Qui racconterò le mie verità, le verità SUPPOSTE...
"E ho ancora la forza di scegliere parole, per gioco o per il gusto di potermi sfogare... Perchè, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare..."
(Luciano Ligabue)

Utente: LucaScialo
Nome: Luca Scialò
Ho 28 anni, di Napoli, Sociologo, scrittore ed Operatore sociale.
Politicamente mi reputo un laico-riformista.
Ho pubblicato cinque libri (di cui troverete i relativi Banner su questo lato scorrendo il Blog, per eventualmente poterli acquistare):
1."LE STRAGI DIMENTICATE" sul Terrorismo di estrema destra attivo in Italia tra gli anni '60 e gli anni '80;
2."IL CROLLO DELLE CERTEZZE", ossia una mia analisi sociologica sui processi che hanno caratterizzato l'approdo all'attuale società contemporanea;
3."ADDIO ALLE ARMI", analisi storica dei principali partiti di massa di destra e di sinistra, fino all'epilogo attuale.
4."ALL'ITALIA", raccolta di foto a monumenti o bellezze naturali scattate in giro per l'Italia tra il 2003 e il 2008.
5."IL CAPITALISMO AVEVA VINTO", Cronistoria del trionfo prima, ed il crollo poi, di un’ideologia che, dopo aver perso il suo principale avversario crollato sulle proprie gambe, il Comunismo, sembrava ormai destinata ad essere il modello dominante per i sistemi socio-economici e culturali del Mondo intero: il Capitalismo.
PER CONTATTARMI: lucascialo@virgilio.it



Sondaggio della settimana



Toluna.com - Get free polls, widgets, opinions and earn points!

Commenti Recenti

ipitagorici in GLI SVIZZERI DICONO ...
ipitagorici in LA LETTERA DEL DIRET...
Bukra in APPELLO DEI LAVORATO...
Johanson in APPELLO DEI LAVORATO...
utente anonimo in BALOTELLI, UN NERO C...
utente anonimo in BALOTELLI, UN NERO C...
utente anonimo in BALOTELLI, UN NERO C...
utente anonimo in BALOTELLI, UN NERO C...
LucaScialo in BALOTELLI, UN NERO C...
utente anonimo in BALOTELLI, UN NERO C...

Numero di visitatori

visitato *loading* volte

Argomenti da me trattati

attualità
calcio
campania
cinema
economia
esteri
giustizia
mass-media
musica
napoli
politica
religione
storia

Il mio primo libro:
"Le stragi dimenticate"

Il mio secondo libro:
"Il crollo delle certezze"

Il crollo delle certezze

Il mio terzo libro:
"Addio alle armi"

Image Hosted by ImageShack.us

Il mio quarto libro:
"All’Italia"

Image Hosted by ImageShack.us

Il mio quinto libro:
"Il Capitalismo aveva vinto"

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Tesionline, sito per pubblicare la propria tesi

Gruppo dedicato al Blog su Facebook

IL BLOG DI LUCA SCIALO': "LE VOCI DI DENTRO" su Facebook

Links

Backgammon online
Gioco del poker
Gli amici simpatici e sempre disponibili, i Comicomix
Il Blog di Alessandro74
Il Blog di Commander
Il Blog di Di Pietro
Il Blog di Francy, quella che mi risolve sempre i problemi di blog
Il Blog di giovanotta
Il Blog di Optimus Prime
Il sito di Legambiente Campania
Il sito di Roberto Saviano
Salviamo Carrara
Sito dedicato a Giancarlo Siani

Il Sito dell'Avis

Lotta al Neuroblastoma

Sito di Emergency

Il sito di Amnesty International

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Il sito dedicato ai Bloggers censurati di tutto il Mondo

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Pretendiamo un Parlamento senza condannati

Basta! Parlamento pulito

La assurda multa che paghiamo per Rete4

A favore della libertà dei Blog

Free Blogger

Data e Ora


Archivio

oggi
dicembre 2009
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007

Credits

Template by ©Azzurra

sabato, 05 dicembre 2009

GLI SVIZZERI DICONO NO A NUOVI MINARETI

Gli svizzeri hanno detto “NO” alla costruzione di nuovi minareti (torre presente in quasi tutte le moschee dalla quale il muʾadhdhin cinque volte al giorno chiama alla preghiera i devoti di Allāh; una sorta di campanile delle nostre Chiese), e quindi si alla messa al bando dei simboli religiosi musulmani, con il 57% dei voti. In base ai risultati ufficiali, solo quattro dei 26 cantoni che formano la Confederazione hanno respinto la proposta avanzata dal partito della destra populista dell’Udc e della destra cristiana dell’Udf.

In virtù dell’esito del Referendum, vi sarà la modifica dell’articolo 72 della Costituzione, che regola i rapporti fra lo Stato e le confessioni religiose: il divieto della costruzione dei minareti vi verrà inserito come una misura «atta a mantenere la pace fra i membri delle diverse comunità religiose». Il risultato viene considerato dagli analisti come una grande sorpresa, giacché contraddice i sondaggi che davano il “NO” al 53%; inoltre, sia il governo che l’opposizione - come le principali comunità religiose - si erano espressi contro l’approvazione del referendum. I musulmani, che sono il 5% della popolazione elvetica, dispongono di circa 200 luoghi di preghiera in Svizzera, ma solo quattro minareti, che non sono usati per il richiamo alla preghiera.

Bisogna anche dire che il secondo quesito presentato agli svizzeri, sul bandire o meno le esportazioni di materiale bellico, ha visto questi ultimi bocciare il divieto delle esportazioni. I votanti il “NO” sono stati addirittura il 68%.

Il governo svizzero smussa il risultato del referendum dicendo che viene rispettata la decisione della maggioranza, ma l'esito della votazione non avrà comunque effetto sui quattro minareti già esistenti e l'edificazione di moschee continuerà a essere possibile. Pertanto, anche in futuro in Svizzera i musulmani potranno coltivare il proprio credo religioso praticandolo individualmente o in comunità, precisa il governo. Il Consiglio federale ammette altresì che un divieto di edificare nuovi minareti, non sia uno strumento efficace nella lotta contro le tendenze estremiste.

I Verdi svizzeri esamineranno la possibilità di inoltrare ricorso contro l'iniziativa alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, poiché la ritengono anticostituzionale.

Il controverso intellettuale e accademico Tariq Ramadan, ha definito «catastrofico» il risultato del referendum. Ramadan, che è il nipote del fondatore della confraternita egiziana dei Fratelli musulmani e vive a Ginevra, afferma che «gli svizzeri hanno espresso una vera paura, un interrogativo profondo sulla questione dell'Islam in Svizzera».

