori della società civile, interazione con istituzioni ed attori economici.
In data 30 luglio, è stata anche stipulata una graduatoria di tutti i progetti idonei presentati.
Tuttavia, l’opposizione di centro-sinistra presente nel consiglio comunale casoriano, denuncia un forte ritardo su tutti i progetti relativi al PIU Europa ed è in serissima difficoltà, al punto tale che si prospetta addirittura la possibilità che, qualora il Comune dovesse dichiarare il dissesto economico, potrebbero andar perduti anche i fondi europei stanziati.
Insomma, piovono soldi dalla Comunità europea e noi del Mezzogiorno, come al solito, per la nostra disorganizzazione e mancanza di una seria linea politico-progettuale, finiamo per sfruttarli male o non sfruttarli affatto (vedi la proliferazione di corsi di formazione e relativi enti di formazione). Succedeva in passato con i soldi che la DC ci faceva piovere dall’America, succede oggi con quelli della Comunità europea. Ma oggi c’è un rischio in più. Con l’approdo nell’UE dei Paesi dell’est, sarà sempre più difficile disporre di fondi, poiché una buona parte di questi saranno destinati proprio al rilancio di tali Stati degradati; tant’è che si prospetta che il piano comunitario del periodo 2007-2013 potrebbe essere l’ultimo treno europeo per il nostro Sud. E noi ci ritroviamo questi amministratori…

A pochi giorni dalla fine del commissariamento della Regione Campania in materia di smaltimento dei rifiuti iniziato ben 15 anni fa (prevista per il prossimo novembre), nella Regione, soprattutto nelle aree più colpite, ossia Napoli e Caserta torna l’incubo dell’emergenza rifiuti; o forse, la polvere messa sotto al tappeto comincia ad uscire fuori.
Il primo campanello di allarme evidente è arrivato lunedì scorso, quando i lavoratori dei consorzi di bacino dei rifiuti hanno effettuato un sit-in a piazza Plebiscito, per protestare contro le nuove assunzioni effettuate senza rispettare l’obbligo di stabilizzare prima il personale precario già esistente; e contestano inoltre lo spreco di miliardi di euro conseguenza della scelta di pagare i lavoratori specializzati all’interno dei consorzi, tenendoli senza lavorare, e poi utilizzare altre aziende ed enti privati frutto di compromessi politico-istituzionali. I lavoratori hanno effettuato un presidio davanti alla sede della struttura commissariale di governo per l’emergenza rifiuti, e il loro incrocio di braccia ha portato allo stop di quattro discariche: Maruzzella nel Casertano, Parapoti nel Salernitano, Ariano Irpino in provincia di Avellino e Casalduni in quella di Benevento.
Alla situazione dei lavoratori, nonché ai vari sprechi diciamo pure immancabili quando si tratta di cessioni della gestione di servizi da parte dello Stato a consorzi esterni, si aggiungono anche i problemi “tecnici” delle discariche e dei macchinari preposti alla risoluzione dell’emergenza: la discarica di Sant'Arcangelo è in via di esaurimento e attualmente il grosso, circa 1400 tonnellate al giorno, vanno nella discarica di Terzigno; discarica quest’ultima inserita dentro al parco, che doveva durare diversi anni, ma che a questi ritmi si esaurirà nel giro di poco tempo. L’inceneritore di Acerra funziona per poche quantità, mentre di quello di Salerno, che doveva essere realizzato in tempi rapidissimi, non se ne sa più niente e la provincia dovrà dotarsi di una discarica per le 200mila tonnellate di indifferenziato; e nel frattempo, non è stato fatto niente per tamponare tale situazione, a partire dagli impianti di compostaggio. Ne sono previsti due: uno a Salerno e uno a Eboli, ma nelle altre province s ancora in ritardo. E i comuni sono costretti a spendere cifre paradossali per portare la frazione organica nelle altre regioni. Questo tra l'altro sta determinando rischi per le raccolte differenziate, che già in alcuni comuni stanno regredendo.
Infine, ritornando al problema dei lavoratori del settore, oggi se ne contano 20 mila, ma nella fase “a regime” saranno necessari non più di 9500. Insomma, siamo al solito giochino tutto italiano dello scambio lavoro-voto, il quale crea posti di lavoro senza una base economica reale che li sostenga.
Ma non finisce qui. In questi giorni ai poveri cittadini napoletani, stanno arrivando le bollette della TARSU (tassa per i rifiuti solidi urbani), maggiorate tra il 40% e il 60%, aumento dovuto ad un decreto del Governo Prodi del 2007 che prevede la copertura da parte dei Comuni del 100% del costo di spazzamento e smaltimento dei rifiuti, e per 2 anni Napoli è stata esentata da questo decreto per via dell’emergenza rifiuti. Nello scorso aprile, il governo Berlusconi però ha deciso di non prorogare la sospensiva perché l’emergenza rifiuti “sarebbe” terminata. Il Comune di Napoli, trovatosi con un buco in bilancio da colmare, ha deciso di aumentare la tassa. L’aumento è così spropositato che basta fare un confronto con gli altri Comuni che già si fanno carico del 100% del costo di smaltimento: a Napoli per un appartamento di 100 metri quadrati si pagherà 394 euro(3,94 euro al metro quadro) all’anno di Tarsu, ovvero, rispetto al 2008, c’è stato un aumento di ben 148 euro. Per un appartamento di 100 metri quadri a Milano, Torino e Roma si paga rispettivamente 262, 228 e 285 euro all’anno.
Intanto il Premier continua a pavoneggiarsi di aver tolto i rifiuti dalle strade della Campania, avendoci portato, a suo dire, di nuovo nella civiltà, nell’occidente. Bene, ma quando la falsa risoluzione del problema presenterà il suo conto, ovvero il tappeto non riuscirà più a contenere la polvere che sotto di lui soggiace, continuerà a farlo? Bé visto che le elezioni amministrative in Campania stanno per arrivare (prossimo marzo), non è difficile pensare che il centro-destra riutilizzerà la carta dell’emergenza rifiuti per screditare le istituzioni di centro-sinistra attualmente in carica, come ha fatto in occasione delle elezioni politiche di un anno e mezzo fa, facendo sparire i sacchetti dopo qualche mese.
Vivo a Casoria, Comune a Nord di Napoli, che vanta circa 80 mila abitanti, con una discreta presenza di palazzi alti fino a 6-8 piani, oltre ovviamente a villette o edifici ad uso familiare di massimo 2 piani. Fin qui tutto sembra essere un vanto, almeno fin quando in uno dei palazzi alti di cui sopra si guasta l’autoclave, e ci si accorge che senza di esso l’acqua dai rubinetti, quella che paghiamo con ingenti tasse, non arriva ai piani alti, arrivando in quantitativo modesto fino al terzo piano al massimo. Senza poi parlare della non certa potabilità della stessa.
E’ ciò che mi è successo qualche giorno fa, fortunatamente per una sola giornata grazie all’intervento dei tecnici nel pomeriggio, tamponando il disagio grazie alla scrupolosa scorta di taniche e bottiglie d’acqua; già perché i miei genitori, i quali mi raccontano che il fenomeno in passato era frequente, continuano a conservare scorte d’acqua per queste eventualità. Nel 2009.
La domanda che mi sorge allora è questa: perché si creano Comuni ad alta densità abitativa, con palazzi di varie dimensioni che si accavallano tra loro, senza poi essere in grado di servire, tramite rete idrica, l’acqua ai piani più alti? Costringendo i condomini a munirsi di un autoclave centrale, o un autoclave più piccolo per ogni famiglia? Ma siamo sempre alla solita risposta: forse perché conveniva all’assessore di turno, all’ingegnere firmatario del progetto e al proprietario di un appezzamento di terra con un futuro pagamento di un condono; il tutto in barba ai piani regolatori. Ed ecco le enormi colate di cemento, soprattutto degli anni ’50 e ’70 (fenomeno diffuso in tutta Italia col nome di “boom edilizio”), che ci hanno lasciato in eredità comuni senza spazi verdi, sovraffollati, sovratrafficati, e senza la capacità di poter fornire a tutti l’acqua tramite rubinetti, se non con l’ausilio di uno strumento aggiuntivo quale appunto un autoclave.