Per la Conferenza dei vescovi svizzeri, la vittoria dei sì è un ostacolo sulla via dell'integrazione e del dialogo interreligioso nel rispetto reciproco, influenzata anche dalla situazione dei cristiani, vittime di discriminazione e oppressione, in alcuni paesi musulmani.

La Lega non ha perso tempo per lanciare qualche proposta delle sue, come il proporre anche in Italia un referendum simile a quello svizzero, e di inserire una croce nella bandiera italiana. Ma come, loro che volevano bruciarla o farne un uso non proprio nobile, adesso vogliono perfino rafforzarne il significato?! Mah!

Ritornando al voto svizzero, non mi sorprende più di tanto la poca tolleranza ed apertura degli svizzeri, un Paese storicamente sempre mantenutosi estraneo e neutrale alle questioni politiche internazionali (fa parte comunque dell’ONU dal 2002), nonché incline agli affari economici più sopraffini, grazie anche ad un sistema bancario che fa la gioia di molti imprenditori e politici di tutto il Mondo. Pertanto, il loro No alla costruzione di nuovi minareti e il Si al commercio di armi, non mi scandalizza affatto.

Del resto, la Svizzera è uno Stato di quasi 8 milioni di abitanti, con una superficie grande quanto la Campania e mezzo Lazio; pertanto, anche per queste ragioni un atteggiamento di autodifesa e chiusura verso il prossimo, è normale.

(Fonte: La Stampa)


| Categoria: politica, esteri, economia, religione, attualità |

commenti (1)

giovedì, 19 novembre 2009

SANTAN…CHE’?

Oggi vi parlo di una donna italiana, di una di cui molti dicono avere “le palle”, essere attiva, coerente nelle proprie scelte politiche, combattiva per la difesa dei valori e tradizioni italiane, e per i diritti delle donne: Daniela Santanchè. Ma davvero ha tutte queste qualità e doti? Dalla sua biografia, non mi pare affatto.

Daniela Santanchè è nata a Cuneo il 7 aprile 1961; si è laureata in scienze politiche e nel 1983 ha fondato una società specializzata nel campo del marketing. E’ socia del Billionaire insieme a Flavio Briatore, Lele Mora, Paolo Brosio e Marcello Lippi.

Nel 1995 ha lasciato il marito Paolo Santanchè, chirurgo estetico sposato nel 1982 (impiegandosi nella società del marito con compiti amministrativi), frequentando poi per un certo periodo Canio Mazzaro, imprenditore farmaceutico potentino. Il precedente matrimonio è stato annullato dalla Sacra Rota, ma nonostante ciò, ella utilizza ancora il cognome del suo ex marito. Dopo aver rotto anche con Mazzaro, ha dichiarato di essere fieramente casta e single per onore del figlio avuto col primo marito.

Veniamo alla carriera politica. Collaboratrice dell'onorevole Ignazio La Russa, nel 1995 è entrata in Alleanza Nazionale. Tra le file di AN è stata consulente per la Giunta del comune di Milano guidata da Gabriele Albertini, mentre nel giugno del 1999 è stata eletta consigliere provinciale alla provincia di Milano. Nel 2001 si è candidata per la Camera dei Deputati: pur non essendo stata eletta, le dimissioni della collega di partito Viviana Beccalossi le hanno dato la possibilità di avere il seggio l' 11 luglio 2001. Dal 2003 al giugno 2004 è stata nominata assessore comunale di Ragalna, in provincia di Catania, in cui si è occupata di sport e grandi eventi. Nel 2005 è stata nominata relatrice della Legge Finanziaria, prima donna nella storia della Repubblica Italiana a ricoprire questo ruolo. Nel 2006 è stata rieletta alla Camera dei Deputati nella lista di AN, nel collegio di Milano. Nel 2007 il leader di AN Gianfranco Fini l’ha rimossa dal ruolo di responsabile del dipartimento Pari opportunità del partito (per alcuni episodi di cui parlerò dopo).

Il 10 novembre 2007 si è dimessa da Alleanza Nazionale per entrare nel partito di Francesco Storace e Teodoro Bontempo (anche loro ex AN), La Destra, immediatamente nominata Portavoce Nazionale.

Il 10 febbraio 2008, Francesco Storace ha annunciato la candidatura di Daniela Santanchè a Premier per La Destra per le elezioni politiche italiane del 2008. La Santanchè è stata così tra le prime donne a candidarsi Premier, insieme a Flavia D'Angeli di Sinistra Critica e a Fabiana Stefanoni del Partito di Alternativa Comunista. Alle elezioni, la lista La Destra-Fiamma Tricolore non riuscì però a superare lo sbarramento previsto del 4% alla Camera e dell'8% al Senato: di conseguenza il partito non ottenne alcun parlamentare, inclusa la Santanchè stessa che terminò così il proprio mandato.

Dal 28 settembre 2008 non è stata più portavoce de La Destra e, in polemica con Francesco Storace, ha lasciato il partito. Poche settimane dopo, insieme ad altri ex esponenti de La Destra, dà vita al soggetto Movimento per l'Italia (MpI) che guarda ad una confluenza nel PdL.

Della sua carriera politica, si ricordano in particolare episodi come quando, capo dipartimento delle pari opportunità di AN, nel 2005, entrò nell'occhio del ciclone per due fatti curiosi: il gesto del dito medio rivolto a dei giovani che contestavano la riforma Moratti, e la proposta di una "porno-tax", ovvero un'imposta che dovrebbe pagare chi fruisca di materiale pornografico; il 22 ottobre 2006, in diretta a Controcorrente, il programma di approfondimento di SkyTg24, su una discussione che verteva sul velo è stata aggredita verbalmente dall'imam di Segrate. In seguito a tale episodio è intervenuto il prefetto di Milano che le ha concesso la scorta. Nel 2007 il leader di AN Gianfranco Fini la rimosse dal ruolo di responsabile del dipartimento Pari opportunità del partito, forse in seguito a questi vari episodi.

Il 20 settembre 2009, invece, è intervenuta a Milano alla festa per i festeggiamenti della fine del Ramadan, dove era presente un nutrito gruppo di forze dell'ordine in assetto antisommossa. Qui la Santanché, secondo la versione dei musulmani, ha tentato di strappare il velo ad alcune donne, suscitando la reazione dei musulmani presenti. La Santanchè che ha manifestato accompagnata dal suo vice Diego Zarneri, ha sostenuto invece di aver solo chiesto alla polizia di far rispettare le legge Italiana che prevede il divieto di circolare a volto coperto e di non esser mai entrata in contatto con una donna musulmana. Di seguito la Santanché ha dichiarato di essere stata aggredita e presa a pugni, versione smentita dai musulmani presenti; fatto sta che è stata accompagnata al pronto soccorso dove i medici le hanno riscontrato contusioni toraciche estese con prognosi di 20 giorni.

Il 25 settembre 2009, su il Fatto Quotidiano, compare una notizia secondo cui, in realtà, la Santanché non sarebbe mai stata aggredita. In un breve filmato pubblicato su peacereporter si vedono i tentativi della Santanché di superare il cordone delle forze dell'ordine, mentre non è dato vedere alcuna aggressione a carico della parlamentare. I legali della Santanchè hanno poi smentito tale versione denunciando l'alterazione delle immagini del video, e hanno reso noto il verbale delle forze dell'ordine presenti e testimoni dell'aggressione e una copia della documentazione del pronto soccorso.

Ultimo atto, quello del 9 novembre 2009 nel corso della trasmissione Domenica cinque, trasmessa da Canale 5, durante una discussione con l'Imam di Segrate Ali Abu Shwaima, riguardo la presenza del crocefisso nelle scuole, dove la Santanchè affermò che Maometto era un poligamo poiché aveva nove mogli, e che era pure pedofilo avendone una di nove anni. Dichiarazione che ha ovviamente scatenato l’ira dei musulmani presenti in studio, per non parlare dello strascico di polemiche susseguito dopo.

 

Dopo questo excursus sulla vita privata e politica della Santanchè, è facile intuire come la dote principale che l’è attribuita, o se vogliamo, che si auto-attribuisce, ovvero di essere una fervente femminista dei nostri tempi, può essere facilmente messa in discussione; già, perché se fosse così tenace e paladina dei diritti civili delle donne, avrebbe rinunciato al suo cognome da sposata subito dopo la separazione dal marito. In fondo, la conservazione del cognome da nubile è uno dei primi aspetti che rafforza l’identità di una donna; mentre lei ha continuato a conservare il cognome del marito per fini politici, essendo esso molto rinomato in quel di Sicilia e da lei ben avviato ormai in politica. Dunque perché perdere questo strumento di propaganda in favore di un banale diritto civile? Per la cronaca, il suo cognome da nubile è Garnero.

Un’altra questione è quella relativa alla sua coerenza politica, poiché non va dimenticato che prima se ne è andata da AN a fine 2007 accusando il partito di Fini di star diventando sempre più moderato e democristiano, aderendo a La Destra di Storace e Bontempo; poi la sua smania di protagonismo (la stessa che perseguita Rutelli) alimentata da un mancato incarico nel Parlamento italiano dato che il partito non ha superato la soglia di sbarramento alle politiche ’08, l’ha portata a lasciare anche questa formazione politica recriminando una nuova crisi di valori ed ideali, e formando una nuova formazione “Movimento per l'Italia”, un partitino sempre rientrate nell’orbita del Cavaliere, tanto da correre alle prossime elezioni locali con il PdL. Insomma, gira e rigira, anche lei, come la Mussolini, è ritornata miseramente all’ovile del Cavaliere; il quale è sempre ben disposto ad accogliere belle donne in politica e non.

Infine, entrando nel merito della sua attività politica, non dimentichiamoci che questa imprenditrice prestata alla stessa, è un potenziale pericolo per la nostra incolumità, poiché in un paio di occasioni ha ferocemente attaccato, come detto prima, sia verbalmente che fisicamente alcuni musulmani e il credo islamico stesso; pertanto, politici come lei, sommati a quelli della Lega, ci stanno trasformando in seri obiettivi per i terroristi islamici, sommando alle loro azioni la nostra partecipazione ad operazioni militari come in Afghanistan e Iraq (l’attentato alla Questura di Milano non c’entra proprio nulla con questo discorso?).


| Categoria: politica, religione |

commenti (1)

mercoledì, 28 ottobre 2009

L’ORA DI RELIGIONE

Adolfo Urso, Viceministro allo Sviluppo economico, ha proposto, qualche giorno fa, d’introdurre nelle scuole un’ora di religione musulmana facoltativa e alternativa a quella cattolica. La proposta non sorprende più di tanto, essendo Urso appartenente alla corrente finiana del PdL, e sappiamo quanto il Presidente della Camera si stia battendo da qualche mese per i diritti degli immigrati, imbarazzando molti uomini del suo partito e non solo.
La proposta ha scandalizzato quasi tutto il Parlamento, essendo esso attualmente a netta maggioranza catto-conservatrice, ad esclusione solo di una buona parte del PD, dell’IDV e una minima parte del PdL.
L’associazione degli Intellettuali Musulmani Italiani si è detta scontatamente totalmente favorevole alla proposta, mentre il Vaticano sembra tendenzialmente accondiscendente, poiché la possibilità data ai musulmani di studiare la propria religione, eviterebbe lo sfociare nell’integralismo dei giovani studenti islamici.
Per quanto mi riguarda, l’ora di religione dovrebbe invece consistere nello studio della storia di tutte le religioni, sia quelle Universali, che quelle emerse di recente (vedi Scientology, ecc.), proprio perché il nostro Paese è dal 1984 ufficialmente uno Stato laico (rettifica dei Patti lateranensi), e pertanto le proprie istituzioni devono restare tali, anche in virtù del fatto che da vent’anni a questa parte il nostro è diventato uno Stato ad immigrazione di massa e pertanto sempre più popolato da persone provenienti da Stati diversi e professanti confessioni diverse. Persone che pagano le tasse e finanziano le istituzioni stesse, e quindi, è giusto che queste ultime siano neutre e non espongano simboli religioni che possono urtare la fede dei cittadini, o di chi è ateo o agnostico. L’ora di religione deve altresì essere un momento di discussione e confronto tra i ragazzi su tematiche sociali.
Ricordo che alle scuole superiori così svolgevamo l’ora di religione, anche guardando film o leggendo brani; e non era certo un noioso catechismo. Meno piacevole il ricordo dell’ora di religione alle scuole medie, quando alcuni ragazzini erano costretti a stare per i corridoi perché non cattolici. E queste cose ve le dice uno che è sì cristiano, ma anche molto critico verso il Vaticano e le sue ingerenze nella politica. Fenomeno sempre presente nel nostro Paese fin dalla nascita della Repubblica, vuoi anche per la presenza fisica del Vaticano sul territorio italiano.
Ognuno poi, nel suo privato, professerà la religione che vuole, con i propri parenti e amici. Ma le istituzioni, i luoghi pubblici in generale, lasciamoli “neutri”. Anche perché issare barriere a mò di Paese Mediorientale, in uno Stato sempre più multietnico per la sua posizione geografica come il nostro (proprio oggi la Caritas ci ha detto che gli immigrati nel nostro Paese sono 4 milioni e mezzo), non serve a niente; anzi, così facendo, rischiamo solo di fare la fine degli indiani d’America.


| Categoria: politica, religione, attualità |

commenti (8)

sabato, 19 settembre 2009

DELIRI RELIGIOSI

Martedì scorso, una giovane marocchina di 18 anni, Sanaa El Ketawi,  e' stata uccisa a coltellate dal padre mentre era col fidanzato in un boschetto nei pressi di Montereale Valcellina (Pordenone); la giovane aveva tentato di fuggire ma e' stata colpita alla gola ed è morta per emorragia, mentre poco distante e' stato trovato il suo fidanzato, Massimo De Biasio, anch'egli con ferite da taglio, ma si sta riprendendo. L’uomo è stato arrestato la stessa notte.