L’associazione “PianetaDown” (www.pianetadown.org) con sede in Pescara, con il Patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca indice la prima edizione del concorso “Pinguini nel deserto”, aperto alle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale italiano, che si terrà dal 13-09-2009 al 5-12-2009.
Regolamento
1. Oggetto del concorso
“Pinguini nel deserto” vuole essere l’occasione per una riflessione di gruppo sulla disabilità intellettiva-relazionale, con particolare riferimento alla Sindrome di Down.
Qual è la percezione che si ha a livello individuale e di gruppo della disabilità intellettiva? Quali sentimenti istintivi genera l’incontro-scontro con essa nella realtà quotidiana? Quali le dinamiche di esclusione e di inclusione che si sviluppano a livello personale e di gruppo? Come favorire queste ultime a scapito delle prime? Quali strumenti abbiamo a disposizione e quali sarebbero necessari?
La riflessione dovrà essere proposta e condivisa attraverso l’utilizzo di forme artistico-espressive (così come previste nel punto 5), a partire da una “traccia” data, consistente in un’immagine allegata al presente bando di concorso, e nel suo breve commento.
2. Partecipazione
Il concorso è riservato alle classi delle Scuole materne, primarie e secondarie di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale Italiano. Proprio per favorire la riflessione comune a beneficio dell’inclusione delle persone con Sindrome di Down o altra disabilità intellettivo-relazionale, è ammessa la sola partecipazione a livello di classe (tutti i partecipanti del gruppo devono rispondere ai requisiti di partecipazione richiesti dal concorso). Per ogni iscrizione dovrà essere indicato il nome ed il recapito mail di una persona di riferimento, maggiorenne, che fungerà da interlocutore e da responsabile a tutti gli effetti nei confronti degli organizzatori del concorso e che sarà il solo soggetto legittimato al ritiro di eventuali premi.
3. Opere inedite
Gli elaborati presentati devono essere originali e inediti, sviluppati espressamente per il concorso in oggetto. La non conformità a tali requisiti, a insindacabile giudizio della Giuria, prevede l’esclusione dei partecipanti dal concorso o, qualora la non conformità dovesse emergere successivamente, l’annullamento dei riconoscimenti eventualmente assegnati, con obbligo di restituzione di quanto eventualmente percepito.
Si fa presente che ogni soggetto partecipante è responsabile di quanto presentato e perciò garante dell’utilizzo di materiale libero da copyright-diritti d’autore (immagini, testi), e che l’Associazione non risponderà in alcun modo delle eventuali violazioni in tal senso.
4. Iscrizione e consegna dei lavori
L’iscrizione al concorso avverrà consegnando il lavoro entro le 12.00 del giorno 05-12-2009, preferibilmente via posta elettronica all’indirizzo pinguinineldeserto@pianetadown.org, oppure via posta ordinaria su supporto informatico (CD-DVD) adeguatamente protetto dai danneggiamenti accidentali al seguente indirizzo, Sede dell’Associazione:
Associazione Pianeta Down – Concorso “Pinguini nel deserto”
C.da Seta 37 bis -83040 Conza della Campania AV
Congiuntamente al lavoro dovrà pervenire la domanda di iscrizione al concorso, compilata in ogni sua parte.
Per i lavori spediti via posta farà fede il timbro dell’ufficio postale.
L’iscrizione al concorso è gratuita.
5 Tecniche e categorie
Il Concorso, nella sua prima edizione avrà una categoria “unica”, a carattere letterario-figurativo.
Partendo dal disegno e dal testo esplicativo allegato al presente bando, i soggetti partecipanti dovranno sviluppare, attraverso metodi e modalità che favoriscano la partecipazione attiva di tutta la classe (ad esempio per la scuola dell’infanzia la forma letteraria della favola, piuttosto che il racconto, oppure il saggio per le scuole secondarie), ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel punto 1 del seguente Regolamento, un elaborato letterario a piacere, eventualmente arricchito di una parte grafica (disegni, fotografie, etc).