Secondo gli inquirenti, il movente di questo brutale atto è l’astio da parte del padre di Saana nei confronti del suo ragazzo, , sia perché non musulmano, sia perché di 13 anni più grande di lei (ha 31 anni). I due avevano in progetto di convivere insieme.

Il caso fa ritornare in mente quello di Hina Saleem, 20 anni, pakistana, uccisa a coltellate e seppellita nel giardino della casa dei genitori a Sarezzo, in provincia di Brescia, l’11 agosto 2006. Dal processo, conclusosi il 5 dicembre 2008, si è scoperto che ad ucciderla fu suo padre, Mohammad Saleem (30 anni di carcere), aiutato dai suoi due cognati (17 anni di carcere) e suo fratello (condannato a 2 anni e 8 mesi), quest’ultimo per l’occultamento del cadavere. Il movente è come quello di Sanaa, ovvero la contrarietà da parte dei padri di queste giovanissime vittime, di vederle emancipate e svolgere una normale vita moderna, uguale a quella delle loro coetanee occidentali: uscire con gli amici, andare a ballare, convivere, vestirsi alla moda, seguire determinati programmi televisivi, ed altre cose per noi scontate e banali. Arrivare ad uccidere per queste ragioni è davvero assurdo, tanto quanto lo sono le posizioni di entrambe le madri delle due ragazze, poiché in entrambi i casi hanno dato ragione al marito.

I musulmani possono essere anche apprezzati per il loro forte senso religioso; ma devono anche capire che se vanno a vivere in un Paese occidentale, o comunque lontano dal punto di vista culturale e religioso dal proprio, può accadere che i propri figli, nipoti, o parenti e amici in generale, decidano di adattarsi ai modi di vivere della nuova realtà cui fanno parte, senza per forza perdere la propria fede. E comunque, nessun credo religioso deve mai portare ad uccidere un essere umano, specie se sangue del proprio sangue.


| Categoria: religione, giustizia, attualità |

commenti (4)

martedì, 15 settembre 2009

CONCORSO "PINGUINI NEL DESERTO"

L’associazione “PianetaDown” (www.pianetadown.org) con sede in Pescara, con il Patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca indice la prima edizione del concorso “Pinguini nel deserto”, aperto alle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale italiano, che si terrà dal 13-09-2009 al 5-12-2009.

 

Regolamento

 

1. Oggetto del concorso

Pinguini nel deserto” vuole essere l’occasione per una riflessione di gruppo sulla disabilità intellettiva-relazionale, con particolare riferimento alla Sindrome di Down.

Qual è la percezione che si ha a livello individuale e di gruppo della disabilità intellettiva? Quali sentimenti istintivi genera l’incontro-scontro con essa nella realtà quotidiana? Quali le dinamiche di esclusione e di inclusione che si sviluppano a livello personale e di gruppo? Come favorire queste ultime a scapito delle prime? Quali strumenti abbiamo a disposizione e quali sarebbero necessari?

 

La riflessione dovrà essere proposta e condivisa attraverso l’utilizzo di forme artistico-espressive (così come previste nel punto 5), a partire da una “traccia” data, consistente in un’immagine allegata al presente bando di concorso, e nel suo breve commento.

 

2. Partecipazione

Il concorso è riservato alle classi delle Scuole materne, primarie e secondarie di ogni ordine e grado presenti sul territorio nazionale Italiano. Proprio per favorire la riflessione comune a beneficio dell’inclusione delle persone con Sindrome di Down o altra disabilità intellettivo-relazionale, è ammessa la sola partecipazione a livello di classe (tutti i partecipanti del gruppo devono rispondere ai requisiti di partecipazione richiesti dal concorso). Per ogni iscrizione dovrà essere indicato il nome ed il recapito mail di una persona di riferimento, maggiorenne, che fungerà da interlocutore e da responsabile a tutti gli effetti nei confronti degli organizzatori del concorso e che sarà il solo soggetto legittimato al ritiro di eventuali premi.

 

3. Opere inedite

Gli elaborati presentati devono essere originali e inediti, sviluppati espressamente per il concorso in oggetto. La non conformità a tali requisiti, a insindacabile giudizio della Giuria, prevede l’esclusione dei partecipanti dal concorso o, qualora la non conformità dovesse emergere successivamente, l’annullamento dei riconoscimenti eventualmente assegnati, con obbligo di restituzione di quanto eventualmente percepito.

Si fa presente che ogni soggetto partecipante è responsabile di quanto presentato e perciò garante dell’utilizzo di materiale libero da copyright-diritti d’autore (immagini, testi), e che l’Associazione non risponderà in alcun modo delle eventuali violazioni in tal senso.

 

4. Iscrizione e consegna dei lavori

L’iscrizione al concorso avverrà consegnando il lavoro entro le 12.00 del giorno 05-12-2009, preferibilmente via posta elettronica all’indirizzo pinguinineldeserto@pianetadown.org, oppure via posta ordinaria su supporto informatico (CD-DVD) adeguatamente protetto dai danneggiamenti accidentali al seguente indirizzo, Sede dell’Associazione:

 

Associazione Pianeta Down – Concorso “Pinguini nel deserto”

C.da Seta 37 bis -83040 Conza della Campania AV

 

Congiuntamente al lavoro dovrà pervenire la domanda di iscrizione al concorso, compilata in ogni sua parte.

Per i lavori spediti via posta farà fede il timbro dell’ufficio postale.

L’iscrizione al concorso è gratuita.

 

5 Tecniche e categorie

Il Concorso, nella sua prima edizione avrà una categoria “unica”, a carattere letterario-figurativo.

Partendo dal disegno e dal testo esplicativo allegato al presente bando, i soggetti partecipanti dovranno sviluppare, attraverso metodi e modalità che favoriscano la partecipazione attiva di tutta la classe (ad esempio per la scuola dell’infanzia la forma letteraria della favola, piuttosto che il racconto,  oppure il saggio per le scuole secondarie), ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel punto 1 del seguente Regolamento, un elaborato letterario a piacere, eventualmente arricchito di una parte grafica (disegni, fotografie, etc).