L’elaborato, che dovrà essere fornito in formato .doc (Microsoft Word) non potrà superare le venti cartelle da 2000 battute inclusi gli spazi.
Sul sito dell’Associazione è scaricabile un modello del formato, impostato secondo questi parametri, al seguente indirizzo: www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/formato.doc
6 Riunioni della giuria
La Giuria effettuerà tre sessioni di giudizio. Nella prima si valuterà se gli elaborati pervenuti siano conformi al regolamento del presente bando.
Nella seconda verrà effettuata una prima selezione delle opere più meritevoli (almeno cinque per ogni grado scolastico, con tutte le categorie rappresentate).
La terza sessione decreterà i vincitori previsti nel presente regolamento.
La Giuria validamente costituita potrà deliberare a maggioranza dei presenti. Le deliberazioni della Giuria e le motivazioni dei premi assegnati verranno trascritte su apposito verbale e pubblicate sul sito internet dell’Associazione www.pianetadown.org.
7. Composizione della giuria
Le prime due sessioni di giudizio saranno svolte direttamente dai membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione Pianeta Down. La giuria finale sarà composta da 7 giurati, due dei quali dovranno far parte dell’Associazione Pianeta Down.
Sarà cura del comitato organizzatore del concorso il coinvolgimento di altri componenti qualora si verificasse la necessità di operare sostituzioni.
8. Esito del concorso
L’esito del concorso sarà comunicato via e-mail e lettera raccomandata ai concorrenti vincitori entro il 28-02-2010; i risultati saranno inoltre pubblicati sul sito internet dell’Associazione (www.pianetadown.org)
9. Premi
I premi sono costituiti da buoni per l’acquisto di materiale didattico e/o per il tempo libero, da utilizzare preferibilmente a favore di progetti di integrazione ed inclusione, a scelta dei vincitori.
Sono previsti due premi per ogni ordine di scuola (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado), senza distinzione in categorie
1° Premio = buono per il valore di 1200 Euro
2° Premio = buono per il valore di 800 Euro
A questi si aggiungerà un primo premio “assoluto” scelto tra i vincitori dei primi premi nei singoli ordini scolastici per il valore di 800 Euro (aggiuntivi rispetto ai 1200 già vinti), per un totale di 9 premi.
I lavori premiati, insieme con gli altri lavori ritenuti eventualmente meritevoli, potranno essere pubblicati a cura dell’Associazione Pianeta Down, su un volume dedicato, con lo scopo di diffondere attraverso gli elaborati risultati vincitori la cultura della “non-diversità” ed il riconoscimento delle differenze personali come “valore”.
Ad insindacabile giudizio della Giuria, qualora non ci fossero lavori meritevoli, i premi potranno non essere assegnati, in tutto o in parte.
10. Premiazione
La premiazione avverrà nel periodo aprile-maggio 2010, in luogo e orario da definire da parte del comitato organizzatore, che provvederà a darne comunicazione ai vincitori e pubblicità sul sito www.pianetadown.org . I premi verranno consegnati esclusivamente durante la cerimonia. E’ fatto obbligo per questo motivo che i rappresentanti responsabili (vedi punto 2-Partecipazione) delle classi vincitrici, o un loro delegato munito di regolare delega al ritiro, siano presenti alla cerimonia stessa.
I premi eventualmente non ritirati andranno ad alimentare il monte premi della prossima edizione del concorso.
11. Le opere del concorso
I progetti artistici non verranno restituiti agli autori e diventeranno patrimonio dell’Associazione Pianeta Down. Essi potranno essere utilizzati per pubblicazioni o convegni sempre nel rispetto degli scopi dell’associazione.
12. Accettazione del bando
La partecipazione al concorso da parte del candidato presuppone la totale accettazione del presente bando.
13. Segreteria del concorso e informazioni
Eventuali chiarimenti possono essere richiesti via mail alla segreteria organizzativa del concorso, presso l’Associazione Pianeta Down al seguente indirizzo: pinguinineldeserto@pianetadown.org
Il presente bando del concorso è pubblicato sul sito internet al seguente indirizzo:
www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/bando.pdf
Scarica qui la scheda di iscrizione
www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/scheda-iscrizione.doc
Scarica qui la “traccia” di partenza dalla quale sviluppare l’elaborato
www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/traccia.pdf
I librai napoletani sono sul piede di guerra con il Comune di Napoli, poiché quest’ultimo ha ritardato i pagamenti delle fatture relative all'anno scolastico 2008/09. Pertanto, non stanno accettando le cedole per i buoni per l’acquisto dei libri di testo per l'anno scolastico 2009/10, con gravi ripercussioni sulle famiglie cui spetta tale beneficio economico, considerando anche i costi che l’acquisto dei testi per le scuole superiori comporta ad una famiglia italiana, che può arrivare anche fino a 500 euro, mentre un buono solitamente copre intorno ai 300 euro di spesa.
In realtà, l'Ali Confcommercio aveva già denunciato tale situazione a luglio, minacciando appunto un tale comportamento a danno delle famiglie beneficiarie dei buoni, affermando altresì che vi era un rischio del posto anche per i loro stessi dipendenti. Ma da parte delle Istituzioni non si è mosso nulla, ed ecco lo stato attuale.
Insomma una situazione deplorevole, con un Comune di Napoli e una Regione Campania ormai da tempo poco garantisti dei diritti fondamentali, come quelli dell’istruzione, nei confronti delle fasce meno abbienti.

Anche quest’anno, per il terzo consecutivo, si sta svolgendo a Napoli la storica Festa di Piedigrotta, nata inizialmente come rito pagano, e diventata poi una festa dai connotati cristiani.
Le origini della festa infatti, risalgono ai baccanali destinati a propiziare la fecondità che si celebravano in onore del dio Priapo, nei pressi della Crypta Neapolitana. La natura orgiastica della festa rimase immutata per molti secoli nonostante l'avvento del cristianesimo, finché anche la festa arcaica di quello che era allora un borgo di pescatori, venne incorporata nella religiosità cristiana grazie alla costruzione, nel XIV secolo, di una piccola cappella nata, secondo una leggenda, nel luogo dove tre persone avevano sognato la Madonna, di cui avevano poi trovato un'antica statua lignea. La statua e la sua Chiesa, rifatta e ingrandita nel XVI secolo, divennero il centro della devozione del borgo marinaro e della sua festa, che fu fissata all'8 settembre, giorno della natività di Maria.
La festa, con la sua "Parata di Piedigrotta" alla quale partecipavano anche dignitari del regno (e talvolta gli stessi regnanti), corpi militari in parata, pellegrini e delegazioni di paesi vicini, divenne una delle più importanti di Napoli, anche perché non perse mai del tutto i suoi caratteri orgiastici e paganeggianti.
La festa diventò nel XIX secolo la culla della canzone napoletana classica, che conobbe i suoi anni d'oro tra il 1890 e il 1910: sono gli anni di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Raffaele Sacco e tanti altri ancora. Allora la Piedigrotta era l'occasione per pubblicare le nuove canzoni (nel 1889 i testi furono più di tremila), il cui successo era sancito - prima della radio e della televisione - dalla loro circolazione popolare e dal numero di spartiti venduti. Tant’è che, a partire dal 1952 venne introdotto, in concomitanza con la festa, il Festival della Canzone Napoletana, che si svolgerà fino al 1970. Dopo la fine del Festival di Napoli inizierà anche il declino della Piedigrotta, che fu così sospesa nel 1982; per alcuni però, la sospensione della festa è anche dovuta al clima violento della Napoli d’inizio anni ’80, scenario di una sanguinosa spartizione della città da parte di alcuni clan della camorra, oltre poi al terrorismo di matrice politica che insanguinava tutta Italia da alcuni anni.