L’elaborato, che dovrà essere fornito in formato .doc (Microsoft Word) non potrà superare le venti cartelle da 2000 battute inclusi gli spazi.

Sul sito dell’Associazione è scaricabile un modello del formato, impostato secondo questi parametri, al seguente indirizzo:  www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/formato.doc

 

6 Riunioni della giuria

La Giuria effettuerà tre sessioni di giudizio. Nella prima si valuterà se gli elaborati pervenuti siano conformi al regolamento del presente bando.

Nella seconda verrà effettuata una prima selezione delle opere più meritevoli (almeno cinque per ogni grado scolastico, con tutte le categorie rappresentate).

La terza sessione decreterà i vincitori previsti nel presente regolamento.

La Giuria validamente costituita potrà deliberare a maggioranza dei presenti. Le deliberazioni della Giuria e le motivazioni dei premi assegnati verranno trascritte su apposito verbale e pubblicate sul sito internet dell’Associazione www.pianetadown.org.

 

7. Composizione della giuria

Le prime due sessioni di giudizio saranno svolte direttamente dai membri del Consiglio Direttivo dell’Associazione Pianeta Down. La giuria finale sarà composta da 7 giurati, due dei quali dovranno far parte dell’Associazione Pianeta Down.

Sarà cura del comitato organizzatore del concorso il coinvolgimento di altri componenti qualora si verificasse la necessità di operare sostituzioni.

 

8. Esito del concorso

L’esito del concorso sarà comunicato via e-mail e lettera raccomandata ai concorrenti vincitori entro il 28-02-2010; i risultati saranno inoltre pubblicati sul sito internet dell’Associazione (www.pianetadown.org)

 

9. Premi

I premi sono costituiti da buoni per l’acquisto di materiale didattico e/o per il tempo libero, da utilizzare preferibilmente a favore di progetti di integrazione ed inclusione, a scelta dei vincitori.

Sono previsti due premi per ogni ordine di scuola (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado), senza distinzione in categorie

 

1° Premio = buono per il valore di 1200 Euro

2° Premio = buono per il valore di 800 Euro

 

A questi si aggiungerà un primo premio “assoluto” scelto tra i vincitori dei primi premi nei singoli ordini scolastici per il valore di 800 Euro (aggiuntivi rispetto ai 1200 già vinti), per un totale di 9 premi.

 

I lavori premiati, insieme con gli altri lavori ritenuti eventualmente meritevoli, potranno essere pubblicati a cura dell’Associazione Pianeta Down, su un volume dedicato, con lo scopo di diffondere attraverso gli elaborati risultati vincitori la cultura della “non-diversità” ed il riconoscimento delle differenze personali come “valore”.

 

Ad insindacabile giudizio della Giuria, qualora non ci fossero lavori meritevoli, i premi potranno non essere assegnati, in tutto o in parte.

 

10. Premiazione

La premiazione avverrà nel periodo aprile-maggio 2010, in luogo e orario da definire da parte del comitato organizzatore, che provvederà a darne comunicazione ai vincitori e pubblicità sul sito www.pianetadown.org . I premi verranno consegnati esclusivamente durante la cerimonia. E’ fatto obbligo per questo motivo che i rappresentanti responsabili (vedi punto 2-Partecipazione) delle classi vincitrici, o un loro delegato munito di regolare delega al ritiro, siano presenti alla cerimonia stessa.

I premi eventualmente non ritirati andranno ad alimentare il monte premi della prossima edizione del concorso.

 

11. Le opere del concorso

I progetti artistici non verranno restituiti agli autori e diventeranno patrimonio dell’Associazione Pianeta Down. Essi potranno essere utilizzati per pubblicazioni o convegni sempre nel rispetto degli scopi dell’associazione.

 

12. Accettazione del bando

La partecipazione al concorso da parte del candidato presuppone la totale accettazione del presente bando.

 

13. Segreteria del concorso e informazioni

Eventuali chiarimenti possono essere richiesti via mail alla segreteria organizzativa del concorso, presso l’Associazione Pianeta Down al seguente indirizzo: pinguinineldeserto@pianetadown.org

 

Il presente bando del concorso è pubblicato sul sito internet al seguente indirizzo:

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/bando.pdf

 

Scarica qui la scheda di iscrizione

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/scheda-iscrizione.doc

 

Scarica qui la “traccia” di partenza dalla quale sviluppare l’elaborato

www.pianetadown.org/pinguinineldeserto/traccia.pdf



| Categoria:
musica, politica, cinema, esteri, calcio, economia, religione, storia, giustizia, campania, napoli, attualità, mass-media |

commenti

martedì, 08 settembre 2009

FESTA DI PIEDIGROTTA 2009

Anche quest’anno, per il terzo consecutivo, si sta svolgendo a Napoli la storica Festa di Piedigrotta, nata inizialmente come rito pagano, e diventata poi una festa dai connotati cristiani.

Le origini della festa infatti, risalgono ai baccanali destinati a propiziare la fecondità che si celebravano in onore del dio Priapo, nei pressi della Crypta Neapolitana. La natura orgiastica della festa rimase immutata per molti secoli nonostante l'avvento del cristianesimo, finché anche la festa arcaica di quello che era allora un borgo di pescatori, venne incorporata nella religiosità cristiana grazie alla costruzione, nel XIV secolo, di una piccola cappella nata, secondo una leggenda, nel luogo dove tre persone avevano sognato la Madonna, di cui avevano poi trovato un'antica statua lignea. La statua e la sua Chiesa, rifatta e ingrandita nel XVI secolo, divennero il centro della devozione del borgo marinaro e della sua festa, che fu fissata all'8 settembre, giorno della natività di Maria.

La festa, con la sua "Parata di Piedigrotta" alla quale partecipavano anche dignitari del regno (e talvolta gli stessi regnanti), corpi militari in parata, pellegrini e delegazioni di paesi vicini, divenne una delle più importanti di Napoli, anche perché non perse mai del tutto i suoi caratteri orgiastici e paganeggianti.

La festa diventò nel XIX secolo la culla della canzone napoletana classica, che conobbe i suoi anni d'oro tra il 1890 e il 1910: sono gli anni di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio, Raffaele Sacco e tanti altri ancora. Allora la Piedigrotta era l'occasione per pubblicare le nuove canzoni (nel 1889 i testi furono più di tremila), il cui successo era sancito - prima della radio e della televisione - dalla loro circolazione popolare e dal numero di spartiti venduti. Tant’è che, a partire dal 1952 venne introdotto, in concomitanza con la festa, il Festival della Canzone Napoletana, che si svolgerà fino al 1970. Dopo la fine del Festival di Napoli inizierà anche il declino della Piedigrotta, che fu così sospesa nel 1982; per alcuni però, la sospensione della festa è anche dovuta al clima violento della Napoli d’inizio anni ’80, scenario di una sanguinosa spartizione della città da parte di alcuni clan della camorra, oltre poi al terrorismo di matrice politica che insanguinava tutta Italia da alcuni anni.

Nel 2007 il Comune di Napoli ha patrocinato una nuova edizione della festa, nel quadro degli eventi estivi, riprendendo in parte le modalità tradizionali: le luminarie in via Piedigrotta, i mortaretti che annunziano l'inizio della festa la mattina dell'8 settembre, la sfilata dei carri allegorici sul lungomare, la sfilata dei bambini con i vestitini di carta, il concerto in Piazza del Plebiscito nonché la batteria di fuochi d'artificio a mare, di durata oltre 30 minuti. L’evento ha così definitivamente posto fine, almeno per ora, allo svolgimento della “notte bianca”, che nella città Partenopea si è rivelata un fallimento.

Quest’anno la Festa è iniziata lo scorso giovedì, ed ha come tema il Futurismo: il primo giorno vi è stata l’accensione delle luminarie in via Piedigrotta e nelle principali vie del quartiere, che racchiudono il Santuario della Madonna di Piedigrotta; anche il monumentale complesso sarà illuminato da luci artistiche per tutto il periodo della festa. Lo stesso 3 settembre (fino al 30 novembre) è iniziata una mostra presso il Palazzo Reale, che prevede l’esposizione di circa 100 manifesti originali, alcuni tratti da riviste e pubblicazioni; l’esposizione è correlata da filmati creati appositamente per riprodurre in un montaggio dinamico frasi di grande impatto tratte dai manifesti stessi, accompagnate da tracce audio con registrazioni d’epoca, nonché rumori e suoni. Sabato vi è stata la sfilata dei carri (alla quale ha partecipato anche la figlia di Charlie Chaplin, Geraldine Chaplin, madrina dell’evento) partita dal Palazzo Reale, e proseguita sul lungomare, con la serata che si è conclusa con il suggestivo spettacolo pirotecnico, con i fuochi riflessi nel mare e che hanno squarciato il cielo, per circa una mezz’ora.

Positivo per me aver ripristinato un rito antico, che grazie alle luci della sera e ad un lungomare incantevole, è davvero  suggestivo. Ritrovare un’antica usanza, è un buon inizio per una città che ha bisogno di ritrovare sé stessa, o almeno quella coesione sociale che ci ha da sempre caratterizzati.

 

Di seguito, riporto il programma di questi giorni:


8 MARTEDI          

Ore 21,00            2° serata Audizioni alla Rotonda Diaz

                 

9 MERCOLEDI     

Ore 21,00           

Spettacolo “Piedigrotta Futurista” da Francesco Cangiullo.

ideazione e regia di  Gianfranco Gallo – con Gianfranco e Massimiliano Gallo - Villa Comunale altezza Cassa Armonica

                 

10 GIOVEDI         

Ore 21,00            XXVII edizione della "Serenata alla Madonna" di Benedetto Casillo da un'idea di Don Giuseppe Cipolloni con la partecipazione degli artisti napoletani - Santuario di Piedigrotta

Ore 21,00            Spettacolo “Piedigrotta Cangiullo” con Mauro Gioia e Barbara Carlotti - Teatro Sannazaro

                 

11 VENERDI         

Ore 18,00            Concerto “Delizie napolitane ovvero in lode della villanella” alla Crypta Neapolitana

Ore 21,00            Concerto di Elton John in Piazza del Plebiscito

                 

12 SABATO          

Ore 11,00

Ore 13,00            Visite guidate alla Crypta Neapolitana

Ore 12,00            Concerto “Didone e le altre” arie e sinfonie alla Crypta Neapolitana

Ore 18,00            Carri alla Rotonda Diaz

Ore 18,30            Santa Messa alla Rotonda Diaz

Ore 19,30            Processione Madonna di Piedigrotta

Ore 21,30            Spettacolo teatrale ”Festa di Piedigrotta” regia di Nello Mascia alla Rotonda Diaz

Ore 23,00            Spettacolo pirotecnico – Lungomare Caracciolo

                 

13 DOMENICA  

Ore 11,00

Ore 13,00            Visite guidate alla Crypta Neapolitana

Ore 12,00            Concerto “Musa Latina” L’invenzione dell’antico” alla Crypta Neapolitana

Ore 18,00            Animazione in Villa comunale

Ore 21,00            Finale Audizioni Rotonda Diaz



| Categoria: musica, religione, storia, napoli, attualità |

commenti

lunedì, 31 agosto 2009

IL BUE CHIAMA CORNUTO IL BUE…CON CARTE FALSE PERO’

Nel mese di giugno avevo scritto un post dal titolo “Il bue chiama cornuto l’asino”, riferendomi alle accuse che il nostro Premier Berlusconi (il bue in questione) aveva lanciato a stampa e giornali di opposizione (gli asini del caso), rei di essere eversivi semplicemente perché non la pensano come lui; proprio lui, eversivo doc, essendo stato iscritto alla Loggia Massonica P2.

Ora però Vittorio Feltri, direttore del suo giornale, uno dei tanti media a sua disposizione, forse il meno potente, ovvero il quotidiano “Il Giornale”, fondato dal compianto Indro Montanelli, lancia accuse contro il direttore di un altro giornale, “Avvenire”, quotidiano della Conferenza episcopale italiana, più specificamente, contro il suo direttore, Dino Boffo. L’accusa che il primo muove al secondo è di non poter dare lezioni di moralità al Premier mediante l’organo di stampa cui è direttore, poiché anch’egli in passato è stato protagonista di una vicenda tutt’altro che morale. Insomma, il bue chiama cornuto un altro bue.

La vicenda alla quale Feltri si riferisce risale al 2004, quando Boffo era stato rinviato a giudizio dal GIP del tribunale di Terni il 9 agosto. L'accusa è molestie alla persona, articolo 660 del codice penale (oggi rientrerebbe nel reato di stalking). Condanna originata da più comportamenti messi in atto da Dino Boffo negli anni 2001/2002. Il Boffo, scrive Feltri, è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce ed offensive e di pedinamenti, volti ad intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale, già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo aveva chiesto il patteggiamento e, in data 7 settembre 2004, aveva pagato un'ammenda di 516 euro in alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela. Secondo Feltri, che ha intitolato il Giornale “Il supermoralista condannato per molestie”, una persona protagonista di un tale reato non può permettersi di dare giudizi moralisti verso un’altra persona, a prescindere dalla carica istituzionale che quest’ultima ricopre.