Nel 2007 il Comune di Napoli ha patrocinato una nuova edizione della festa, nel quadro degli eventi estivi, riprendendo in parte le modalità tradizionali: le luminarie in via Piedigrotta, i mortaretti che annunziano l'inizio della festa la mattina dell'8 settembre, la sfilata dei carri allegorici sul lungomare, la sfilata dei bambini con i vestitini di carta, il concerto in Piazza del Plebiscito nonché la batteria di fuochi d'artificio a mare, di durata oltre 30 minuti. L’evento ha così definitivamente posto fine, almeno per ora, allo svolgimento della “notte bianca”, che nella città Partenopea si è rivelata un fallimento.
Quest’anno la Festa è iniziata lo scorso giovedì, ed ha come tema il Futurismo: il primo giorno vi è stata l’accensione delle luminarie in via Piedigrotta e nelle principali vie del quartiere, che racchiudono il Santuario della Madonna di Piedigrotta; anche il monumentale complesso sarà illuminato da luci artistiche per tutto il periodo della festa. Lo stesso 3 settembre (fino al 30 novembre) è iniziata una mostra presso il Palazzo Reale, che prevede l’esposizione di circa 100 manifesti originali, alcuni tratti da riviste e pubblicazioni; l’esposizione è correlata da filmati creati appositamente per riprodurre in un montaggio dinamico frasi di grande impatto tratte dai manifesti stessi, accompagnate da tracce audio con registrazioni d’epoca, nonché rumori e suoni. Sabato vi è stata la sfilata dei carri (alla quale ha partecipato anche la figlia di Charlie Chaplin, Geraldine Chaplin, madrina dell’evento) partita dal Palazzo Reale, e proseguita sul lungomare, con la serata che si è conclusa con il suggestivo spettacolo pirotecnico, con i fuochi riflessi nel mare e che hanno squarciato il cielo, per circa una mezz’ora.
Positivo per me aver ripristinato un rito antico, che grazie alle luci della sera e ad un lungomare incantevole, è davvero suggestivo. Ritrovare un’antica usanza, è un buon inizio per una città che ha bisogno di ritrovare sé stessa, o almeno quella coesione sociale che ci ha da sempre caratterizzati.
Di seguito, riporto il programma di questi giorni:
8 MARTEDI
Ore 21,00 2° serata Audizioni alla Rotonda Diaz
9 MERCOLEDI
Ore 21,00
Spettacolo “Piedigrotta Futurista” da Francesco Cangiullo.
ideazione e regia di Gianfranco Gallo – con Gianfranco e Massimiliano Gallo - Villa Comunale altezza Cassa Armonica
10 GIOVEDI
Ore 21,00 XXVII edizione della "Serenata alla Madonna" di Benedetto Casillo da un'idea di Don Giuseppe Cipolloni con la partecipazione degli artisti napoletani - Santuario di Piedigrotta
Ore 21,00 Spettacolo “Piedigrotta Cangiullo” con Mauro Gioia e Barbara Carlotti - Teatro Sannazaro
11 VENERDI
Ore 18,00 Concerto “Delizie napolitane ovvero in lode della villanella” alla Crypta Neapolitana
Ore 21,00 Concerto di Elton John in Piazza del Plebiscito
12 SABATO
Ore 11,00
Ore 13,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 12,00 Concerto “Didone e le altre” arie e sinfonie alla Crypta Neapolitana
Ore 18,00 Carri alla Rotonda Diaz
Ore 18,30 Santa Messa alla Rotonda Diaz
Ore 19,30 Processione Madonna di Piedigrotta
Ore 21,30 Spettacolo teatrale ”Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia alla Rotonda Diaz
Ore 23,00 Spettacolo pirotecnico – Lungomare Caracciolo
13 DOMENICA
Ore 11,00
Ore 13,00 Visite guidate alla Crypta Neapolitana
Ore 12,00 Concerto “Musa Latina” L’invenzione dell’antico” alla Crypta Neapolitana
Ore 18,00 Animazione in Villa comunale
Ore 21,00 Finale Audizioni Rotonda Diaz