C’è però un fatto inquietante, che ho letto sul sito de “La Repubblica”: la "nota" che avrebbe accompagnato l'ordinanza del giudice, non sarebbe stata scritta, durante le indagini preliminari, ma dopo che tutto l'affare era già stato risolto con il pagamento dell'ammenda. Dunque, non è un atto del fascicolo giudiziario. Per mero scrupolo, lo accerterà anche il procuratore di Terni Cardella che avrà modo di verificare, con i crismi dell'ufficialità, che la nota informativa non è agli atti e che in nessun documento del processo si fa riferimento alla presunta "omosessualità" di Boffo. La "nota informativa", pubblicata dal Giornale del presidente del Consiglio, è dunque soltanto una "velina" che qualcuno manda a qualche altro per informarlo di che cosa è accaduto a Terni, anni addietro, in un "caso" che ha visto coinvolto il direttore dell'Avvenire. Inoltre, Maroni, la mattina del 28 agosto, ha chiesto al capo della polizia, Antonio Manganelli, di accertare se esiste effettivamente un "fascicolo" che dia conto delle abitudini sessuali di Dino Boffo, e quest’ultimo ha affermato che né presso la questura di Terni (luogo dell'inchiesta) né presso la questura di Treviso (luogo di nascita di Boffo), esiste un documento di quel genere, e Manganelli ci tiene a sottolineare che la polizia non scheda gli omosessuali.

In questa fantomatica nota integrativa, si legge ancora che delle debolezze ricorrenti di cui soffre e ha sofferto il direttore Boffo, sono a conoscenza il cardinale Camillo Ruini, il cardinale Dionigi Tettamanzi e monsignor Giuseppe Betori. Non si tratta pertanto di una nota integrativa, ma di una “velina” che qualche persona interna alla polizia ha inviato allo staff de “Il Giornale” per infangare il direttore di Avvenire. Un metodo tipico utilizzato dai Servizi segreti per infangare qualche avversario politico, mediante informazioni ufficiose sulla vita privata di qualcuno. Comunque, si attende la verifica del procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella, il quale rientrerà in ufficio dalle ferie.

Due sono le riflessioni che mi vengono: la prima è che si è creata una nuova spaccatura tra Governo e Vaticano, tanto che il Premier si dissocia dall’articolo dell’organo di stampa del suo partito, e tutto il mondo politico difende Boffo con motivazioni diverse. Qualche prima conseguenza c’è stata, come l’annullamento dell'annunciato incontro tra Berlusconi e il segretario di Stato vaticano card. Bertone ospiti dell'arcivescovo dell'Aquila in occasione della cerimonia per la ricorrenza religiosa della Perdonanza, dove al posto del Cavaliere parteciperà il sottosegretario Gianni Letta; o ancora, l’annuncio da parte di Bossi di una visita sua e di Calderoni presso la Santa sede per ribadire le radici cattoliche e cristiane della Lega. Chissà se il Clero li crederà, dopo le varie esternazioni e proposte di legge in materia di immigrazione e pubblica sicurezza, con tanto di accuse rivolte anche contro lo stesso Vaticano.

La seconda è che c’è stato, come già detto, un utilizzo inquietante dell’intelligence contro un giornalista, parlando di presunte frequentazioni e abitudini alquanto diverse rispetto a come dovrebbe essere la vita di un Direttore del principale giornale della Santa Sede.

Tre sono le conclusioni a cui sono arrivato: 1) ribadisco la mia vergogna e mortificazione per le vicende che riguardano la vita privata del nostro Premier, divenute ormai evidenti ed imbarazzanti, tanto più perché avvenute durante il suo precedente e attuale mandato e non riguardanti la sua vita in un periodo antecedente alla “discesa in campo” (che in quanto tale non avrebbe dovuto fregare nessuno), e che ci stanno ridicolizzando agli occhi del Mondo, più di quanto non lo fossimo già; 2) se tutto sarà confermato, è accaduto un grave fatto di spionaggio e tentativo di screditamento di un giornalista da parte di organi vicini al nostro Premier, a prescindere dal fatto che quest’ultimo ne sia stato il manovratore o meno. Si tratta  però sempre del giornale più importante a lui più vicino; 3) il direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, è stato protagonista di un reato di stalking qualche anno fa, indipendentemente dalle sue abitudini sessuali che non aggiungono o tolgono niente alla gravità dei fatti. Pertanto, se si somma questo fatto con i vari reati di pedofilia accertati o taciuti (ovviamente sono in maggioranza i secondi) cui sono stati protagonisti preti e pastori in tutto il Mondo, sicuramente mi viene anche da dire che la Santa sede non può certo intervenire nella vita privata di un politico, con lezioni di moralità; almeno fin quando chi ha commesso atti impuri e dissacranti sia smascherato e punito.

Quanto mi rode parlare di queste cose, mentre le fabbriche chiudono, gli adolescenti sbandano, i politici rubano, la natura soffre. Forse sono cascato anche io nella trappola di far scoppiare casi del genere per distrarre le persone dai problemi reali.


| Categoria: politica, religione, giustizia, attualità, mass-media |

commenti

mercoledì, 26 agosto 2009

NIENTE DI NUOVO SOTTO AL SOLE

Torno a scrivere il Blog dopo un bel pò; vuoi per una vacanza di una settimana nella sempre ben accogliente Puglia (Gallipoli e dintorni), vuoi per la morte definitiva del mio vecchio portatile, vuoi per l'iniziale impegno che un nuovo pc comporta (installare programmi, capire Vista, riprendere le cose lasciate in sospeso o farne di nuove, ecc.), vuoi per una scarsa vena creativa di piena estate.
Oddio, gli argomenti ci sono sempre, ma forse la loro instancabile e dannosa ripetitività, fa sì che si arrivi alla noia nel riportarli. Ecco che farò un breve riassunto di ciò che è accaduto in questi giorni di assenza virtuale e in fondo anche di maggiore disinteresse verso l'attualità, che causa il mare, il sole e il caldo, ahimè, prende anche me. In fondo, sono un cittadino italiano anche io.
Per quanto riguarda la politica italiana, se pur a dosi ridotte data l'immeritata vacanza dei nostri politici, si sono dette le solite banalità e accuse reciproche tra i due pseudo-poli; anche se il partito più attivo è stato la Lega, il quale, malgrado la calura estiva, ha sparato altre grosse ca**ate, proponendo nuove leggi per esaltare i localismi comunali, provinciali e regionali. Tra le varie, quella che più mi ha colpito è stata la rischiesta di insegnare il dialetto nelle scuole e nelle università.
Sono il primo a dire che l'Italia non è mai stata una Nazione (forse solo durante la costrizione fascista), ma proporre queste divisioni linguistiche, di usi e costumi, nell'era della globalizzazione e dell'europeismo, mi sembra davvero ridicolo e da ignoranti.
Niente di nuovo anche per quanto riguarda le accuse di "nonno pervertito" che vengono fatte a Berlusconi ormai da mesi, da parte del Vaticano e della stampa estera. Non mi meraviglio della seconda, che da anni critica aspramente il nostro Premier, mentre i miei concittadini continuano a votarlo per motivi vari ed eventuali, e i media italiani, al 70% da lui controllati, sono rinchiusi in un morboso e zelante silenzio; mi meraviglia la prima, nonostante i vari privilegi economici che il secondo Governo Berlusconi (anche per la presenza dell'UDC) gli aveva concesso. Addirittura la Lega parla di rivedere i Patti in nome della laicità dello Stato. Ecco che la politica italiana mostra tutta la sua falsità: prima il centro-destra appoggiava tutte le istanze della Chiesa in tema di diritti civili, ora avendo perso il centro e prendendo voti "a manetta" (come direbbero i leghisti), la Chiesa non serve più. L'impressione però è che la spallata che questo scandalo a base di vallette e festini, non ci sia stata, e che il centro-sinistra ancora una volta, ha perso un'occasione, forse l'ultima, di veder battere il Cavaliere.
Per il resto, continuano ad arrivare extracomunitari e molti muoiono a mare; l'UE continua ad accusarci di essere incapaci e xenofobi, mentre non fa nulla per aiutarci, e il nostro Governo accusa la piccola isola di Malta di respingere i clandestini. Poveri nordafricani, spero non abbiano più bisogno di scappare qui. Ma la vedo dura, sempre più dura.
La Sanità continua a mietere vittime, soprattutto al Sud, per errori durante gli interventi chirurgici (anche i più banali) o causa sbrigative e superficiali dimissioni di pazienti ancora necessitanti di cure.
Dall'estero continuano a giungerci voci negative dall'Afghanistan, con i Talebani che dopo 8 anni di guerra sono ancora lì duri a morire, e con il ballottaggio tra chi deve essere il nuovo Premier-fantoccio dell'America, ovvero il Premier uscente Karzai (leggermente favorito) e Abdullah.
Per quanto riguarda la mia Campania, assodato che anche questo è stato un anno disastroso anche dal punto di vista del turismo, non mi aspettavo certo che l'inquinamento arrivasse anche davanti alla splendida, e costosa da visitare, Grotta Azzura di Capri. Una chiazza nauseabonda sta di fatto impedendo alla cooperativa addetta al trasporto dei turisti nella suggestiva Grotta, di compiere il proprio lavoro. Non so se siamo dinanzi ad un attentato ecologico contro Napoli e la Campania, di certo però questo inquinamento è reale, a differenza di quello paventato dalla Camorra per avvantaggiare qualche struttura del napoletano o del casertano.
Sono infine trapelate altre voci sul povero Michael Jackson, la cui ultima e più triste sarebbe quella della morte per omicidio, causata dal medico che lo teneva in cura. Chissà.
Credo che per il momento possa bastare, sperando di non mancare per un altro bel pò. Ma se dovesse capitare, spero che mi scuserete, perchè in fondo sono un cittadino italiano, tentato anch'io dal disinteresse e la pigrizia.


| Categoria: musica, politica, esteri, religione, campania, napoli, attualità, mass-media |

commenti (1)

sabato, 15 agosto 2009

CHIUSO PER FERIE


| Categoria: musica, politica, cinema, esteri, calcio, economia, religione, storia, giustizia, campania, napoli, attualità, mass-media |

commenti (2)

venerdì, 31 luglio 2009

A CHE ORA E’ LA FINE DEL MONDO?

Di tanto in tanto, i media diffondono qualche annuncio su un’imminente fine del Mondo, basato su credenze religiose, studi astrali o previsioni di antiche civiltà.

Ciò accadde alla vigilia dell’anno 1000 d.c., ma allo scoccare della mezzanotte non avvenne nulla, ed iniziò di fatto il Medio evo. Poi ricordo gli annunci apocalittici relativi al 2000 d.c., che ispirò film, libri, programmi TV, canzoni e quanto altro, ma siamo tutti ancora qui. Ora, l’ultima scadenza che ci hanno dato è fissata al 21 dicembre 2012, basata sulla convinzione che tale data coinciderebbe con la fine della quinta era (La nostra attuale, chiamata Età dell'Oro) secondo il calendario dei Maya.

Il calendario del popolo Maya è basato infatti su venticinque diversi cicli faraonici. Il ciclo maggiore, o Lungo computo, dura esattamente 1.872.000 giorni (circa 5.125 anni): il ciclo attuale ha avuto inizio nel 3114 a.C. e terminerà il 21 dicembre 2012. Il 22 dicembre inizierà un nuovo ciclo (l'equivalente 31 dicembre di fine millennio presente nel Calendario Giuliano).

In realtà molti studiosi ritengono che esistono varie tavolette che riportano date anche molto successive al 2012, cosa che fa ritenere che essi non pensassero a questo giorno come all'ultimo del Mondo. Ogni fine ciclo, infatti, segnava un periodo di grandi cambiamenti (data la lunghezza plurisecolare di ogni ciclo) a cui sarebbe dovuto corrispondere un periodo di pace e serenità.

A dare manforte alla credenza di una fine del Mondo datata 21 dicembre 2012, anche altre credenze, come quella dei sostenitori della New Age, i quali asseriscono che tale data coincida con lo scadere anche della prossima precessione degli equinozi, che altresì segnerà l'inizio dell'Era dell'Acquario: un periodo di pace globale e profonda evoluzione spirituale.

Oppure quella di chi crede negli UFO, i quali affermano che in tale data essi arriveranno sulla Terra per invaderci e dominarci (o chissà, fraternizzare a mò di E.T.).

Non mi permetto di ironizzare o deridere queste credenze. Ma sinceramente non ci credo più di tanto. Di annunci su una presunta fine del Mondo già ce ne sono stati: per causa di nuovi Hitler che scatenerebbero guerre mondiali; oppure causate da cataclismi naturali; o ancora, da grosse meteoriti che ci piomberebbero sulla testa; o da grandi carestie che ci farebbero morire tutti di fame o di sete; o da virus incurabili che ucciderebbero miliardi di persone; o da UFO che scenderebbero sulla Terra per schiacciarci come formiche; o chissà da cos’altro ancora…

Credo invece che l’uomo, tramite la sua insaziabile ingordigia, stia consumando la Terra a poco a poco, giorno per giorno; tanto da farmi pensare che, se non sarà il 2012, dubito che arriveremo al 2050. E poi pensateci bene: a parte gli UFO, tutti gli annunci sopra menzionati non stanno già accadendo proprio per la già citata negligenza dell’uomo?


| Categoria: religione, storia, attualità, mass-media |

commenti (6)